Come fare un PIAO 2023 di qualità: semplificare, integrare e partecipare per creare Valore Pubblico

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Con l’introduzione del Piano Integrato di Attività e di Organizzazione (PIAO), anche l’Italia si avvicina alla programmazione orientata agli outcome, adottata dal 1998 dapprima nel Regno Unito e via via in sempre più paesi OCSE. Un PIAO di qualità è un’opportunità storica per rendere le PA volano del rilancio del Paese. Ma quali sono le condizioni per la buona riuscita della riforma? Ecco i principali nodi da sciogliere nella prospettiva del PIAO 2023 e successivi

22 Luglio 2022

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Enrico Deidda Gagliardo

Direttore del CERVAP e Prorettore al Valore Pubblico, Università di Ferrara

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Denita Cepiku

Commissione Tecnica per la Performance, Università di Roma Tor Vergata

Photo by Clay Banks on Unsplash

Con l’introduzione del Piano Integrato di Attività e di Organizzazione (PIAO), anche l’Italia si avvicina alla programmazione orientata agli outcome, adottata dal 1998 dapprima nel Regno Unito e via via in sempre più paesi OCSE. Il PIAO è nato dall’esigenza di alleggerire gli oneri amministrativi che hanno fin qui zavorrato la programmazione pubblica al fine di migliorarne l’efficacia e, soprattutto, il benessere di utenti e stakeholder. Il PIAO intende, dunque, andare oltre la semplificazione fine a se stessa per orientarla allo scopo ultimo della generazione di Valore Pubblico.

Ma che cosa è il Valore Pubblico? Le Linee Guida 2017-2021 del Dipartimento della Funzione, il PNA 2019, gli Orientamenti 2022 e lo schema di PNA 2022 in consultazione, oltre che le Relazioni CNEL 2019, 2020, 2021 e, da ultimo, il DM del Ministro Brunetta di concerto con il Ministro Franco, si orientano verso una definizione di Valore Pubblico in termini di “IMPATTI delle politiche e dei progetti (ad es. del PNRR) dell’ente, migliorativi del BENESSERE complessivo e multidimensionale (economico, sociale, ambientale e/o sanitario, ecc.) di cittadini, imprese e stakeholder, rispetto alla situazione di partenza”.

Il PIAO è stato progettato per rispondere a 5 criticità storiche degli strumenti programmatici pubblici, attraverso 5 criteri di qualità: semplificazione, selettività, adeguatezza, integrazione, finalizzazione al Valore Pubblico.

Criteri 1 e 2: “poco ma buono”, ovvero programmazione semplificata e selettiva

Gli attuali sistemi di programmazione si caratterizzano per la pluralità frammentata di documenti, stratificati nel tempo a valle di processi di riforma successivi. Il PIAO punta alla semplificazione della numerosità di piani (performance, anticorruzione, azioni positive, razionalizzazione delle dotazioni strumentali, azioni concrete, lavoro agile, fabbisogni e formazione del personale), pagine, adempimenti, doppioni e tempi. E che senso hanno obiettivi del tipo “fare il bilancio” o “pagare gli stipendi”? Occorre selezionare e inserire nel PIAO pochi obiettivi prioritari, maggiormente capaci di generare Valore Pubblico.

Criteri 3, 4 e 5: adeguatezza e integrazione di obiettivi al fine di creare Valore Pubblico.

Un secondo ordine di problemi, non meno critico considerando l’abbondanza di risorse in arrivo, è quello della scarsa capacità di programmazione, specie strategica. Ne sono testimonianza la bassa qualità di obiettivi e indicatori, l’autoreferenzialità dei processi di programmazione, lo scarso uso delle informazioni da parte dei decisori e dei cittadini. Il PIAO affronta questa criticità in primis, attraverso un orientamento al Valore Pubblico: partendo dall’analisi dei bisogni pubblici e dall’identificazione degli obiettivi di Valore Pubblico in risposta alle opportunità e alle minacce emerse dal contesto, da declinare in strategie realizzative e in indicatori di impatto attesi. Successivamente, l’iter dovrebbe proseguire secondo la seguente sequenza: +VALORE PUBBLICO +PERFORMANCE -RISCHI +SALUTE.

In secondo luogo, la logica d’integrazione funzionale prevede che i contenuti di ogni sotto-sezione debbano essere funzionali al Valore Pubblico che si vuole creare (Salute come PRESUPPOSTO, Performance e Anticorruzione come LEVE di creazione e protezione del VP >> VP come EFFETTO). L’integrazione andrebbe ricercata orizzontalmente tra unità organizzative abituate a programmare in silos e verticalmente tra obiettivi di performance operativa, gestione dei rischi e miglioramento organizzativo e di rafforzamento delle competenze professionali, diretti alla creazione di Valore Pubblico.

Infine, la ricerca di una maggiore adeguatezza di obiettivi (+ sfidanti), indicatori (+ congrui, + multidimensionali) e target (+incrementali) al fine di rafforzarne la rilevanza per i decisori pubblici e politici, i dipendenti, i cittadini e le imprese.

Un PIAO di qualità è un’opportunità storica per rendere le PA volano del rilancio del Paese. Ma quali sono le condizioni per la buona riuscita della riforma e i nodi ancora da sciogliere?

