Qualificazione stazioni appaltanti: come ottenere i requisiti tecnologici richiesti dalle Linee guida ANAC

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Il Sistema di qualificazione delle Stazioni Appaltanti, rimasto inattuato dal 2016, finalmente ha preso forma: il 30 settembre ANAC ha pubblicato le Linee guida, come previsto dal timetable del PNRR. I soggetti che intendono iscriversi all’Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti (AUSA) devono rispettare determinati requisiti tecnico-organizzativi, in particolare dovranno poter contare su piattaforme telematiche nella gestione delle procedure di gara

17 Ottobre 2022

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Redazione FPA

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Il 3 ottobre scorso, ANAC ha annunciato l’approvazione in via definitiva delle “Linee guida per la riqualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza e individuazione delle Stazioni Appaltanti potenzialmente qualificate” (Delibera N. 441 del 28 settembre 2022).

Le Linee guida i requisiti obbligatori per poter essere ammessi alla procedura di qualificazione per la progettazione e l’affidamento di lavori, servizi e forniture. Il nuovo sistema porterà a una riduzione delle stazioni appaltanti e diventerà operativo con l’entrata in vigore della riforma del codice appalti. Ricordiamo che la nuova disciplina del Codice dei contratti pubblici, così come stabilito in accordo con gli organismi comunitari, dovrà essere chiusa e divenire operativa entro il 30 giugno 2023.

Va detto che del Sistema di qualificazione delle Stazioni appaltanti si parlava già dal 2016, quando venne emanato il D. Lgs. n. 50/2016, il quale aveva due scopi: attuare tre direttive europee e sostituire il precedente impianto normativo (D. Lgs. 163/2006) e il Codice dei contratti pubblici relativo. Purtroppo, però, il riordino delle stazioni appaltanti rimase inattuato, nonostante fosse prevista la definizione dei requisiti tecnico-organizzativi entro tre mesi dalla pubblicazione del Codice.

A rimarcare la necessità di una qualificazione, negli affidamenti e dell’esecuzione degli appalti, è stato il PNRR che, nel voler scadenzare la Trasformazione digitale della PA, ha acceso un faro sull’importanza di un eProcurement moderno e trasparente per il sostegno delle politiche di sviluppo del Paese e sulla necessità di ridurre la quantità delle stazioni appaltanti.

Il ruolo del PNRR nella riforma del Codice Appalti

La riforma 1.10 del Codice Appalti pubblici e concessioni prevista dal PNRR (Milestone – M1C1 – 71) mira all’aggiornamento e alla semplificazione del sistema nazionale degli appalti pubblici, attraverso la digitalizzazione e il rafforzamento dell’eProcurement capacity delle amministrazioni aggiudicatrici, al fine di agevolare, a sua volta, tutti gli enti nello svolgimento delle loro attività di pertinenza.

Nell’alveo del PNRR, quindi, la Riforma 1.10 ha conferito all’ANAC gli specifici poteri di monitoraggio sulle performance delle stazioni appaltanti, impegno che l’Autorità ha messo a sistema creando quattro sottocategorie di procedure, delle quali verificare, dapprima, lo stato di fatto, per poi definire lo stato dell’arte:

  1. affidamento lavori
  2. affidamento servizi e forniture
  3. esecuzione lavori
  4. esecuzione servizi e forniture

La redazione delle Linee guida ANAC, attività doverosa ai fini della trasparenza delle procedure di appalto, era stata annunciata nel dicembre 2021, attraverso un protocollo di intesa sottoscritto dall’Autorità Nazionale Anticorruzione con la Presidenza del Consiglio dei ministri. Gli obiettivi dichiarati del documento erano:

  • la riduzione del numero delle Stazioni appaltanti, attraverso un processo di qualificazione fondato sulla verifica del livello minimo garantito di competenza, professionalità e tecnologie dei soggetti attivi;
  • l’iscrizione delle realtà qualificate all’Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti (AUSA).

Oggi, a parte alcuni enti (Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, i Provveditorati interregionali per le opere pubbliche, Consip, Invitalia, Difesa servizi e i soggetti aggregatori regionali), che sono iscritti di diritto all’AUSA, tutte le stazioni appaltanti e le centrali di committenza del Paese possono scegliere di adeguarsi ai requisiti definiti dall’ANAC e aggiudicarsi l’iscrizione e la permanenza nell’Anagrafe Unica.

