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A FORUM PA SUD, progetti, strumenti e protagonisti dello sviluppo nel Mezzogiorno

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Siamo convinti che oggi non si possano disegnare e condurre in porto delle politiche di sviluppo se non con il profondo coinvolgimento del sistema sociale, oltre che economico. E siamo convinti che, in particolare, il Sud non possa rinunciare ad accendere un focus specifico sull’innovazione che nasce e si sviluppa sul suo territorio. Vi diamo per questo appuntamento a FORUM PA SUD, il Festival della Coesione per la sostenibilità, che si terrà a Napoli il 13 e 14 novembre e sarà l’occasione per conoscere i progetti e gli strumenti di innovazione che hanno ottenuto il sostegno dei fondi strutturali

10 Luglio 2019

A

Maria Ludovica Agrò

Curatore scientifico di FORUM PA Sud

Photo by Perry Grone on Unsplash - https://unsplash.com/photos/lbLgFFlADrY

Siamo alla seconda edizione di questo Festival che cambia nome e si apre ad una riflessione più ampia sullo sviluppo del Mezzogiorno. La prima edizione, “Porte aperte all’innovazione”, si è svolta a Palermo lo scorso anno registrando interesse e presenza non solo dei soggetti di solito coinvolti in queste iniziative, ma anche, e questo è stato l’indicatore che ha più incoraggiato a proseguire e a strutturare con più convinzione la manifestazione, di quegli attori dello sviluppo locale che non sono in genere attirati o raggiunti da iniziative di questo tipo e che, a volte, non hanno la piena consapevolezza del loro ruolo nel promuovere sviluppo. Un ruolo necessario affinché questo sviluppo divenga concreto.

Siamo convinti che oggi non si possano disegnare e condurre in porto delle politiche di sviluppo se non con il profondo coinvolgimento del sistema sociale oltre che economico, delle sue competenze e delle conoscenze, dei suoi fabbisogni e della sua volontà di promuovere e percorrere sentieri di crescita. L’economia che oggi va affermandosi ha nelle conoscenze diffuse del tessuto economico e sociale e nella diversificazione degli interessi e delle volontà la chiave potenziale di molte risposte, che sono fuori dalla portata della sola PA la quale non è in grado, senza attivare un processo partenariale, di indirizzare efficacemente l’azione verso obiettivi di sistema e di valore collettivo.

Il dialogo sociale deve avere una marcata caratteristica partenariale e deve essere una componente stabile e strategica nel costruire ed attuare politiche pubbliche, a partire da quelle di coesione. Questa caratteristica è importante per lo sviluppo di ogni territorio ed è già attuata in alcune regioni del centro nord, ma i dati del Mezzogiorno mostrano che c’è una specificità di quest’area e che   questa esigenza ha necessità di essere curata in modo particolare. Il SUD non può rinunciare ad accendere un focus specifico sull’innovazione che nasce e si sviluppa sul suo territorio, a farla conoscere e a farne volano per una crescita sostenibile.

La forte caratterizzazione territoriale di questo festival ha l’ambizione di porre temi generali e fare emergere come e in che misura il Mezzogiorno ha contribuito, e potrebbe ancor più contribuire, a sostenere le traiettorie di sviluppo del medio e lungo periodo e a generare risposte che consolidino le migliori esperienze, partecipando in modo attivo, ma soprattutto a misura dei propri fabbisogni,  visto il gap di sviluppo da colmare, al cambiamento di paradigma in atto nella società e nel sistema produttivo.

Saranno presentati i progetti ed anche gli strumenti che più hanno promosso qualità dell’innovazione e dello sviluppo e quelli che oggi hanno ottenuto il sostegno dei fondi strutturali o di altri fondi aggiuntivi pubblici o privati, e che presto, se raggiungeranno i risultati attesi, compresi gli investimenti ad impatto sociale, saranno in grado di generare ancora sviluppo.

Saranno quindi giornate informative, su quanto fatto e su come è stato fatto, ma anche formative sui progetti che hanno generato sviluppo sostenibile, giornate di riflessione da cui trarre indicazioni e nuovi spunti per la crescita dei territori attraverso la contaminazione generata dal confronto e dal coinvolgimento non solo dei maggiori beneficiari, imprese ed enti locali, ma anche di cittadini e associazioni che tradizionalmente sentono di non avere voce in capitolo.

La politica di coesione, in particolare, sostiene l’innovazione e la competitività da sempre e dalla Strategia di Lisbona del 2000 con un approccio particolarmente attento alla crescita legata all’occupazione e all’innovazione, che nasce dalla partecipazione e dalla collaborazione non solo di imprese, università e istituzioni, ma anche della società civile. Questo approccio si è rafforzato nell’ultimo decennio e nell’ultimo ciclo di programmazione, quando è divenuto evidente che l’intuizione di allora era già realtà.

Far conoscere l’agire pubblico europeo e quello dello Stato centrale e dei territori sul tema dello sviluppo sostenibile, affermato e favorito dalla Coesione, è l’obiettivo di questo Festival. Si parlerà delle risorse e delle competenze legate ai territori, da cui si è partiti e sui quali occorre restare per costruire un vantaggio competitivo durevole basato da una parte sulla capacità di modernizzazione, diversificazione produttiva e specializzazione tecnologica delle imprese, dall’altra sull’efficacia delle politiche pubbliche e sulla possibilità di rafforzare il ruolo dell’amministrazione come moltiplicatore di relazioni e opzioni per promuovere il dinamismo dell’economia. Compito della manifestazione è anche far emergere come, nell’ambito dei Fondi strutturali, si è cercato di dare una risposta al fallimento delle politiche di innovazione del passato. Un fallimento dovuto soprattutto alla numerosità delle competenze e alla scarsa capacità delle PMI di collaborare fra loro e della PA di farlo con le imprese nell’ambito di partenariati pubblico-privati, alla carenza di capitale umano qualificato, alla scarsa capacità di valorizzare i risultati della ricerca o di cogliere a pieno i vantaggi del quadro regolatorio degli incentivi o alla difficolta di utilizzare sistemi di finanziamento alternativi al sistema bancario.

L’affermarsi della quarta rivoluzione industriale sollecita un profondo ridisegno dei modelli di produzione, assegnando un ruolo molto più ampio che in passato all’automazione dei processi produttivi e funzioni sempre più avanzate alla digitalizzazione, alla robotica e più in generale a sistemi di intelligenza artificiale sempre più interconnessi.

Cogliere questi cambiamenti rappresenta la sfida di oggi per guardare al futuro, sia da parte della singola impresa che dei sistemi di impresa sui territori, ma anche  da parte dei policy makers perché tali cambiamenti, ineludibili per restare competitivi e crescere facendo crescere anche l’occupazione, non sono realizzabili se non si rende partecipe la società civile che sarà utente, cliente e consumatore ma soprattutto detterà fabbisogni ed esigenze al sistema produttivo e alla PA per la fornitura di servizi che migliorino la vita quotidiana: FORUM PA SUD (Napoli, 13 e 14 novembre) raccoglie questa sfida e promuove questo incontro.

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