Il Campus formativo di FPA Digital School

PIAO | Come programmare in modo integrato per creare Valore Pubblico. Ecco le date aggiornate!

Il Campus si avvale della supervisione scientifica e della docenza di Enrico Deidda Gagliardo, Direttore del CERVAP e Prorettore al Valore Pubblico, Università di Ferrara. La prossima edizione si terrà nei giorni 4, 6 e 11 ottobre 2022. Per iscriversi c'è tempo fino al 27 settembre. Per maggiori informazioni, scrivi a fpadigitalschool@forumpa.it o chiama il numero 0668425266

1 Aprile 2022

Condizioni per la buona riuscita della riforma

I benefici prospettati non sono automatici ed è normale un processo di apprendimento progressivo. La qualità dello strumento dipenderà dalla qualità del processo di predisposizione e dei soggetti che vi partecipano. Sono necessarie alcune condizioni affinché non ci sia una mera predisposizione adempimentale che sta caratterizzando i “Piani dei Piani” 2022: cultura e condizioni organizzative e competenze, in poche parole salute organizzativa e professionale, in grado di creare un terreno fertile alla programmazione integrata.

Qualità del processo

Occorrerebbe definire un cronoprogramma che definisca il “chi fa, che cosa e quando” e non aspetti l’approvazione del bilancio previsionale; occorrerebbe inoltre e soprattutto allargare la partecipazione esterna degli utenti e stakeholder alla pianificazione e valutazione (verso il Valore Pubblico condiviso).

Qualità dei soggetti

E’ necessario creare un gruppo di lavoro per l’integrazione (Integration Team) che abbia al suo interno sia i vertici dell’organizzazione, sia i responsabili delle politiche, dei progetti e delle diverse prospettive programmatiche (performance, anticorruzione, bilancio, organizzazione, personale, rischi, pari opportunità comunicazione e relazioni con i cittadini, acquisti, digitale, ecc.).

Infine, l’ultima parola sull’utilità del PIAO la si potrà dire valutando l’uso dello strumento da parte dei decisori. Il PIAO dovrà dimostrarsi flessibile così da consentire azioni correttive tempestive; a tal fine, occorrerà orientare al Valore Pubblico anche un sistema altrettanto integrato di monitoraggio e valutazione.

Nodi da sciogliere verso il PIAO 2023

La normativa sul PIAO lascia aperti alcuni aspetti che, presumibilmente, verranno affrontati in fase di attuazione. Tra i principali nodi da sciogliere nella prospettiva del PIAO 2023 e successivi, si ricordano i seguenti:

Coerenza tra programmazione e struttura, programmazione e risorse, programmazione e rischi

Richiede appositi sistemi di raccordo da costruire insieme ai soggetti competenti, comparto per comparto (es. MEF-RGS). La copertura economico-finanziaria è il presupposto per il perseguimento degli obiettivi del PIAO.

Contestualizzazione del PIAO

Le linee guida che accompagneranno le amministrazioni dovranno valorizzare le specificità ed il diverso grado di maturazione dei sistemi di programmazione dei vari comparti (amministrazioni centrali, aziende sanitarie, regioni, enti locali, università ed enti pubblici di ricerca), risolvendo con chiarezza questioni quali:

  • la sinergia tra piani strategici attuali (es DEFR regionali, DUP locali) e PIAO. Finalità non negoziabile per fare un salto di qualità è pianificare e misurare gli obiettivi di Valore Pubblico;
  • individuazione di batterie comuni di indicatori di impatto, misurabili e confrontabili;
  • il rapporto tra PIAO e PEG per gli enti locali alla luce della scelta del DPR di assorbire i soli contenuti non finanziari dello stesso.

Ruolo dell’OIV rispetto al PIAO

E’ indubbio che l’OIV, anche a legislazione vigente, sia l’unica possibile “valvola d’integrazione” tra le varie anime del PIAO. Occorre però annotare che i diversi ruoli dell’OIV rispetto alle diverse sezioni del PIAO sono nati in epoche e per esigenze diverse, occorrerebbe quindi un ripensamento armonico delle competenze e dei poteri degli OIV in direzione di una effettiva indipendenza e professionalizzazione, a partire dalla fase cruciale della programmazione rispetto al quale il parere dell’OIV sul rispetto dei menzionati criteri di qualità del PIAO dovrebbe essere vincolante.

Digitalizzazione del PIAO

Il “portale del PIAO” non dovrà limitarsi a fungere da repository di documenti statici, ma dovrebbe consentire la compilazione interattiva e guidata, tramite apposite maschere, delle varie sezioni del PIAO da parte delle amministrazioni e la facile consultazione da parte dei cittadini.

Report del PIAO

Occorrerebbe rendere maggiormente esplicita la necessità di monitorare in modo integrato il livello di Valore Pubblico generato e il contributo delle varie componenti programmatiche secondo la logica di monitoraggio: +SALUTE à -RISCHI à +PERFORMANCE à +VALORE PUBBLICO.

La rivoluzione del PIAO è partita. Volgendo già lo sguardo verso il 2023 tocca alle amministrazioni decidere se appiattirsi sull’ennesimo adempimento oppure accettare la sfida di costruire un piano semplificato, selettivo, adeguato, integrato e, soprattutto, finalizzato a creare e a proteggere il Valore Pubblico.

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