Giunta alla fine del percorso di creazione delle Linee guida, oggi ANAC dà certezza di cosa sia necessario per digitalizzare le procedure per tutti gli appalti pubblici e concessioni, indicando anche gli opportuni requisiti di interoperabilità e interconnessione tra le banche dati.

I requisiti tecnologici necessari alla qualificazione

Sono tanti i requisiti richiesti da ANAC che i soggetti interessati alla qualificazione devono possedere, divisi in requisiti “base” e “premianti” (come la presenza di certificazioni di qualità UNI EN ISO 9001 degli uffici e dei procedimenti di gara, per esempio, o l’applicazione di criteri di sostenibilità ambientale e sociale nell’attività di progettazione e affidamento). Nell’ambito di questo articolo ci concentriamo sugli aspetti qualificanti di natura tecnologica, già introdotti dallo stesso PNRR.

Dicembre 2023, infatti, rappresenta una delle tappe fondamentali del processo di Riforma del quadro legislativo in materia di appalti pubblici e concessioni fissate dal PNRR: entro quella data il Sistema nazionale di eProcurement dovrà essere totalmente operativo e funzionante. Ciò implica che:

  • tutte le procedure d’acquisto fino all’esecuzione del contratto debbano essere digitalizzate (Smart Procurement);
  • il Sistema nazionale di eProcurement sia interoperabile con tutti i sistemi gestionali della PA;
  • le sessioni d’asta siano interamente digitali;
  • le stazioni appaltanti utilizzino tecnologia di machine learning per l’osservazione e l’analisi delle tendenze;
  • le stazioni appaltanti siano dotate di un CRM evoluto con funzioni di chatbot.

Affinché tutto ciò si realizzi, occorre che le stazioni appaltanti e le centrali di committenza attestino “la loro capacità di gestire direttamente, secondo criteri di qualità, efficienza e professionalizzazione, e nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza, le attività che caratterizzano il processo di acquisizione di un bene, di un servizio o di un lavoro” (cit. Punto 2 delle Linee guida ANAC – testo integrale scaricabile qui) e che rispettino i requisiti indicati al punto 5.1 del documento, tra i quali vi è la “disponibilità di piattaforme telematiche dedicate all’affidamento dei contratti”.

Affinché le stazioni appaltanti e le centrali di committenza possano simulare il proprio posizionamento per la qualificazione, nonché gli effetti di eventuali misure che intendano adottare, ANAC ha reso disponibile un applicativo sviluppato appositamente. Questa fase del processo di qualificazione, dunque, prevede che la ricerca delle dotazioni tecnologiche necessarie sia conclusa o almeno in pieno svolgimento.

A tal proposito, il partenariato pubblico-privato è quanto mai cruciale.

Soluzioni tecnologiche compliance con la normativa

TeamSystem collabora con la PA da molti anni, avendo creato una linea di software pensata per gestire ogni attività degli enti pubblici. Già nel 2016 l’azienda aveva avuto modo di affiancare le amministrazioni in materia di appalti con una piattaforma pensata per poter adempiere a tutti gli obblighi normativi introdotti con il D. Lgs. n. 50/2016: TeamSystem PA Lavori Pubblici.

Oggi, dopo un refactoring totale della sua soluzione, il Gruppo si propone alle amministrazioni impegnate nel processo di qualificazione secondo le Linee Guida dell’ANAC come partner altamente specializzato. Per la sua natura modulare e componibile, TeamSystem PA Lavori Pubblici consente alle stazioni appaltanti di ogni dimensione di qualificarsi, migliorare le prestazioni e incrementare i livelli di sicurezza.

E in vista dell’importante scadenza fissata al 2023, in materia di smart procurement, entro cui le PA dovranno aver digitalizzato tutte le procedure d’acquisto, fino all’esecuzione del contratto, è utile dire che esistono già delle soluzioni nativamente cloud che permettono di gestire interamente le gare d’appalto telematiche e dell’albo fornitori, in maniera flessibile a adattativa al modello organizzativo dell’Ente (Teamsystem PA Albo e Gare, ne è un esempio ed è adottato già da diverse stazioni appaltanti, centrali di committenza nonché Soggetti Aggregatori).

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