Formazione in sanità: come rendere efficaci gli investimenti del PNRR

Competenze digitali: ripensare la formazione in Sanità

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La Missione 6 Salute del PNRR prevede 0,74 miliardi di euro per lo sviluppo delle competenze tecniche, professionali, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario. Per rendere efficace l’investimento dobbiamo però affrontare alcune criticità strutturali. E chiederci anche da dove partiamo, quindi a che punto è la formazione in ambito sanitario, in particolare sul tema delle competenze digitali

11 Novembre 2021

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Giovanna Stagno

Responsabile Area Ricerca, Advisory e Formazione FPA

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Cosa si intende per competenze digitali nel settore sanitario? Qual è il livello di readiness sul digitale delle professioni sanitarie? Come sta cambiando la formazione per il personale che opera in sanità? A queste domande abbiamo cercato di rispondere nel corso dell’appuntamento “Competenze digitali: un investimento necessario per realizzare One Health” realizzato durante FORUM PA Sanità 2021

Le risorse

Esperti del mondo della formazione e responsabili della formazione di Aziende Sanitarie Locali e di Agenzie Regionali si sono confrontati in una tavola rotonda che ha messo in luce lo stato dell’arte della formazione nel settore sanitario e ha tracciato i passi da muovere all’interno della cornice dell’investimento in formazione e in sanità che viene delineato nel PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Nella Missione 6 Salute, la “Componente 2: Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale” prevede come noto anche investimenti per lo Sviluppo delle competenze tecniche, professionali, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario pari a 0,74 miliardi di euro per il finanziamento, tra gli altri, di progetti formativi per lo sviluppo di percorsi di acquisizione di competenze di management per i professionisti del SSN, che interesseranno 2.000 persone entro la metà del 2024 e altre 4.500 persone entro il 2026. Come ribadito da Mariano Corso, Responsabile Scientifico Osservatorio Sanità Digitale Politecnico di Milano e Presidente P4I, la mancanza di risorse necessarie per spingere la formazione e l’aggiornamento delle professioni sanitarie non può più essere un alibi davanti all’eccezionale quantità di risorse a disposizione nello scenario attuale.  

Cultura e competenze digitali

Il confronto con le Amministrazioni locali e con professionisti del settore ha fatto tuttavia emergere alcune criticità strutturali che sarà importante affrontare per rendere efficace l’investimento. 

In primo luogo, sarà necessario agire sul fronte della cultura digitale, che riguarda tanto le organizzazioni sanitarie quanto la società nel complesso e che è funzionale da una parte a un nuovo modo di intendere la relazione medico-paziente alla luce delle nuove tecnologie e dall’altra a un nuovo modo di intendere l’organizzazione e i processi dell’organizzazione stessa attraverso l’innovazione digitale e tecnologica. 

Se è vero che il Covid ha dato una spinta al digitale e alle competenze connesse al suo uso, è anche vero che si è abbattuto su un sistema sanitario anziano e povero dal punto di vista delle competenze digitali

Oltre il 60% di medici e infermieri dei 691mila stimati nel 2018 ha più di 55 anni e il 25% più di 60 anni, ha sottolineato Pier Sergio Caltabiano, Direttore della Formazione di CEFPAS, e solo il 4% dei 1187 medici specialistici intervistati dall’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano ha competenze sufficienti su tutti gli ambiti della digital literacy indagati (competenze trasversali legate all’uso del digitale). 

Nel parlare di competenze digitali nel settore sanitario è stato ribadito quanto già emerso nel corso del primo focus group dedicato alla Community dei Responsabili della Formazione in Sanità di FPA*, ovvero che al concetto di competenze digitali si legano molte sfaccettature semantiche, che possiamo sintetizzare così: 

  • Competenze digitali per relazionarsi: collegate alla informatizzazione, digitalizzazione e remotizzazione della relazione con l’utente e con il paziente (dalla teleassistenza alla telemedicina). Sabrina Santi, Direttrice dell’UOC Formazione della Asl Roma 2 ha sottolineato come la pandemia abbia accentuato il concetto di “innovazione tecnologica come potente mezzo per rispondere alle esigenze di pazienti e cittadini, ma occorre insistere sull’accrescimento delle competenze digitali per rendere le persone competenti nell’uso della stessa innovazione tecnologica”; 
  • Competenze digitali per lavorare attraverso l’uso di strumenti avanzati per i sistemi di cura (cartelle cliniche, documenti digitali dei sistemi di supporto decisionale di natura clinica, ricette elettroniche, condivisione dei dati ed archiviazione); 
  • Competenze digitali per l’empowerment attraverso il ricorso a pratiche di formazione e aggiornamento professionale innovative e “connesse” (non a distanza, per mutuare il concetto di Mariano Corso per cui il digitale non divide e non crea distanza, ma al contrario unisce e crea connessioni). 

La formazione in materia di competenze digitali in sanità

Ma a che punto è la formazione in ambito sanitario proprio sul tema delle competenze digitali? 

