FORUM PA Play: il Focus “sanità” a FORUM PA 2020 Restart Italia

FORUM PA Play: il Focus “sanità” a FORUM PA 2020 Restart Italia

Home Sanità FORUM PA Play: il Focus “sanità” a FORUM PA 2020 Restart Italia

Nel percorso di approfondimento e confronto di “FORUM PA 2020 Restart Italia”, si inserisce FORUM PA Sanità focalizzato sull’analisi dei processi organizzativi del SSN a cui la tecnologia ha provato a dare risposta. La realizzazione della salute in rete come continuità tra i diversi livelli di assistenza, il fascicolo sanitario elettronico, la telemedicina, l’analisi predittiva dei consumi di salute che cambierà l’orizzonte della programmazione sanitaria, sono solo alcune delle sfide analizzate. Potete rivivere gli appuntamenti legati a questo focus in questa puntata di “FORUM PA Play”

17 Dicembre 2020

F

Redazione FPA

Photo by National Cancer Institute on Unsplash - https://unsplash.com/photos/BxXgTQEw1M4

Con la pandemia da covid-19 il nostro Servizio sanitario nazionale (SSN) è apparso nella sua fragilità e questo spinge a cercare le leve per metterlo in sicurezza. Una di queste è sicuramente la trasformazione digitale, intendendo per digitalizzazione il ripensamento dei processi in digitale del SSN.
Senza pensare a una riforma legislativa per cui non ci sono tempi e risorse, occorre mettere in campo azioni coerenti e prioritarie per la rapida evoluzione verso un sistema sociosanitario digitalizzato nel quale i processi clinici e gestionali siano tra loro connessi e interoperabili.
La necessità di innovare i modelli di offerta e di presa in carico dei pazienti cronici, l’identificazione e la segmentazione della popolazione per condizioni di salute, l’analisi predittiva dei consumi di salute e quindi dei fabbisogni di spesa, il monitoraggio degli outcome di salute emerso con il Programma Nazionale Esiti: sono solo alcuni dei pilastri della ripresa del nostro SSN.
Questi i temi al centro di Forum PA Sanità: uno dei tre appuntamenti svolti, in contemporanea e in sinergia, durante “FORUM PA 2020 Restart Italia”.

Dopo il Coronavirus, quale prossima normalità per il SSN?

L’attenzione crescente verso la sanità digitale in Italia rappresenta un aspetto positivo sul quale sembra debba fondarsi la normalità per il SSN del dopo covid. Durante un convegno dedicato al tema in occasione di “Forum PA Sanità”, Mariano Corso, Direttore Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e del gruppo Digital360, ha illustrato lo scenario di questa situazione.
Corso ha evidenziato come tutti gli atti di programmazione sul tema della modernizzazione della sanità mettano al centro il digitale: dal Piano Colao (giugno 2020) al Programma Nazionale di Riforma del DEF 2020, dal Documento della Commissione Salute delle Regioni (luglio 2020) alla Regolazione anche tariffaria delle prestazioni in telemedicina da parte delle Regioni, sino alla destinazione dei Fondi europei del MES e dei Fondi Next Generation EU.
E allora ci si chiede se questo rappresenti un cambiamento rispetto a quelli che sono i trend attuali, che invece registrano una significativa stabilità del SSN.
Una ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, su dati 2019, mostra un sistema sanitario sostanzialmente analogico e non digitale. Abbiamo in Italia una spesa complessiva per la sanità digitale pari a 1,43 miliardi di euro, tutta in gran parte concentrata sulle strutture sanitarie ed è un dato che ci tiene tra i fanalini di coda all’interno dell’Unione Europea (stiamo parlando di 22 euro a cittadino, contro i 40 della Francia o i 70 della Danimarca).
È proseguito il confronto con i rappresentanti degli enti centrali – Ministero della Salute – Direzione generale della digitalizzazione, del sistema informativo sanitario e della statistica, Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria Generale dello Stato, e Consip – che hanno parlato delle linee di indirizzo sulla telemedicina approvate in Cabina di Regia NSIS, del digitale come leva per avvicinare il sistema sanitario ai cittadini, migliorare i servizi di prevenzione, ripensare la medicina di prossimità e garantire la continuità assistenziale. Con Consip è stato anche analizzato lo strumento innovativo del procurement.
Assinter Italia ha evidenziato il patrimonio di competenze e di soluzioni che esiste nell’ambito delle regioni e l’importanza della governance collaborativa, quale chiave necessaria per arrivare ai risultati; mentre i partner di mercato – DXC Italia, Aruba Enterprise, Vodafone Business, Dedalus Group – hanno mostrato la relazione dialettica che c’è tra i player di mercato e le amministrazioni nel processo di trasformazione digitale del sistema sanitario del paese.
In chiusura l’intervento del Vice Ministro della Salute, Pierpaolo Sileri, che ha evidenziato, a fronte della mancanza o scarsa presenza in rete dei dati dei pazienti e quindi del meccanismo di comunicazione tra centro (ospedale) e periferia (rete assistenziale territoriale), la necessità di procedere all’implementazione della medicina a distanza e soprattutto della digitalizzazione del nostro servizio sanitario nazionale.

