A.A.A. disubbidienti cercasi

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Chi si occupa di innovazione cita spesso la suggestiva definizione per cui l’innovatore è un disubbidiente, da cui discende che l’innovazione, organizzativa, culturale, scientifica, non è altro che una disubbidienza riuscita. Una disubbidienza alle procedure obsolete, ai modelli interpretativi dominanti, alle inefficienze in favore di nuove idee e soluzioni.
Ma è proprio perché l’innovatore è un disubbidiente che, spesso, all’interno delle organizzazioni, delle aziende e, soprattutto, della pubblica amministrazione, viene isolato: un visionario che può essere considerato pericoloso per il resto della struttura.

22 Dicembre 2008

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Gianni Dominici

Articolo FPA

Chi si occupa di innovazione cita spesso la suggestiva definizione per cui l’innovatore è un disubbidiente, da cui discende che l’innovazione, organizzativa, culturale, scientifica, non è altro che una disubbidienza riuscita. Una disubbidienza alle procedure obsolete, ai modelli interpretativi dominanti, alle inefficienze in favore di nuove idee e soluzioni.
Ma è proprio perché l’innovatore è un disubbidiente che, spesso, all’interno delle organizzazioni, delle aziende e, soprattutto, della pubblica amministrazione, viene isolato: un visionario che può essere considerato pericoloso per il resto della struttura.

Guarda su Saperi PA le pillole degli interventi di Giuseppe De Rita durante la presentazione del Rapporto Censis 2008

In un momento di grande incertezza, di necessità assoluta di recuperare efficienza, non possiamo permetterci di perdere neanche un’idea, una visione, una proposta.  Il rischio di reinserramento che ha paventato De Rita presentando l’ultima relazione sociale, per cui ognuno si richiude nella propria dimensione individuale, è concreto. C’è bisogno di una reazione, di una visione e di un progetto comune facendo uscire dall’isolamento le energie vitali. L’unico modo per combattere l’isolamento è di fare rete, tessuto e trama di connessione fra le diverse energie individuali. E’ l’obiettivo ambizioso che ci siamo dati come FORUM PA e che, già dallo scorso anno, è diventato esplicito: essere sempre più luogo e momento di incontro tra gli innovatori.

E’ proprio partendo da questi presupposti che insieme al Formez nasce InnovatoriPA. Riprendendo dalla presentazione pubblicata per l’occasione su Internet: "www.innovatoripa.it è un sito che mette al centro l’individuo, la sua identità professionale e personale, che premia la capacità di fare innovazione nella Pubblica amministrazione e di attivare relazioni nella Rete. Le tecnologie oggi disponibili sul web stanno diffondendo un sempre maggiore interesse verso le reti sociali e molte iniziative si appoggiano ai diversi siti web, generando occasioni di scambio e circolazione delle conoscenze e, allo stesso tempo, disperdendo energie e persone in gruppi senza relazione tra loro. www.innovatoripa.it è una rete sociale che produce conoscenza, contatti e nuove opportunità di innovazione. Una rete che è anche luogo di incontro e contaminazione tra pubblica amministrazione e territorio, tra pubblico e privato."

Su Saperi PA altri articoli sui temi del social network

Uno strumento di social networking destinato ai temi e ai diversi attori del processo di modernizzazione della pubblica amministrazione e che, per dirla  come Luca de Biase nel presentare lo speciale de Il SOLE 24 ORE su Facebook, si alimenterà  delle relazioni tra le persone e andando ad arricchire l’ecosistema dell’informazione.

Abbiamo cominciato in sordina, senza pubblicizzare troppo l’iniziativa, per testare il sistema, e già in pochi giorni gli innovatori iscritti sono più di 400 ed hanno dato vita a discussioni, gruppi di lavoro, blog personali. 
Tra le diverse iniziative nate, sicuramente la meno convenzionale è quella di organizzare un Barcamp indipendente nell’ambito del prossimo FORUM PA. Tanto per capirci un Barcamp, secondo la definizione elaborata su Wikipedia è "una non conferenza", così come solitamente intendiamo conferenza, che nasce dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero. Il BarCamp è una non-conferenza collaborativa, dove chiunque può “salire in cattedra”, proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione dei temi legati al Web. Una non conferenza (unconference) quindi una riunione il cui tema di discussione è deciso dai partecipanti piuttosto che prestabilito in anticipo dagli organizzatori, una riunione aperta i cui contenuti vengono proposti dai partecipanti stessi.

Seguendo la struttura tipica di Facebook le prime adesioni e i primi contributi sono  già on line ospiti del Wiki dell’iniziativa, ma, in una logica di diffusione virale, un gruppo di lavoro è su Facebook.

L’annuncio, quindi, è pronto per essere diffuso: A.A.A. disubbidienti di ogni età e sesso CERCASI.