Transizione ecologica: ecco tutte le risorse a disposizione dell’Italia

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Dal REACT-EU al PNRR, fino ai Fondi strutturali europei 2021-2027, scopriamo quali sono le risorse europee a disposizione del nostro Paese per attuare la transizione ecologica e le relative scadenze da rispettare

12 Gennaio 2022

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Francesca De Lucia

Environmental policy expert, Monithon

Photo by Noah Buscher on Unsplash - https://unsplash.com/photos/x8ZStukS2PM

Quali e quante sono le risorse europee attualmente a disposizione dell’Italia per dare attuazione alla transizione ecologica? Ecco una sintesi realizzata in occasione dell’evento conclusivo del progetto “Una rete nazionale di monitoraggio civico dei fondi europei per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile”, che si è tenuto nel novembre scorso. Il progetto è stato realizzato dalle associazioni Monithon e Lunaria e co-finanziato dalla Commissione europea.

Le risorse europee per la transizione ecologica

REACT EU: una risposta alla pandemia da spendere entro il 2023

Per analizzare le risorse europee a disposizione per la transizione ecologica, partiamo dal REACT-EU che assegna all’Italia complessivamente 13,5 miliardi di cui 11,3 miliardi già disponibili che andranno spesi entro il 2023. L’iniziativa REACT-EU assegna risorse supplementari alla politica di coesione 2014-2020 ed è un fondo nato con lo scopo di promuovere il superamento degli effetti negativi della crisi sanitaria da Covid-19 sull’economia, sull’occupazione e sui sistemi sociali. I temi finanziati dal REACT-EU sono sette: salute, occupazione, inclusione sociale, scuola, ricerca e istruzione superiore, competitività per la transizione e infine energia, ambiente e clima. Con riferimento a quest’ultimo tema, il fondo interviene attraverso tre Programmi Nazionali (PON) cofinanziati dai fondi strutturali comunitari: con il PON imprese e competitività sostiene interventi di efficienza energetica degli edifici pubblici e di potenziamento delle reti intelligenti per la distribuzione dell’energia (smart grid) per un totale di 500 milioni; con il PON Infrastrutture e reti interviene sulla riduzione delle perdite nella rete di distribuzione idriche delle Regioni del Mezzogiorno con risorse pari a 322 milioni; infine, il PON Metro ha a disposizione oltre 900 milioni per interventi nelle 14 città metropolitane su un gran numero di temi, molti dei quali di natura ambientale (mobilità sostenibile, efficientamento energetico degli edifici pubblici, economia circolare,  produzione di energia da fonti rinnovabili, forestazione urbana).

PNRR: 59,5 miliardi per la Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) mette a disposizione 191,5 miliardi grazie alle sovvenzioni e ai prestiti del Recovery and Resilience Facility a cui si aggiungono 30,6 miliardi del Piano complementare finanziato direttamente dallo Stato con risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027. Tutti gli investimenti dovranno essere conclusi entro il 2026. Il Piano si articola in sei differenti missioni: Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per una mobilità sostenibile; Istruzione e ricerca; Inclusione e coesione; Salute.

Alla missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica” sono assegnate risorse pari a 59,5 miliardi e vengono affrontati quattro temi: economia circolare e agricoltura sostenibile, energia rinnovabile, idrogeno e mobilità sostenibile, efficienza energetica e riqualificazione degli edifici, tutela del territorio e della risorsa idrica. A titolo di esempio, per la componente economia circolare è previsto il miglioramento della gestione dei rifiuti urbani tramite l’ammodernamento degli impianti esistenti e la realizzazione di nuovi impianti, nonché la realizzazione di interventi per incrementare la raccolta differenziata di alcune frazioni di rifiuto come i RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) o del tessile. Per la componente energia rinnovabile, idrogeno e mobilità sostenibile si prevede la realizzazione di 40 stazioni di rifornimento dell’energia, dell’acquisto di 3.360 bus a basse emissioni, di 115 interventi di smart grid nelle corrispettive sottostazioni primarie.