Un modello predittivo per simulare il fabbisogno di salute del SSN

Durante il talk “Un modello predittivo per simulare il fabbisogno di salute del SSN: i principali risultati raggiunti” è stato presentato un importante progetto del Ministero della Salute, “Analisi fattori di produzione per resilienza e sviluppo del SSN”, finanziato dal PON Governance nel più ampio quadro della riforma della PA e degli interventi di rafforzamento della capacità amministrativa. Il progetto, nato nel settembre 2018, intende dare risposta alla domanda “come evolverà il fabbisogno di salute della spesa sanitaria nei prossimi 20 anni?”.
La Direzione Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute, attraverso questo progetto, ha sviluppato una versione prototipale di “Modello Predittivo” del fabbisogno di salute della popolazione italiana che cambierà l’orizzonte della programmazione sanitaria, affiancando alla lettura verticale per silos di spesa sanitaria, basata sul monitoraggio dei fattori produttivi per ambiti assistenziali, una logica orizzontale per “patologia”.
Il “Modello Predittivo” è in grado dunque di: valutare il fabbisogno di salute della popolazione italiana attraverso la simulazione di diversi scenari programmatici; identificare, analizzare e valutare possibili manovre di prevenzione, rispetto all’evoluzione dell’intero sistema sanitario nazionale; supportate le scelte di programmazione sanitaria e la corretta distribuzione delle risorse, in coerenza con gli scenari evolutivi di medio lungo periodo; tutelare la sostenibilità del sistema sanitario nazionale attraverso l’analisi dei fattori che lo influenzano.
Il progetto è stato svolto con il contributo di 11 regioni, che hanno sviluppato all’interno dei loro flussi informativi un algoritmo fornito dal Ministero della Salute, e delle società scientifiche, che hanno identificato le prestazioni traccianti per nove classi di patologie croniche all’interno di questi flussi informativi.

Dall’emergenza alla programmazione

Durante il talk “Dall’emergenza alla programmazione, scenari attuali per l’innovazione organizzativa in sanità”, si è posta l’attenzione su una serie di azioni che sono state messe in campo dalle regioni e dagli attori di mercato, analizzando soprattutto le esperienze maturate dalla regione Campania, Lazio e Toscana, da un player di mercato tecnologico, DXC, e da due realtà più piccole, il consorzio CSA Documents per la gestione del dato sanitario e Etna Hitech per l’innovazione digitale.
Questo connubio tra amministrazioni e attori di mercato rappresenta un’evoluzione importante nel percorso di avvicinamento del sistema sanitario ai cittadini, ma come si è riusciti a diffondere sicurezza e fiducia?
La Regione Toscana lo ha fatto rivedendo i processi organizzativi, modificati grazie alla tecnologia, e ponendo l’attenzione sulla user experience, ovvero cercando di comprendere il processo di interazione utente-tecnologia.
La regione Campania ha cercato di centralizzare la governance a livello regionale e per dare risposte immediate ai cittadini e agli operatori sanitari si è attrezzata sin da subito di una piattaforma regionale per la gestione dei tamponi.
LAZIOcrea, per la regione Lazio, ha governato il processo organizzativo della prenotazione (con ricetta dematerializzata) per la risposta immediata in termini di verifica della positività al covid.

