Patricia Navarra: Serve far dialogare innovazione e sostenibilità per ripartire

Patricia Navarra: “Serve far dialogare innovazione e sostenibilità per ripartire”

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L’intervista di Gianni Dominici a Patricia Navarra, Responsabile relazioni istituzionali nazionali dell’ASviS, sul tema del rapporto tra innovazione e sostenibilità in vista della ripartenza del Paese. La crisi pandemica ha lanciato un monito per il futuro, ovvero quello di non farsi più trovare impreparati, evidenziando quanto portare avanti alcune pratiche innovative e sostenibili abbiano aumentato la resilienza di certe realtà. Serve estendere tutto questo all’intero paese e la logica da seguire è quella del dialogo tra pubblico e privato

26 Novembre 2020

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Redazione FPA

L’emergenza sanitaria ha consegnato alle istituzioni una grande responsabilità, ovvero quella di introdurre tutte le misure possibili non solo per fronteggiare le difficoltà attuali ma anche per allestire un sistema che non si faccia più trovare impreparato.
Mai come stavolta sono emerse strette connessioni tra ambiente e società, con i relativi rischi annessi, legate a un quadro politico poco previdente.
In questa puntata Gianni Dominici intervista Patricia Navarra, Responsabile relazioni istituzionali nazionali di AsviS, con un passato da dirigente in Enel nell’area innovazione e sostenibilità e con una grande esperienza maturata nel corso degli anni da dirigente presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

“La sostenibilità va di pari passo con l’innovazione” spiega Navarra, riferendosi al fatto che anche nel dotare il paese di una solida infrastruttura tecnologica sia necessario tenere conto dell’impatto ambientale e sociale. ASviS, esperimento unico anche nel panorama internazionale, si pone come ente raccoglitore di tutta una serie di energie che, dialogando insieme, generano un valore aggiunto unico. Si tratta di un lavoro di accompagnamento alla politica, mettendo insieme i pareri, le esigenze e i sentimenti della società civile e raccogliendo le istanze di più generazioni, per il raggiungimento degli obbiettivi di sviluppo sostenibile presenti nell’Agenda 2030 dell’ONU.

Parlando poi di smart working la dottoressa Navarra si sofferma sulla possibilità che possa ridefinire la geografia del paese, garantire la rinascita di alcuni territori, rilanciare le economie locali mettendo il lavoro al centro delle strategie per la ripresa delle aree interne.
A questo si abbina il possibile calo in termini di consumi e vitalità nelle grandi metropoli, dove però è anche necessario affrontare il tema dell’eccessiva urbanizzazione.
“In questo senso è importante non perdere di vista le politiche del lavoro inclusive” continua Navarra, sottolineando che per utilizzare al meglio questi sistemi innovativi sia necessario riqualificare alcuni lavoratori e inserire i giovani quali elementi in grado di mettere la loro creatività al servizio del paese.
“La pandemia è stata uno stress test per molte istituzioni” conclude Navarra, però nell’analisi delle misure che sono state assunte è possibile notare come non vi siano solo provvedimenti protettivi ma anche provvedimenti trasformativi. Lo smart working sicuramente ha aperto le porte ad un lavoro più flessibile e multidisciplinare e ha fatto capire alla PA la necessità di dotarsi degli strumenti e delle persone adatte per fronteggiare le sfide del futuro.