Youth-proof policies: il Modello Parma per una PA orientata al futuro
Un modello amministrativo che mette le nuove generazioni al centro di ogni decisione pubblica. È questa la visione che è valsa al Comune di Parma il Premio PA e Futuro di FPA per il progetto “Youth-proof policies: valutare, decidere e governare con le nuove generazioni”. Primo in Europa ad aver introdotto stabilmente la Valutazione di Impatto Generazionale nei propri atti e strumenti di programmazione, l’ente ha dato vita a un metodo replicabile nel ciclo ordinario delle politiche pubbliche
3 Settembre 2026
Emanuela Allegri
Responsabile S.O. Giovani, Staff della Direzione Generale e Politiche Giovanili - Comune di Parma

Foto di Simon Maage su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/tre-persone-con-le-braccia-alzate-tXiMrX3Gc-g
L’innovazione nella Pubblica Amministrazione viene spesso associata alla digitalizzazione, all’intelligenza artificiale, alla semplificazione dei procedimenti o alla reingegnerizzazione dei processi. Sono sfide decisive, ma da sole non bastano. Innovare significa anche ripensare il modo in cui le istituzioni assumono le proprie decisioni, dotandosi di strumenti capaci di leggere gli effetti delle politiche non solo nel presente, ma anche sul futuro delle comunità.
È questa la convinzione che ha guidato il percorso del Comune di Parma e che ha portato al riconoscimento ottenuto con il Premio PA e Futuro di FPA per il progetto “Youth-proof policies: valutare, decidere e governare con le nuove generazioni“. Un premio che, più che valorizzare un singolo progetto, riconosce un diverso paradigma amministrativo: integrare stabilmente la prospettiva delle nuove generazioni nei processi decisionali dell’ente.
Nel 2023 il Comune di Parma è stato il primo Comune in Europa ad adottare formalmente la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG). Quella scelta rappresentava un punto di partenza, non un punto di arrivo. L’obiettivo non era introdurre un nuovo adempimento amministrativo, ma avviare un cambiamento culturale e organizzativo che consentisse di integrare la dimensione generazionale nel ciclo ordinario delle politiche pubbliche.
Da quel percorso è nato quello che oggi definiamo Modello Parma: la procedura amministrativa attraverso la quale la Valutazione di Impatto Generazionale è stata progressivamente integrata negli strumenti di programmazione, gestione e valutazione dell’Ente, trasformandosi da principio metodologico a pratica amministrativa strutturata.
L’idea alla base del modello è semplice quanto innovativa: ogni decisione pubblica produce effetti sulle nuove generazioni, anche quando non è espressamente destinata ai giovani. Le politiche urbanistiche, la mobilità, gli investimenti, il welfare, la cultura, lo sport, l’ambiente o lo sviluppo economico incidono direttamente sulle opportunità di autonomia, partecipazione e qualità della vita delle persone che costruiranno il futuro della comunità.
Il Modello Parma nasce proprio con questa finalità: non creare nuovi livelli burocratici, ma migliorare la qualità delle decisioni pubbliche. La VIG è stata infatti integrata negli strumenti ordinari dell’amministrazione – Documento Unico di Programmazione (DUP), Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO), Piano Esecutivo di Gestione (PEG), sistema della performance e valutazione del valore pubblico – affinché la prospettiva generazionale diventi un criterio trasversale di programmazione, monitoraggio e valutazione delle politiche.
Un passaggio decisivo è stato rappresentato dalla Direttiva del Segretario Generale, che ha reso la Valutazione di Impatto Generazionale parte integrante dei procedimenti amministrativi del Comune. Ogni proposta di deliberazione e di determinazione viene oggi accompagnata da una valutazione circa la presenza di impatti generazionali, rendendo la prospettiva “youth-proof” una responsabilità condivisa da dirigenti, funzionari e amministratori e non più affidata esclusivamente agli uffici che si occupano di politiche giovanili.
Il secondo pilastro del Modello Parma è rappresentato dalla partecipazione strutturata delle nuove generazioni.
