Laura Biancato: “Scuola digitale, non dobbiamo tornare indietro”

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C’è una sorta di rischio di risacca rispetto a quanto avvenuto nel mondo della scuola durante la pandemia. Un esempio? Il ritorno alle lezioni esclusivamente in presenza, scelta che rischia di svalutare l’approccio al digitale come strumento di innovazione didattica. Approccio che non possiamo e non dobbiamo perdere. Parte da qui l’intervista di Gianni Dominici, Direttore generale di FPA, a Laura Biancato, Dirigente Scolastico dell’Istituto ITET “Einaudi” di Bassano del Grappa, per la Rubrica “I protagonisti del cambiamento”

4 Novembre 2022

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Redazione FPA

C’è una sorta di rischio di risacca o di ritorno in direzione opposta rispetto a quanto appreso dalla pandemia nell’ambito scolastico, soprattutto se si tiene conto delle principali indicazioni per il contrasto della diffusione del Covid-19 contenute nel vademecum che il Ministero dell’Istruzione ha inviato alle istituzioni scolastiche in vista dell’avvio dell’anno 2022/2023: niente più didattica a distanza, nemmeno per chi risultasse positivo al Covid-19 o nei casi più critici di malattia. A sottolinearlo è Laura Biancato, Dirigente Scolastico dell’Istituto ITET “Einaudi” di Bassano del Grappa, premiata nel 2021 come “miglior dirigente scolastico d’Italia” e intervistata da Gianni Dominici, Direttore generale di FPA, all’interno della Rubrica “I protagonisti del cambiamento”.

Un inspiegabile ritorno alla didattica esclusivamente in presenza, nonostante la scelta realizzi l’effettiva socializzazione educativa. Resta il fatto che l’adozione di un approccio di didattica digitale integrata possa essere sempre utile per tenere i ragazzi agganciati alla scuola. Non ha senso tornare al tempo zero (T0), dal momento che nel contesto pandemico sono state sperimentate alcune metodologie didattiche innovative e maturate molte competenze professionali.

Il ”Piano Scuola 4.0″ occasione unica per le scuole, ma mancano risorse umane per gestire ipotetici progetti

Sono in avvio molte iniziative per l’innovazione nelle scuole e per la formazione dei docenti e di tutto il personale della scuola, in particolare sul tema delle competenze digitali. Il ”Piano Scuola 4.0” e le risorse destinate alla formazione digitale del personale scolastico finanziate con il PNRR sono davvero una grande opportunità, ma mancano nelle scuole le competenze tecniche necessarie per la corretta gestione del budget finanziario. Molte scuole non hanno il direttore amministrativo e le segreterie non hanno indicazioni sulle procedure da seguire per un corretto svolgimento delle attività di rendicontazione e controllo della spesa. Servono project manager per la gestione dei progetti e occorre valorizzare e migliorare l’efficienza delle risorse umane.

Comunità di pratica per il supporto informale tra i dirigenti scolastici

Fare rete tra le scuole e creare vere e proprie comunità di pratica per diffondere esperienze e competenze e supportare le realtà che hanno minore esperienza sui temi della didattica innovativa è fondamentale, soprattutto in questo momento. Uno dei primi esperimenti di scuole in rete, ancora prima che gli accordi di rete fossero previsti dal Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche (D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275), è stato realizzato a Bassano del Grappa proprio con un’iniziativa sostenuta da Laura Biancato. Una rete costituita da 7.500 dirigenti scolastici, quasi tutti presenti in un gruppo Facebook per il reciproco scambio di esperienze. Ma le iniziative di comunità si ampliano ed è stato organizzato nei giorni scorsi a Bassano del Grappa il primo evento informativo – Didacta Italia – dedicato ai fondi del PNRR e alla visione che questi fondi vorrebbero applicare tramite il Piano Scuola 4.0. Un altro appuntamento si è tenuto a Catania ed è in programma un incontro a Milano il prossimo 7 novembre.

Raccomandazioni per il nuovo Governo

Dobbiamo puntare l’attenzione sulle riforme per la scuola che sono ancora da attuare. La posizione della scuola in questo momento è deficitaria. Il sistema scolastico nazionale presenta molte falle. Non si garantisce coerenza nel percorso scolastico, basti pensare al metodo nazionale di valutazione: giudizio descrittivo nella scuola primaria, voti numerici nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Bisognerebbe riordinare i curricula scolastici, riflettere sul valore degli istituti tecnici e professionali e su come agevolarne le specifiche peculiarità, incentivare le professionalità alte, riqualificare i dirigenti.

Ma tutto questo richiede un percorso immenso e allora Laura Biancato raccomanderebbe prima di tutto una cosa al nuovo governo: accertarsi che l’ingresso nei ruoli della scuola sia coerente coi profili professionali di alto livello, perché se il personale della scuola è ben preparato, selezionato e valorizzato è anche motivato a crescere professionalmente nell’arco della carriera.

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