Affrontare le cronicità con il supporto dell’ICT: la risposta delle Regioni 

Il Progetto PON GOV Cronicità, del quale si è parlato nel corso del seminario “Sostenere la sfida alla cronicità con il supporto dell’ICT”, si inserisce nell’ambito del PON GOV Capacità Istituzionale 2014-2020 che intende contribuire al rafforzamento della pubblica amministrazione, con riferimento specifico agli interventi di innovazione nella gestione dei servizi sanitari.
Il progetto, volto a migliorare la prevenzione e la qualità dell’assistenza alle persone con malattie croniche, ha individuato le buone pratiche nazionali per trasferirle alle regioni che hanno maggiore necessità di implementarle.
Il PON GOV Cronicità, disegnato sul Piano nazionale della Cronicità e adottato da quasi tutte le regioni, si è sviluppato in tre fasi.
La prima linea di attività, svoltasi lo scorso anno, ha condotto alla stesura di un questionario trasmesso a tutte le regioni, che lo hanno compilato raccontando le loro 41 best practices. Sono state selezionate 19 componenti ricorrenti nelle esperienze regionali, tra le quali la stratificazione, le banche dati, la telemedicina, il patto di cura, la presa in carico e la gestione del paziente cronico.
Sono state svolte delle riunioni di coordinamento con i referenti regionali e gli attori del PON GOV, che hanno portato alla seconda linea, ovvero al confronto con le esperienze locali per individuare modelli innovativi, facilmente scalabili e mettere a terra azioni di change management.
Su tre linee di attività – Modelli di Telemedicina, Modelli innovativi di ADI, PDTA per la policronicità. – le regioni hanno scelto di organizzare tre Tavoli di Lavoro che partiranno a breve con i nuclei tecnici centrali e territoriali.

Conservazione digitale a norma: quale futuro per il Fascicolo sanitario elettronico

Le strutture sanitarie operano in un ambiente altamente imprevedibile ora più che mai e la gestione del dato è una questione di primaria importanza per il paese e i cittadini.
È sul tema della conservazione a norma dei dati e sul futuro del Fascicolo Sanitario Elettronico (a seguito delle principali misure introdotte con il Decreto Rilancio, all’art.11), che si è aperto il confronto tra i rappresentanti delle regioni, Aruba, che compare tra i Conservatori Accreditati da Agid, e Gmed quale partner di mercato.
Si è aperta la sessione dei lavori con l’esperienza del Polo archivistico dell’Emilia-Romagna (ParER) per quanto riguarda la conservazione a norma dei documenti sanitari digitali. InnovaPuglia ha poi raccontato cosa sta facendo la regione in questo ambito, sottolineando l’accordo di riuso della piattaforma e delle buone pratiche di ParER. Si è proseguito con ARIA S.p.A che ha portato un’esperienza complementare rispetto alle prime due regioni, le quali hanno intrapreso il percorso di affidamento in house per l’erogazione del servizio di conservazione; mentre la regione Lombardia ha promosso un percorso di outsourcing, individuando per l’erogazione del servizio un soggetto accreditato di mercato: due percorsi diversi consentiti dal DPCM 3 dicembre 2013 in materia di sistema di conservazione.

La digitalizzazione come strumento per un Sistema Sanitario integrato

L’incontro “Sanità digitale: la digitalizzazione come strumento per un Sistema Sanitario integrato nella quotidianità dei pazienti anche oltre l’emergenza pandemica”, a cura di Vodafone Business, ha sollevato varie riflessioni.
Dall’inizio dell’emergenza Covid-19 l’adozione del digitale ha subito una forte accelerazione in tutti i settori e in tutti gli ambiti, e allora si è chiesto ai rappresentanti delle organizzazioni sanitarie – Technoscence San Raffaele, Asl Napoli 3, Gruppo Humanitas, Umbria Digitale – quanto la digitalizzazione fosse stata determinante all’interno della loro realtà nell’affrontare l’emergenza.
Di seguito si riportano alcuni degli insegnamenti emersi:

  • Il fatto di avere avuto delle infrastrutture di rete già collegate su supporto in fibra ha permesso di invertire i flussi e le matrici di traffico, ora distribuite sul territorio ma concepite per essere concentrate all’interno di strutture sanitarie presidiate dai controlli di sicurezza fisica. Il risultato è che sappiamo gestire le tecnologie che permettono di ampliare l’accesso alla rete, ma queste devono essere sempre accompagnate da buone norme di sicurezza informatica, soprattutto quando si supera il concetto di ospedale come luogo fisico per sostituirlo con un insieme di servizi e attività che raggiungono il paziente.
  • Le tecnologie digitali, spesso identificate come qualcosa di meno proceduralizzato, hanno dimostrato di essere estremamente robuste e adatte a supportare grandi volumi.
  • È necessario abbinare la componente tecnologica a una capacità progettuale, che non può fare a meno della conoscenza specifica degli argomenti degli utenti (pazienti e operatori sanitari) e della necessità di servizio che hanno.

