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FORUM PA Lombardia – Contro lo spreco alimentare, il punto di Federdistribuzione

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Al FORUM PA Lombardia, dedicato al nuovo modello di welfare in costruzione, Federico Chiesa di Federdistribuzione ha fatto un punto sul Protocollo contro lo spreco e le azioni della grande distribuzione, all’interno della sessione di lavoro su “Sostenibilità ambientale e stili di vita”.

28 Gennaio 2016

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Redazione FPA


La Giunta regionale della Lombardia ha approvato, su proposta dell’assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Maria Terzi, lo schema di protocollo d’intesa del progetto sperimentale ‘Reti territoriali virtuose contro lo spreco alimentare (Comuni, Grande distribuzione organizzata, Enti non profit)’ in attuazione del Programma regionale di Prevenzione dei rifiuti’.

Come spiegano da Regione “il progetto è mirato alla riduzione della produzione dei rifiuti in particolare per quanto riguarda gli scarti alimentari, attraverso diversi strumenti, quali la predisposizione di linee guida igienico-sanitarie per orientare il processo devolutivo; la valutazione di costi/benefici economici, sociali e ambientali legati alla devoluzione dell’invenduto per le tipologie di soggetti coinvolti (Comuni, Gdo, Enti non profit); e l’individuazione di forme e modalità per introdurre nelle procedure amministrative dei Comuni meccanismi premiali, incentivanti e/o compensativi per i soggetti coinvolti nelle iniziative di devoluzione delle eccedenze alimentari; la comunicazione e divulgazione delle iniziative contro lo spreco alimentare”.

Secondo Giuliano Chiesa, Federdistribuzione (intervenuto oggi al Forum PA Lombardia nella sessione “Sostenibilità ambientale e stili di vita”) “la formazione delle rimanenze alimentari rappresenta un problema etico e una questione economica in quanto, se non recuperate con attività come le donazioni ad enti caritativi, vengono destinate a rifiuto e considerate un costo per il sistema e per la collettività.

Quello di Federdistribuzione è un impegno quotidiano. “Ogni giorno – spiega Chiesa – il nostro settore cerca di ridurre le proprie rimanenze alimentari ma la loro formazione resta un fatto insito e fisiologico nell’attività delle imprese che vogliono garantire a tutti i clienti le medesime opportunità di acquisto dal mattino alla sera e in qualsiasi giorno della settimana, soprattutto nelle ore serali e nei fine settimana”.

Dalla riduzione alla donazione. “Le imprese associate – continua – oltre a cercare di ridurre al minimo il fenomeno delle rimanenze, sono anche impegnate nell’intento di dare loro una “seconda vita” attraverso la donazione a enti caritativi. A fronte del valore sociale rappresentato dalla donazione, per l’impresa vi è un aggravio di costi per poter implementare un sistema organizzativo, appositamente dedicato, di selezione e gestione dei prodotti in questione. L’auspicio è che alle imprese che donano tramite azioni concrete che portano effettivamente a una riduzione complessiva dei rifiuti prodotti e quindi dei costi di sistema per la loro gestione, venga riconosciuto un ritorno economico come, ad esempio, la riduzione delle locali tasse sui rifiuti”.