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Dal PON Governance al PNRR: cresce la spinta per il rafforzamento delle pubbliche amministrazioni

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Serve una PA più forte per contribuire alla ripresa: da questa convinzione, ormai condivisa a livello nazionale ed europeo, ha preso le mosse la rubrica del PON Governance e Capacità Istituzionale al FORUM PA 2021. Del resto, la missione del Programma Operativo Nazionale è proprio sostenere il rafforzamento delle PA in una logica di governance multilivello. A FORUM PA 2021 si è fatto quindi il punto sull’utilizzo delle risorse e sui progetti futuri, in una rubrica in 12 appuntamenti. Potete rivedere tutte le registrazioni. Ecco cos’è emerso da alcuni degli incontri in programma

8 Luglio 2021

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Redazione FPA

Photo by Tim Gouw on Unsplash - https://unsplash.com/photos/-gjHizUfFlM

Dai piccoli Comuni agli Enti centrali, tutte le pubbliche amministrazioni avranno un ruolo fondamentale per la ripresa del Paese. Devono però rafforzarsi, essere ben organizzate e capaci di rispondere in modo rapido alle esigenze di cittadini e imprese. “PON Governance, una PA più forte per contribuire alla ripresa” è proprio il titolo della Rubrica del PON Governance che, all’interno di FORUM PA 2021, ha messo insieme in 12 appuntamenti le voci di tanti Enti e personalità tecniche, per sondare i progressi e le strategie in un’ottica di cooperazione.

È possibile rivedere tutte le registrazioni in questa playlist. Abbiamo scelto tre appuntamenti per un breve racconto di quanto emerso, ma vi invitiamo a rivederli tutti in versione integrale.

Le sfide dei territori per la ripartenza

Moderato da Francesco Minchillo,Esperto Progetto ITALIAE – Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie – Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’appuntamento del 23 giugno a FORUM PA 2021 dedicato alla resilienza e alle strategie dei piccoli Comuni ha evidenziato come anche l’Italia delle Comunità montane e delle Unioni dei Comuni possa e debba contribuire alla ripresa del Paese.

Anche i comuni molto piccoli sono capaci di darsi agende coerenti con le parole d’ordine della modernità”, ha evidenziato Giovanni Vetritto, Direttore Generale, Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie – Presidenza del Consiglio dei Ministri, e responsabile del Progetto ITALIAE.

Oggi, la sfida è rendere i territori attraenti e non solo resilienti, attraverso politiche di valorizzazione ambientale, turistica e di prodotto. Un esempio? Il lavoro da remoto e il fenomeno di “fuga dalle città” offrono un’opportunità irrinunciabile di sviluppo dei territori. Rendere più efficienti i servizi e potenziare la capacità amministrativa, per utilizzare meglio i fondi ordinari e straordinari, appaiono gli obiettivi prioritari.

“I sindaci testimoniano grande vitalità. Avviare un percorso di rilancio della montagna e dei piccoli comuni, è la sfida del paese che riparte. Questo fermento deve diventare un obiettivo per la politica”, ha fatto presente Marco Bussone, Presidente UNCEM. 

Tre le questioni urgenti evidenziate da Bussone:

  • il digital divide e quindi il rilancio del Piano banda Ultralarga;
  • lo scarso coinvolgimento dei sindaci nella programmazione per il PNRR;
  • l’attuazione delle politiche green. Occorre mettere a sistema le norme che già esistono.

Anche Luca Masneri, Sindaco del Comune di Edolo, pensa a una strategia di ripartenza del Paese che tenga conto delle potenzialità dei Comuni minori: “Serve coordinare tutti i progetti del PNRR nella loro ricaduta sulle aree montane – ha detto -. Lo spopolamento progressivo ha portato a un impoverimento generale dei territori di montagna. Pensiamo alla chiusura di molti centri ospedalieri locali, per esempio: il Covid ci ha insegnato che dobbiamo mettere al centro le persone”.

Digitalizzazione e valorizzazione del dato pubblico: conditio sine qua non

Tutti i rappresentanti dei territori coinvolti nell’evento concordano che “senza digitale non c’è unione tra le amministrazioni”e spingono sui progetti d’innovazione per digitalizzare anche i piccoli Comuni. La promozione di piattaforme nazionali e locali e la valorizzazione del ruolo degli RTD sono attività che il PON Gov ha reso possibili, anche se in modo ancora frammentato, ma ora occorre che aumenti la consapevolezza dell’importanza del dato pubblico e dell’interoperabilità.

“Il giusto utilizzo del dato pubblico, per i mille fini possibili, migliora la vita dei cittadini” ha fatto presente Alessandra Poggiani, Head of Corporate Programmes – Fondazione Human Technopole, che ha aggiunto: “È necessario che i decisori delle amministrazioni capiscano che i dati rappresentano la più grande ricchezza del settore pubblico e che il GDPR, il Garante per la privacy, ecc.. non sono ostacoli al loro utilizzo. Il PNRR potrebbe essere l’opportunità che attendevamo di reintegrare i dati in un sistema unico, perché c’è bisogno di interoperabilità”.

