Benessere sociale, sviluppo economico e tutela del territorio: questa è innovazione a Livorno

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Molte delle città italiane si stanno muovendo verso un terreno fertile, che è quello del processo Smart City. Da dove si parte? Quali risultati pesano sull’ago della bilancia? Un mandato politico è un tempo sufficiente per apportare modifiche sostanziali alla città e alla macchina amministrativa, partendo da ciò che esiste? Lo abbiamo chiesto a Darya Majidi Assessore al Lavoro e alla Semplificazione del Comune di Livorno città candidata a diventare “smart city”.

12 Settembre 2012

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Salvatore Caschetto

Molte delle città italiane si stanno muovendo verso un terreno fertile, che è quello del processo Smart City. Da dove si parte? Quali risultati pesano sull’ago della bilancia? Un mandato politico è un tempo sufficiente per apportare modifiche sostanziali alla città e alla macchina amministrativa, partendo da ciò che esiste? Lo abbiamo chiesto a Darya Majidi Assessore al Lavoro e alla Semplificazione del Comune di Livorno città candidata a diventare “smart city”.

Su quali progetti, il Comune di Livorno, sta investendo per la costruzione del processo Livorno Smart City?

Già nei primi 100 giorni di mandato abbiamo approvato il programma “Innovare Livorno” descritto nel Libro Bianco dell’Innovazione Tecnologica (novembre 2009). Nel documento sono delineate le politiche di indirizzo per modernizzare e innovare il sistema livornese per aumentarne la competitività e l’attrattività e con esse il benessere sociale, lo sviluppo economico e la tutela del territorio. Nel programma “Innovare Livorno” abbiamo cercato di descrivere una chiara strategia di cambiamento nella consapevolezza che innovare significa prima di tutto creare un nuovo modello organizzativo, per arrivare ad un sistema coordinato di relazioni all’interno del quale devono trovare crescita ed opportunità tutti i soggetti che si rappresentano ed operano in un territorio.

Quindi quale è il ruolo dell’amministrazione in questo processo?

Ritengo che un ruolo fondamentale di un ente di governo sia quello di proporre la definizione di strategie, stimolare i processi, offrire opportunità e, soprattutto, semplificare le procedure, velocizzando l’azione amministrativa.
L’azione della nostra Amministrazione è, infatti, caratterizzata da interventi rivolti al raggiungimento di tre obiettivi strategici funzionali ad una politica di sviluppo economico:

  1. revisione degli strumenti urbanistici di programmazione del territorio;

  2. realizzazione di un programma strategico di innovazione ed informatizzazione per la digitalizzazione dei servizi comunali;

  3. realizzazione di un sistema di servizi conformato ad un principio di coesione sociale incentrato sul valore della persona, sul lavoro e su un welfare responsabile di protezione sociale attiva.

L’innovazione di cui stiamo parlando, quindi, non è solo tecnologica, ma di “sistema”. Creazione di un sistema vivo, in rete, che basandosi su relazione con il mondo dei saperi possa offrire nuove opportunità di lavoro di qualità.
Stiamo concentrando sempre più i nostri sforzi di sviluppo nel capitale umano e sociale, nei trasporti e nelle tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT), nella gestione oculata delle risorse naturali e nella promozione di una governante partecipativa. Solo in questo modo potremo arrivare a costruire una vera e propria Smart city.

La città di Livorno ha già investito molto su progetti legati all’ e-government. In che modo questi ultimi si legano con la visione Smart City che state elaborando?

Nella nostra percezione abbiamo cercato di produrre un nuovo modello informatizzando , non tanto i DOVERI di cittadini e aziende (pratiche, richieste, pagamenti), quanto loro i DIRITTI. Abbiamo quindi creato uno Sportello del Cittadino online che si occupa di scuola, mobilità, tributi e cultura sulla base di precisi input rilevati da una consultazione fatta con gli utenti dell’URP. Grazie a questo percorso oggi i certificati anagrafe e stato civile si possono ottenere online. Abbiamo messo in streaming le sedute del nostro consiglio comunale, ottenendo un buon numero di accessi. Abbiamo integrato ulteriormente la nostra piattaforma e-procurement, che costituisce ad oggi un esempio per le altre amministrazioni.
Abbiamo addirittura sperimentato e-bay, con notevole successo, per vendere alcuni oggetti che giacevano nei nostri magazzini, ormai non più utilizzati dall’Amministrazione,  evitando così anche il costoso e complicato processo di smaltimento degli stessi.
Le imprese utilizzano già da tempo lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) ed il nuovo Sportello Unico Edilizia Digitale (SUED) che permettono di accedere ai servizi erogati in modalità telematica.

Il processo Smart City può essere costruito anche grazie a nuove partnership. In questo senso la città di Livorno sta coinvolgendo in questo percorso qualche soggetto esterno all’amministrazione?

Già con lo sviluppo dei servizi di e-government, la nostra Amministrazione aveva proceduto sempre in sinergia nei rapporti con ordini e collegi professionali, associazioni di categoria. Su questa nostra storia di rapporti si è innestato, con il progetto “Innovare Livorno”, il Tavolo dell’Innovazione creando uno stretto rapporto anche con tutti gli stakeholders. Il Tavolo – che dalla sua nascita, si è riunito in media con cadenza bimestrale – è infatti composto dai rappresentanti delle Istituzioni locali (Comune di Livorno, Provincia di Livorno, Autorità Portuale) e dalle associazioni datoriali (Confindustria, CNA, Confartigianato, API) e da esperti di calibro universitario.
Nello spirito del nostro progetto, cittadini ed imprese sono clienti da “coccolare” e per questo bisogna fare molta attenzione alla qualità dei servizi che offriamo ed al grado di valutazione dei nostri utenti. Anche per questo abbiamo sviluppato nuove modalità, anche on line, di rilevazione della customer satisfaction per ottenere feedback, non solo  quantitativi dai cittadini, ma anche propositivi ed eventuali spunti critici per avere  opportunità di miglioramento (Progetto “Cosa pensi di noi?”, Progetto ELI4U”).

Quali sono i possibili pilastri su cui i medi e i piccoli comuni italiani devono basare una strategia vincente?

Ogni città ha la propria “vocazione” legata anche alle caratteristiche del territorio, Livorno in particolare può ottenere grossi vantaggi dalla posizione strategica di cui gode. All’interno del Tavolo per l’Innovazione a tal proposito sono già state individuate quattro principali aree sulle quali concentrare azioni e risorse per lo sviluppo:

  • Economia del mare, nei settori: Logistica, Nautica, Tecnologia del mare;
  • Economia green, nei settori: Ambiente, Energia, Chimica;
  • Manufatturiero, nei settori: Automotive, Meccanica, Scienze della vita;
  • ICT/High tech, quale area strategica trasversale.

Il processo Smart City è strategia e visione per il futuro di una città. Che tipo di coinvolgimento c’è dei diversi assessorati e settori nella costruzione di Livorno Smart City?

Il Progetto Livorno Smart City è stato condiviso dalla Giunta comunale in sede di approvazione del Libro Bianco dell’Innovazione. I progetti coinvolgono tutta la struttura dell’Amministrazione. Prevediamo ad esempio progetti settoriali per la Scuola (connettività banda larga, aule informatizzate, interazione telematica scuola/famiglia), la Salute (semplificazione e digitalizzazione delle prescrizioni e certificati di malattia digitali, sistemi di prenotazione online), la Mobilità (Progetti di info mobilità), il Turismo ed il Commercio (Wi-Fi gratuito per cittadini e turisti).

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