Niente più regali (o quasi) ai dipendenti della PA. Una bella sorpresa… e forse non è l’unica

Home Riforma PA Niente più regali (o quasi) ai dipendenti della PA. Una bella sorpresa… e forse non è l’unica

 

Nel primo articolo del ddl anti-corruzione (recentemente approvato alla Camera) viene fissato il divieto di chiederne o accettarne, “a qualsiasi titolo (…) in connessione con l’espletamento delle proprie funzioni o dei compiti affidati”. E nel contempo, la Commissione ad hoc costituita dal Ministro Patroni Griffi prospetta l’istituzione di premi (garantendo l’anonimato) per chi denuncia atti di corruzione ascrivibili a soggetti in forza alla pubblica amministrazione. E questo, a noi di FORUM PA, ricorda qualcosa…

5 Giugno 2012

T

Tiziano Marelli

Articolo FPA

 

passepartoutLo scorso venerdì 1 giugno, con una votazione che definire “bulgara” è certamente riduttivo, 502 deputati (solo 2 i contrari, e sarebbe simpatico capire chi sono e quali le loro motivazioni di voto, se sono esternabili) hanno approvato l’articolo 1 contenuto nel disegno di legge anti-corruzione, quello che introduce alcune novità importanti per i dipendenti pubblici, nel disegno più complessivo avviato dal Governo Monti per contrastare il triste fenomeno nella pubblica amministrazione nazionale. Nel particolare, si tratta del divieto, per tutti i dipendenti della PA di accettare regali, compensi o favori in cambio di servizi. Per essere precisi, il testo approvato recita testualmente: “Divieto per tutti i dipendenti pubblici di chiedere o accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilità, in connessione con l’espletamento delle proprie funzioni o dei compiti affidati, fatti salvi i regali d’uso, purché di modico valore e nei limiti delle normali relazioni di cortesia”. E su quest’ultimo aspetto si attende maggiore chiarezza, perché il “modico valore” e i “limiti delle normali relazioni di cortesia” devono essere ancora stabiliti, visto che la proposta di fissarne i paletti ad un massimo di 300 euro è stata rimandata dal Ministro Filippo Patroni Griffi ad una decisione collegiale dell’esecutivo, unitamente a quella di estendere il divieto di cui sopra anche a sindaci ed assessori (e speriamo che l’estensione, talmente ovvia, non incontri ostacoli di sorta). Quindi, è pur vero che si è solo compiuto un piccolo-grande passo, ed è altrettanto vero che adesso il testo passa al Senato e la storia del nostro Parlamento ci dice che tutto è possibile e niente è certo fino all’ultimo atto formale, ma immaginare capovolgimenti sostanziali all’essenza del ddl in questione vista l’adesione plebiscitaria da parte di tutte le parti politiche, è francamente impensabile.

La strada chiara e netta di questo cammino, quindi, pare tracciata. Ed è una strada che prevede anche l’istituzione di un’Autorità Nazionale per contrastare i casi di corruzione nella PA, l’attuazione di un Piano di prevenzione da applicare in tutti i settori pubblici e arricchisce quanto già prospettato all’inizio dello scorso mese di febbraio, quando la “Commissione per lo studio e l’elaborazione di proposte in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione” – anche questa istituita dal Ministro Patroni Griffi – ha prospettato l’ipotesi di istituire premi (garantendo l’anonimato) per coloro che denunciano atti di corruzione compiuti da dipendenti della Pubblica Amministrazione. Lo studio in questione, di fatto, sancisce l’avvio di una politica meritocratica a beneficio di chi segnalerà reati contro la pubblica amministrazione, soggetti benemeriti che in ogni caso avranno la garanzia di essere completamente tutelati. Il testo prospetta anche la necessità di introdurre diverse forme di prevenzione e offrire ai funzionari che operano nei settori più a rischio la possibilità di usufruire di un piano di rotazione.

E a questo punto ci vengono in mente almeno due richiami da fare. Il primo ci rimanda al corsivo della scorsa settimana, quando si segnalava il caso di un ex dipendente della PA indiana che, andato in pensione un paio di anni fa, aveva organizzato un sito internet chiedendo di segnalare i casi di corruzione ai quali i cittadini del suo paese vengono costretti per il disbrigo anche delle pratiche più normali. Il successo dell’inziativa è stato tale fin dal suo esordio che paventavamo la “copiatura” in Italia del progetto, e che a metterlo in cantiere non sia un singolo cittadino ma il nostro Governo in “prima persona” riempie il cuore di gioia e aspettative.
Il secondo, invece, ci fa tornare con orgoglio alla possibilità di poter citare la nostra iniziativa “La carica delle 101 idee per una PA migliore”, laddove una delle idee “vincenti” era proprio riferita all’ipotesi di istituire forme di premialità nei confronti di chi denuncia malversazioni di ogni tipo all’interno della nostra PA, proprio come previsto dalla Commissione anti-corruzione istituita di recente dal Ministro Patroni Griffi. Come si suol dire, anche stavolta siamo decisamente “sul pezzo”.