La formazione nella Regione Emilia-Romagna ai tempi del Covid-19: cambio di paradigma?

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A due anni dall’inizio della pandemia è tempo di fare alcuni bilanci sulle esperienze acquisite. È il caso anche della Funzione formazione dell’Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna (ASSR), che ha riprogrammato in questo lungo periodo la propria attività. La pandemia ha fatto sicuramente riflettere e mettere in campo tutte le opportunità che può offrire la formazione e-learning, con il principio di una progettazione sapiente, ben dosata con tutte le altre tipologie formative. Possiamo parlare di cambio di paradigma?

9 Marzo 2022

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Diletta Priami

Coordinatrice Funzione formazione Agenzia sanitaria e sociale Regione Emilia-Romagna

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Febbraio 2020: l’intero paese si è fermato a causa della diffusione del virus SARS-CoV-2, ha messo a dura prova i professionisti e le organizzazioni che hanno dovuto comprendere come muoversi correttamente in coerenza con gli obiettivi e con il ‘tenere dietro’ ai vari provvedimenti, decreti e protocolli.

Anche la Funzione formazione dell’Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna (ASSR) ha riprogrammato la propria attività, a sostegno della rete che vede coinvolti i servizi della Direzione generale Cura della persona, salute e welfare, le aziende/ enti sanitari, le università, nonché gli stessi professionisti.

La squadra della Funzione formazione si è dovuta ‘ripensare’: cosa sta succedendo? Cosa sta cambiando? Sfidiamo, rischiamo? Cambiamo paradigma? Quali emozioni, quali ‘vissuti’?

In prima battuta è stato importante:

  • ascoltare le necessità, i bisogni e ‘stare con’ i professionisti;
  • adeguare le attività di formazione con modalità didattiche alternative per favorire l’apprendimento anche in contesti formativi virtuali;
  • rispondere a necessità emergenti, connesse in particolare alla diffusione dell’utilizzo delle piattaforme per fruire della formazione a distanza, che ha portato a riprogettare percorsi dedicati allo sviluppo di competenze di progettazione formativa, anche in e-learning, di didattica, di tutoraggio digitale.

Nella Regione Emilia-Romagna, da anni, è stata promossa nelle Aziende sanitarie la gestione efficace della formazione (progettazione sapiente), che ha stimolato una maggiore attenzione all’analisi del contesto e dei bisogni, alla progettazione, alla realizzazione e alla valutazione formativa[1]; lo sviluppo delle competenze tecniche, organizzative, relazionali e manageriali, diventa centrale non solo nella valorizzazione del capitale umano, ma anche nel promuovere l’innovazione del Sistema sanitario regionale.

La sfida della Funzione formazione, anche durante la pandemia, è sempre stata quella di mettere in campo percorsi formativi blended, con l’intenzionalità di cambiare/modificare il comportamento professionale, attraverso un processo partecipativo, di ingaggio e di coinvolgimento; il potenziamento della formazione in e-learning e lo sviluppo di competenze digitali che ha quindi consentito la prosecuzione delle attività formative.

La Funzione formazione della ASSR non ha deviato la sua mission e la sua vocazione, gli obiettivi sono rimasti chiari e solidi: supportare le aziende e i professionisti e ‘averne cura’, accompagnare le aziende al cambiamento organizzativo attraverso azioni formative, aumentando le competenze dentro e oltre la cornice dell’ECM.

I principi di fondo che ispirano la progettazione della formazione in rete implicano la presenza di caratteristiche comuni alle diverse tipologie: l’interattività, la modularità, la flessibilità, il ricorso a più figure professionali e, in particolare, a più figure tutoriali. L’obiettivo è stato quello di sviluppare competenze anche digitali necessarie in modo diffuso e trasversale, intervenendo (lavorando) sia sul manager sia sulle figure sul campo. Il processo formativo avviene in rete attraverso l’interazione dei partecipanti in una vera e propria comunità di apprendimento, che favorisca sia il superamento dell’isolamento del singolo, che la valorizzazione dei suoi rapporti col gruppo. Vi è così la possibilità di apprendere insieme, anche se distanti, in un rapporto paritetico e di scambio non solo tra discenti, ma secondo un modello che prevede un rapporto dinamico tra i diversi soggetti (docenti, e-tutor, tutor di processo, supporto tecnico, ecc.), accentuando nuove dimensioni con un ruolo attivo e partecipativo.

