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Comune di Prato adotta il Manuale anti-burocratese

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Alzi la mano chi, alle prese con un atto amministrativo, almeno una volta nella vita non ha pensato “ma che vuol dire?”.

23 Novembre 2010

Articolo FPA

Alzi la mano chi, alle prese con un atto amministrativo, almeno una volta nella vita non ha pensato “ma che vuol dire?”.
E’ vero che il “burocratese” sembra essere stato inventato per complicare le cose semplici o per complicare ulteriormente le cose già complicate.  Strana mutazione genetica per un linguaggio che dovrebbe mantenere chiaro l’obiettivo a cui è finalizzato: comunicare dei contenuti, dunque rendere comprensibile qualcosa a qualcuno. Ancora più strano se pensiamo che il burocratese si è sviluppato e avviluppato nelle viscere di un sistema ordinato in diritti e doveri, quale è la pubblica amministrazione.

La guerra al burocratese, pur se lentamente e su fronti parziali, acquista nuove leve tra le amministrazioni italiane. Dopo l’iniziativa della Regione Lazio – che lo scorso ottobre con TRIBU’ – Traduttore dall’italiano al burocratese aveva avviato la decodifica del linguaggio tecnico dei bandi per renderlo comprensibile a cittadini, associazioni e imprese – arriva il Comune di Prato che ha ufficialmente adottato il Manuale "Regole e suggerimenti per la redazione degli atti amministrativi".

Il Manuale, presentato la scorsa settimana dal Consiglio delle Autonomie locali della Regione Toscana, è stato redatto dall’Istituto di teoria e tecniche dell’informazione giuridica – ITTIG del CNR di Firenze in collaborazione con Accademia della Crusca, Università di Firenze, Catania, Modena e Reggio Emilia, Consiglio regionale della Toscana, Comune di Livorno e la società Tecnodiritto. Suggerisce una serie di regole linguistiche e redazionali per garantire che i documenti amministrativi siano chiari, non ambigui e comprensibili da tutti, rispondendo a tre esigenze rilevate nel sistema della pubblica amministrazione italiana:

  •  L’atto amministrativo è non solo un atto tecnico-giuridico, ma anche un atto comunicativo con il quale la pubblica amministrazione deve farsi capire e farsi conoscere dai cittadini.
  • Le regole proposte mirano a omogeneizzare le modalità di scrittura per evitare le difficoltà nell’applicazione e nell’interpretazione che rendono incerta l’efficacia e non favoriscono la comunicazione.
  • Gli standard linguistico-documentari prima ancora che quelli tecnico-informatici facilitano l’interoperabilità posta alla base del CAD. La diffusione delle nuove tecnologie in ambito pubblico, in presenza di un linguaggio amministrativo farraginoso e oscuro, rischia di rendere ancora meno trasparente l’azione amministrativa, trasferendo la gestione e il controllo dell’informazione dall’ambito politico-amministrativo a quello tecnico.

Il Comune di Prato, prima amministrazione locale ad adottare il Manuale, ha dato nei giorni scorsi notizia che il Manuale entrerà ufficialmente nella "cassetta degli attrezzi" dell’amministrazione da Gennaio 2011.
 

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