Il percorso che ha condotto Parma a essere designata European Youth Capital 2027 ha coinvolto centinaia di giovani, associazioni e realtà del territorio in un processo partecipato senza precedenti. Da questa esperienza è nato il Consiglio Locale dei Giovani di Parma (CLG), una realtà che rappresenta un unicum nel panorama italiano.
L’altro pilastro del Modello Parma è la partecipazione giovanile. Il percorso che ha portato la città a ottenere il titolo di Parma European Youth Capital 2027 ha coinvolto centinaia di giovani e organizzazioni del territorio, dando vita al Consiglio Locale dei Giovani di Parma (CLG), un’esperienza unica nel panorama italiano. Nato con una logica bottom-up, e non per iniziativa dell’Amministrazione, il CLG riunisce oggi oltre trenta associazioni giovanili, giovani singoli e gruppi informali. Questa caratteristica rende il CLG molto più di un organismo consultivo: è l’interfaccia stabile tra Amministrazione e nuove generazioni e rappresenta il principale interlocutore nell’applicazione della VIG, affiancando alla valutazione tecnica degli uffici il punto di vista diretto dei giovani.
Questa integrazione tra capacità amministrativa e partecipazione rappresenta probabilmente l’elemento più innovativo del Modello Parma. La qualità delle decisioni pubbliche non dipende soltanto dalla correttezza dei procedimenti amministrativi, ma anche dalla capacità di comprendere gli effetti concreti che tali decisioni produrranno sulla vita delle persone e sulle opportunità delle generazioni future.
In questi anni la VIG è passata da sperimentazione a metodo ordinario di lavoro, contribuendo a diffondere una cultura amministrativa orientata agli effetti di medio e lungo periodo. Parallelamente, il Modello Parma ha suscitato l’interesse di numerose amministrazioni, confermando la validità di un approccio capace di coniugare innovazione amministrativa, programmazione strategica e partecipazione.
Uno dei principali punti di forza del Modello Parma è infatti la sua replicabilità. Non è stato progettato come un’esperienza valida solo per Parma, ma come una metodologia trasferibile, indipendentemente dalla loro dimensione, integrabile negli strumenti di programmazione già previsti dall’ordinamento e adattabile alle diverse realtà amministrative. Non propone nuovi adempimenti, ma un diverso modo di leggere, programmare e valutare le politiche pubbliche sempre più orientata al futuro.
Il modello si inserisce inoltre nel più ampio dibattito europeo sullo Youth Check, dimostrando come un principio di buona governance possa trasformarsi in una procedura amministrativa concreta e stabile, capace di orientare le decisioni pubbliche.
Il percorso, tuttavia, non si esaurisce qui. La prossima fase di sviluppo guarda all’evoluzione della Valutazione di Impatto Generazionale verso un Bilancio Intergenerazionale, capace di rendere sempre più leggibile come le risorse pubbliche producano valore per le diverse generazioni e quale eredità le politiche di oggi lascino alla comunità di domani. Non si tratta semplicemente di misurare quanto si spende per i giovani, ma di comprendere quanto si investa nel futuro.
Le grandi trasformazioni che interessano la Pubblica Amministrazione richiedono oggi strumenti capaci di coniugare innovazione, partecipazione e visione strategica. Il Modello Parma nasce con questa ambizione: dimostrare che è possibile amministrare guardando oltre l’orizzonte del presente e costruire politiche pubbliche che tengano conto degli effetti sulle generazioni future.
Se innovare significa cambiare il modo in cui vengono prese le decisioni, allora la Valutazione di Impatto Generazionale rappresenta molto più di uno strumento di analisi. È un nuovo paradigma amministrativo. Un paradigma che mette le nuove generazioni al centro non come semplici destinatarie delle politiche, ma come criterio di qualità dell’azione pubblica e come interlocutori permanenti della governance.
Questa è la sfida che il Comune di Parma ha scelto di raccogliere. Ed è anche il motivo per cui il Modello Parma vuole essere non soltanto un’esperienza locale di successo, ma un patrimonio condivisibile e replicabile, capace di accompagnare altre amministrazioni nel costruire una Pubblica Amministrazione sempre più orientata al futuro.