Ma lo stimolo (anche economico) del PNRR sarà sufficiente? Secondo Giuliano Noci, Prorettore e Direttore Master DiPA al MIP – Politecnico di Milano: “La digitalizzazione è un tema di cultura e competenze e non di risorse. Se non potenzieremo questi aspetti butteremo via i soldi del PNRR”.

Secondo Noci:

1) in primis dovremo chiederci quali siano le finalità dei dati;

2) dovremo identificare i meccanismi di supporto agli enti locali per utilizzare questi dati (linee guida e best practices da veicolare attraverso associazioni pubbliche);

3) dovremo creare Community di innovazione per lavorare insieme.

“Gli elementi di governance sono dirimenti, ma devono essere accompagnati da risorse e, soprattutto, dalle competenze. Non possiamo pretendere che sessantenni giuristi si occupino di trasformazione data centric”, ha chiosato Noci.

Il tema centrale delle competenze

Il reskilling dei lavoratori, la valorizzazione e l’acquisizione di nuove competenze, sono le vere chiavi di volta della trasformazione della PA.

“Ormai c’è consapevolezza dell’importanza delle giuste competenze. Ma attenzione a non cercare tuttologi”, ha evidenziato Anna Giorgi, Professore Ordinario di Botanica Ambientale e Applicata – Università della Montagna – Le realtà territoriali italiane sono molto frammentate, dunque è necessaria una specificità nei processi formativi”.

Dello stesso avviso è Alessandro Sterpa, Professore Associato in Istituzioni di diritto pubblico – Università degli Studi della Tuscia: “La diversità è l’anima di questo Paese. Gestire la differenziazione, le vocazioni specifiche dei diversi territori, è molto importante. Queste vocazioni hanno bisogno di un interprete, che è la politica, che individua la rotta, e poi di un esecutore, che è la PA, che deve avere le competenze per cogliere e valorizzare queste diversità. Inoltre i concorsi per il reclutamento dei dipendenti della PA dovranno tenere conto anche di skill come la flessibilità. Andiamo verso decenni in cui i cambiamenti saranno molto frequenti. Sarà necessaria una formazione continua e permanente”.

L’assistenza sanitaria tra innovazione e digitalizzazione

L’appuntamento con focus sul progetto PON GOV Cronicità e sul modello predittivo del Ministero della Salute si è svolto il 24 giugno a FORUM PA 2021.

Il futuro del Sistema Sanitario parte da Telemedicina e Intelligenza Artificiale

Il massiccio ricorso alle nuove tecnologie per far fronte all’emergenza Covid, ha creato le basi di una vera rivoluzione in Sanità. Oggi, è possibile immaginare un’assistenza sanitaria nella quale la Telemedicina avrà un ruolo importante, se non fondamentale. Grazie alle visite mediche da remoto, infatti, il SSN sarà in grado di dare risposte rapide ai bisogni dei cittadini e alla cronicità diffusa e sempre più frequente. D’altro canto, l’utilizzo ragionato dei dati permetterà la creazione di servizi sempre più personalizzati, nonché un’allocazione delle risorse economiche sempre più efficiente.

La tecnologia è quindi una grande leva di cambiamento. Ecco perché l’Istituto Superiore di Sanità ha indicato proprio la Telemedicina come soluzione sulla quale costruire un modello comune e un impianto normativo a livello nazionale. Partendo dalle esperienze e buone pratiche sviluppate in fase Covid nei diversi territori italiani.

“Spostare l’asse dell’assistenza sanitaria dalla struttura ospedaliera al domicilio del paziente come primo luogo di cura, è l’obiettivo principale – ha spiegato Francesco Enrichens, Project Manager – PON Gov Agenas -. Oggi, la raccolta e l’esame delle buone pratiche sviluppate in pandemia è necessaria per poter costruire risposte coerenti l’una con l’altra”.

Questo grosso lavoro di riordino e di ripensamento del sistema avviene nel solco delle attività finanziate dal PON Gov. Andrea Urbani, Direttore Generale della Programmazione Sanitaria – Ministero della salute – ha ricordato che “Sono due le linee d’intervento consentite dal PON Gov: PON Gov Cronicità e PON Gov Resilienza, con il modello predittivo per misurare puntualmente il fabbisogno sanitario dei cittadini, strumento che si avvarrà del Machine Learning e dell’Intelligenza artificiale”.

Questi due interventi, sviluppati in stretta interconnessione, potranno dare vita a una Sanità del tutto nuova. Le piattaforme abilitanti saranno chiave di volta per modificarne l’impianto.

Serena Battilomo, Direttore Ufficio 3, Sistema informativo sanitario nazionale, Direzione generale della digitalizzazione, del sistema informativo sanitario e della statistica – Ministero della Salute – ha spiegato nella pratica come si collocano il PON Gov Cronicità e l’uso dell’ICT e della Telemedicina nell’ambito dell’assistenza alle persone croniche.