L’approccio metodologico adottato è stato quello di sfruttare le capacità della rete, l’interattività e la multimedialità al fine di stimolare il partecipante a “giocare un ruolo attivo”.

I percorsi formativi erogati in aula si sono così trasformati adattandoli al contesto digitale e alle nuove esigenze dei destinatari, disponendo di piattaforme e materiali interattivi e condivisi, strutture ipertestuali navigabili, laboratori esperienziali virtuali, strumenti collaborativi, tool (ecc.).

Reinventare l’aula è diventata una sfida e un’esigenza per chi si occupa di formazione e, dopo un primo momento di isolamento, le organizzazioni hanno continuato a sostenere i professionisti, inizialmente, formandoli sulle pratiche da adottare per contrastare la diffusione del virus, poi garantendo lo sviluppo professionale e l’aggiornamento continuo. Sono anche cresciute coesione e cooperazione interna, che hanno portato ad aumentare il senso di appartenenza ad un sistema, che spesso relega la formazione ad appendice.

I tempi di formazione si sono contratti, sono stati più rapidi; c’è stato un aumento della flessibilità e una maggiore partecipazione agli eventi formativi erogati a distanza, anche se i comportamenti di efficacia e di ricaduta rimangono ancora difficili da misurare. Anche eventi residenziali, con obiettivi di tipo comunicativo-relazionale, gestione dello stress, mindfulness, sono stati convertiti in webinar sincroni, adattando metodologie e tecniche, con esiti del tutto inaspettati, raggiungendo elevati numeri di professionisti a costi limitati. Tutto questo ha rappresentato un’opportunità di apprendimento continuo e favorito la creatività, stimolando l’interesse e la partecipazione attiva.

Bisogna sempre di più potenziare la progettazione blended, alternare e integrare l’autoformazione (didattiche a-sincrone), le formazioni sincrone/residenziali e la formazione sul campo, per economizzare il più possibile l’esperienza maturata delle potenzialità della formazione e-learning, connettendo sempre l’aula virtuale e fisica all’esperienza lavorativa, attraverso la coerenza tra contenuti e tecniche didattiche.

La formazione nel primo periodo pandemico è stata una formazione sicuramente emergenziale, non dotata di tutte le caratteristiche che una formazione efficace prevede. Le esperienze di apprendimento online ben pianificate sono significativamente differenti dai corsi offerti online in risposta a una crisi o un disastro[2].

Dalla letteratura emerge che l’apprendimento online è efficace, se vi è un’attenta progettazione didattica e programmazione, ma non solo, è necessaria anche un’adeguata valutazione per verificarne gli effetti.

Anche l’attività dell’ORFoCS (Osservatorio regionale per la formazione continua in sanità Regione Emilia-Romagna) si è dovuta ripensare e ridefinire in una nuova cornice, quella emergenziale, con l’esigenza di ‘osservare’ le formazioni a distanza sincrone delle aziende sanitarie pubbliche e private e di valutarne l’efficacia formativa in merito alla reazione, all’apprendimento, alla trasferibilità e al cambiamento.

Quindi, possiamo parlare di cambio di paradigma? La pandemia ci ha fatto sicuramente riflettere e mettere in campo tutte le opportunità che può offrire la formazione e-learning, con il principio di una progettazione sapiente, ben dosata con tutte le altre tipologie formative.

Questo articolo è tratto dall’Annual Report 2021 di FPA (disponibile online gratuitamente, previa registrazione)


[1] Dossier n. 262/2017 – Accompagnare le persone nei processi di cambiamento. Linee di indirizzo regionali per progettare e realizzare la formazione continua in sanità.

[2] The Difference Between Emergency Remote Teaching and Online Learning – EDUCAUSE by Charles Hodges, Stephanie Moore, Barb Lockee, Torrey Trust and Aaron Bond.

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