Insieme per una Sanità Digitale sempre più vicina

La sanità digitale serve ed è necessaria sia come strumento per facilitare la vita alle persone che come strumento di avvicinamento della sanità pubblica e della salute. Durante l’incontro sul tema è emersa la proposta dell’Osservatorio Cittadinanzattiva di fare un piano di recupero della salute persa in questi mesi, utilizzando la sanità digitale come strumento che agevola, riduce e velocizza questo recupero.
Ai player di mercato è stato chiesto di illustrare lo stato dell’arte della sanità digitale nazionale rispetto a quella internazionale e le prospettive di sviluppo della sanità digitale, in particolare della telemedicina.
Per Capgemini la tecnologia è disponibile e i cittadini chiedono una sanità molto più digitalizzata, occorre allora lavorare sui processi, ragionare sulla mentalità, trovare le aree da digitalizzare in modo da poter recuperare il gap di salute accumulato a causa del covid-19. Gli strumenti, insieme all’analisi dei dati, permettono di farlo.
Per Comarch Italy parlare di sanità e di salute significa parlare di: monitoraggio dei parametri vitali da remoto del cittadino, che permettono di avere uno storico centralizzato e una migliore aderenza alla terapia; sistemi di videoconsulto per permettere al cittadino e al medico di essere in contatto anche da remoto; intelligenza artificiale, intesa come possibilità di creare informazioni basate sui dati.
La tecnologia sta andando avanti in un’unica direzione, che è quella della semplicità di utilizzo da parte dei cittadini. “Semplicità” è la parola chiave ribadita più volte durante l’incontro, alla quale Over&Over (gruppo Korian) ha affiancato la parola “prossimità” nella qualità della risposta che si dà al bisogno della persona.
WINDTRE, che ha favorito questo incontro, ha chiuso evidenziando che sino a pochi anni fa sarebbe stato difficile pensare a un panel sulla telemedicina con un operatore telefonico. Questo è ora possibile e coerente con l’evoluzione di un cambio pelle che sta accompagnando tutti gli operatori telefonici: da provider di connettività ad abilitatori di servizi evoluti.

La trasformazione digitale quale strumento abilitante per una ripresa più efficace e più efficiente

La trasformazione digitale diventa sempre più un fattore abilitante di un buon processo di analisi e di cura.
A dimostrazione di questo e a copertura dell’intero processo per il contenimento del Covid19 e la ripresa in sicurezza, Dedalus propone un nuovo modello di fare assistenza e cura che si basa su tre filoni fondamentali:

  • la promozione sanitaria, quindi l’empowerment del paziente;
  • la sanità collaborativa, multidisciplinare e interoperabile, in grado di governare l’incertezza valorizzando l’esperienza di ognuno;
  • la condivisione della conoscenza attraverso il dato clinico, identificato come dispositivo medico. Un tempo visto come una commodity operativa di gestione, oggi, grazie alla lettura delle normative europee, è chiaro che il dato clinico fornisce una informazione relativa allo stato di cura attraverso l’uso di un dispositivo.

Si è continuato a parlare dell’importanza per un partner di mercato di accompagnare le amministrazioni in questo percorso di trasformazione digitale, in ambito clinico: il processo parte dall’assessment degli obiettivi e delle specificità di cura fino ad arrivare all’individuazione di piattaforme necessarie per l’implementazione di queste trasformazioni.

Le 3 C: Covid e Cura della Cronicità

Al centro dell’incontro, dedicato al covid e alla cura delle cronicità sul territorio, l’esperienza concreta della Regione Lazio che ha organizzato sin da subito (marzo 2020), in accordo con le 10 ASL della Regione, i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta, un servizio di telemonitoraggio per controllare il decorso dell’infezione nelle persone positive al Covid-19, che in virtù del loro quadro clinico potevano essere sottoposte a cure domiciliari.
L’istituzione regione, che ha adottato il modello organizzativo, ha lasciato alle aziende sanitarie la libertà di organizzarsi secondo la propria organizzazione strutturale, le specificità del territorio e dei vari servizi. Ed è proprio su queste specificità che il confronto è proseguito sino a sollecitare una riflessione su come estendere l’esperienza di gestione del Covid-19 nella regione Lazio alla gestione integrata della cronicità sul territorio.

Su questo argomento

Come organizzare il New Deal della Sanità? Pareri a confronto