“Sono stati ripensati i modelli organizzativi assistenziali, utilizzando il digitale in maniera nativa. Oggi abbiamo sistemi ICT che potremo modulare sulle esigenze dei territori: telemedicina, teleconsulto, teleriabilitazione. Stiamo licenziando ulteriori documenti di modellizzazione nazionale e oggi possiamo contare anche sulle risorse del PNRR”.

Due linee di investimento: una a livello centrale, con lo sviluppo di una piattaforma nazionale di Telemedicina, per promuoverne la pratica; l’altra a livello locale, per promuoverne l’attuazione.

Nel frattempo, il Tavolo di lavoro Cronicità sta esaminando alcune delle 36 esperienze censite nella Fase 1 del PON Gov. “Stiamo studiando le esperienze sotto i profili di struttura ed efficacia, mettendo in luce anche tutti gli aspetti relativi al GDPR e di sicurezza dei dispositivi medici – ha spiegato Emilio Chiarolla, Esperto Nucleo Tecnico Centrale PON GOV – Ministero della Sanità -. Ciò è molto importante, perché andiamo verso un’assistenza sempre più personalizzata, da gestire attraverso App e Intelligenza artificiale”.

Valeria Messina, Healthcare Director – PwC Public Sector, invece, ha raccontato cosa si sta facendo grazie ai finanziamenti del PON Gov Resilienza. Il PON Gov Cronicità e il PON Gov Resilienza confluiranno in uno strumento di simulazione. Stiamo lavorando a un modello predittivo basato sui dati, che parte dal tracciamento dei pazienti cronici e dalla mappatura delle prestazioni sanitarie di cui hanno fruito, per arrivare a integrare la stratificazione della popolazione. Questo strumento sarà fondamentale per capire come allocare le risorse nel presente e nel futuro”.

L’efficienza del sistema giudiziario. Sinergie tra il PON Governance e il PNRR

Per rendere più competitivo il Paese è indispensabile lavorare sull’efficienza del sistema giudiziario. Ciò avrebbe effetti trainanti sugli investimenti e sulla crescita. Da anni il Ministero della giustizia lavora su due fronti, da un lato per migliorare il quadro normativo e, dall’altro per potenziare l’organizzazione. Se ne è parlato nell’appuntamento del 21 giugno a FORUM PA 2021.

“L’organizzazione giudiziaria ha attinto alle risorse del PON Governance per investimenti di carattere strutturale e di bilancio ordinario – ha spiegato Barbara Fabbrini, Capo del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del personale e dei servizi – Ministero della Giustizia -. Abbiamo investito sulle risorse umane, sulle infrastrutture tecnologiche e su progetti molto specifici d’innovazione e di servizio: gli Sportelli di prossimità e le task force a supporto dei magistrati”.

Il Percorso di rigenerazione amministrativa portato avanti fino a oggi non ha trascurato gli aspetti più innovativi: “Già da tempo, la politica di Coesione cerca di orientare una quota degli investimenti su sostenibilità ambientale e transizione digitale e intende supportare queste policy anche con la programmazione 2021-2027”, ha fatto notare Riccardo Monaco, Dirigente – Agenzia per la Coesione Territoriale e Autorità di Gestione PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020. In questi anni, infatti, si è lavorato sulla digitalizzazione del processo, con il completamento del processo civile telematico e l’avvio del processo penale telematico. Inoltre gli spazi lavorativi sono stati riqualificati in un’ottica di sostenibilità ambientale.

Nel programmare le attività in ottica PNRR, il Ministero della Giustizia intende proseguire nel solco del lavoro già svolto, ma rafforzando gli investimenti sul capitale umano. Ciò avverrà attraverso due ambiti d’intervento: il potenziamento dell’Ufficio per il processo, cioè le task force di supporto al magistrato, e la creazione di una stretta interdipendenza tra sistema universitario e sistema giudiziario, in modo che l’Università possa fornire professionalità sempre più pronte. In questo modo, ha affermato Francesco Cottone, Direttore Generale per il Coordinamento delle politiche di coesione – Ministero della Giustizia, “assicureremo al settore giudiziario figure professionali con competenze sempre adeguate e aumenteremo la capacità amministrativa del Ministero della Giustizia”.

Ecco tutti gli altri appuntamenti realizzati all’interno della Rubrica:

PON Governance, una PA più forte per contribuire alla ripresa. La cultura della prevenzione

PON Governance, una PA più forte per contribuire alla ripresa. Il Progetto ES-PA

PON Governance, una PA più forte per contribuire alla ripresa. Due Progetti per le pari opportunità

PON Governance, una PA più forte per contribuire alla ripresa. La (ri)forma dell’acqua

PON Governance, una PA più forte per contribuire alla ripresa. INAIL come Polo Strategico Nazionale

PON Governance, una PA più forte per contribuire alla ripresa. Un progetto ISPRA

PON Governance, una PA più forte per contribuire alla ripresa. PNRR e misurazione della corruzione

PON Governance, una PA più forte per contribuire alla ripresa. Il Progetto Arcadia

PON Governance, una PA più forte per contribuire alla ripresa. Le politiche di Transizione Ecologica

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