Se si fa uno zoom sulla formazione accreditata ECM, in cui diversi obiettivi formativi intercettano le competenze digitali e afferiscono allo sviluppo di tali competenze in diversi ambiti del settore sanitario (dalla parte più tecnico professionale fino alla parte di processo e di sistema), la richiesta di competenze digitali nel settore si presentava alta anche prima della pandemia. L’offerta formativa non è però stata del tutto capace di rispondere a questa richiesta: come sottolineato dal dott. Achille Di Falco, Direttore Ufficio Formazione e supporto al programma nazionale ECM di Agenas, dal 2010 ad oggi sono stati circa 5000 gli eventi e le iniziative ECM con focus sul digitale, dato significativo nella sua limitatezza se si considera il complessivo dato di produzione di 35/36mila corsi ECM fino al 2019.

La tavola rotonda è stata anche l’occasione per affrontare il tema dell’innovazione della formazione in sanità e riflettere su come stia cambiando l’apprendimento e il ruolo del Responsabile Formazione

Il Covid ha certamente prodotto una rottura nel modo di progettare la formazione, introducendo un nuovo paradigma e nuovi processi di apprendimento. Gli insegnamenti appresi in fase pandemica hanno aperto grandi riflessioni sull’uso del digitale nella formazione, facendo emergere la potenza dello strumento e le opportunità in termini di efficacia e innovazione che esso può apportare. Inoltre, è emerso in modo prepotente il collegamento tra interventi formativi e interventi organizzativi, specie alla luce della richiesta di competenze digitali e trasversali legate al lavoro remotizzato e adesso sempre più ibrido, oltre che agile e flessibile. 

A cambiare però è anche il ruolo dei professionisti della formazione nelle Aziende Sanitarie a cui vengono richieste nuove competenze di progettazione degli interventi formativi, ma anche una rinnovata consapevolezza circa la necessità di introdurre strumenti e approcci innovativi nella formazione. Responsabili della Formazione consapevoli e competenti saranno in grado di guidare processi formativi innovativi per traghettare le organizzazioni verso la trasformazione digitale.  

Le leve su cui agire

Da quali considerazioni ripartire allora? 

  • Progettazione sapiente della formazione. Alla formazione on line si è fatto molto ricorso nei mesi di pandemia. Il digitale da questo punto di vista ha rappresentato un’efficace misura emergenziale e adesso diventa un imprescindibile strumento da utilizzare anche nella progettazione e programmazione della formazione post-emergenziale. Un giusto mix di strumenti e approcci formativi calibrati intorno alla realtà organizzativa, ai beneficiari della formazione e agli obiettivi da raggiungere rappresenta l’ideale a cui mirare, come sottolineato da Diletta Priami, Coordinatrice Funzione Formazione, Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale della Regione Emilia-Romagna. 
  • Professionista al centro. Il sistema della formazione in sanità deve rimettere al centro il professionista, le sue esigenze formative e gli spazi di formazione a lui dedicati. Questo vuol dire secondo Michele Presutti, Direttore S.C. Formazione Qualità e Gestione Rischio Clinico delle Attività Sanitarie dell’ASL TO3, ripensare anche i modelli didattici, dalla flessibilità nel setting alla personalizzazione e profilazione del sistema formativo, dalla formazione on line fino a forme di apprendimento a partire dal confronto tra colleghi mediato da nuove tecnologie, senza tralasciare apprendimenti situati legati alla realtà di appartenenza.
  • Competenze e tempestività nell’accreditamento ECM. Il sistema di accreditamento attuale, è stato sottolineato, mira più all’accreditamento delle conoscenze e delle capacità e meno all’accreditamento e alla certificazione della competenza effettiva. Occorre guardare agli outcome della formazione in termini di cambiamento di comportamenti direttamente praticati. Inoltre, l’accreditamento necessita di uno snellimento di procedure e vincoli per rendere tempestiva la risposta a bisogni formativi che emergono in modo sempre più veloce.
  • Empowerment delle tecnostrutture e delle figure che progettano la formazione. Fondamentale è sviluppare competenze di progettazione anche per i responsabili della formazione nelle aziende sanitarie locali, affinché siano in grado di tradurre in risposte e interventi efficaci fabbisogni formativi nuovi e sempre più specifici.
  • Sinergia tra gli attori coinvolti. Il sistema nazionale, le Aziende sanitarie, le Regioni e gli ordini professionali sono chiamati a svolgere un ruolo rilevante nella messa a sistema di bisogni e stimoli e nella traduzione di questi in percorsi di apprendimento adatti a raggiungere gli obiettivi formativi preposti.

Il lavoro sulla formazione nel settore sanitario per FPA continua. Continua attraverso una neo-nata Community dei Responsabili della Formazione Sanità che ha come obiettivo quello di definire metodi e focus di lavoro proprio insieme a coloro che sono chiamati a tradurre in interventi e misure concrete gli obiettivi formativi legati allo sviluppo delle competenze digitali, trasversali e manageriali utili per rendere effettiva la trasformazione digitale. Il prossimo appuntamento della Community è in programma per il 26 novembre. Se sei un Responsabile o un Direttore di un’Azienda Sanitaria e vuoi entrare a far parte della community scrivi a info.formazione@forumpa.it per ricevere informazioni.

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