Fondi strutturali europei 2021-2027: otto obiettivi per un’Europa più verde

Con riferimento ai Fondi strutturali europei 2021-2027, l’Italia potrà contare su circa 75,6 miliardi tra i fondi in arrivo da Bruxelles (circa 42 miliardi) e quota di cofinanziamento nazionale. Queste risorse dovranno essere spese entro il 2029. A fine giugno sono stati approvati i regolamenti comunitari, a dicembre è stato inviato alla Commissione europea l’Accordo di Partenariato (documento predisposto da ogni Stato membro che definisce le modalità di spesa dei fondi strutturali) ed è stata avviata la definizione dei Programmi nazionali e regionali. I Regolamenti individuano cinque obiettivi di policy: Un’Europa più intelligente, Un’Europa più verde, Un’Europa più connessa, Un’Europa più sociale e inclusiva, Un’Europa più vicina ai cittadini.

L’obiettivo di policy 2 “Un’Europa più verde” riguarda specificamente le politiche ambientali e la bozza di Accordo di Partenariato prevede, in via preliminare, una dotazione minima di 8,9 miliardi (per il contributo UE) e definisce già in modo chiaro le tipologie di intervento che potranno essere finanziate attraverso 8 obiettivi specifici. I primi tre obiettivi riguardano l’energia, e per questi i principali risultati attesi sono la riduzione dei consumi energetici, l’aumento della quota di energie rinnovabili sui consumi totali e la riduzione delle emissioni climalteranti. Per il quarto obiettivo strategico, clima e rischi, i principali risultati attesi riguardano la riduzione dell’esposizione della popolazione, la prevenzione di ogni tipologia di rischio e l’aumento della resilienza. Per gli obiettivi specifici relativi alle risorse idriche e alla gestione dei rifiuti e all’economia circolare (quinto e sesto) il risultato atteso è l’aumento degli standard di fornitura dei servizi ecosistemici. Proteggere e ripristinare gli ecosistemi terrestri marini, finanziando interventi di ripristino, valorizzazione e monitoraggio è il principale risultato atteso del settimo obiettivo strategico, biodiversità e inquinamento. Infine, il miglioramento della qualità dei servizi e della qualità dell’aria sono i principali risultati attesi dell’ottavo obiettivo specifico relativo alla mobilità sostenibile.

Just Transition Fund: un nuovo strumento per oltre 1 miliardo di risorse

A quelle citate si aggiungono le risorse del Just Transition Fund, nuovo strumento finanziario nell’ambito della politica di coesione, che punta a fornire sostegno ai territori (Sulcis Iglesiente e l’area di Taranto) che devono far fronte a gravi sfide socio-economiche derivanti dalla transizione verso la neutralità climatica. Le risorse complessive sono circa 1,2 miliardi.

Fondo sviluppo e coesione 2021-2027: lavori in corso

Del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027, che ha risorse pari a 73,5 miliardi, come abbiamo visto prima 30,6 miliardi sono già stati utilizzati per il Piano complementare del PNRR. Il resto delle risorse è in corso di programmazione e sicuramente parte di queste ricadranno sulle tipologie di intervento relativa all’ambiente.

Conclusioni: la sfida della valutazione e del monitoraggio

Ecco in sintesi le risorse complessive e specifiche per i temi ambientali e la transizione ecologica destinate al nostro Paese.

StrumentoRisorse complessivedi cui per ambiente
React Eu13,51,7
PNRR191,559,5
SIE42 (contributo UE)8,9
JTF1,2non ancora programmato
FSC73,0non ancora del tutto programmato

Questa ingente quantità di risorse che l’Italia dovrà gestire desta indubbiamente preoccupazione perché pone una delle sfide più importanti che il nostro Paese si sia trovato ad affrontare negli ultimi decenni, sfida che si presta a grandi incognite sull’effettiva possibilità di tradursi in investimenti e in opere realizzate. Per questo motivo è essenziale mettere in campo sistemi e metodi efficaci e innovativi di valutazione e monitoraggio.

Oggi sullo strumento projectfinder (proposto da Monithon e Lunaria), è possibile localizzare circa 8.000 progetti, finanziati dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR 2014-2020), avviati in campo ambientale, energetico, della mobilità sostenibile e della valorizzazione dei beni culturali e ambientali. Nei prossimi mesi, via via che tutti gli strumenti finanziari sopracitati inizieranno a rendere fruibili i dati, l’intenzione di Monithon è di aggiornare il projectfinder per rendere disponibili e localizzabili per il monitoraggio, tutti gli interventi che con queste risorse saranno avviati. Per la riuscita di questa sfida sarà fondamentale che le associazioni e i singoli cittadini svolgano un’intensa attività di monitoraggio per valutare l’andamento dei progetti, ma anche per evidenziare le eventuali criticità attuative e porre l’attenzione su questi aspetti.