EDITORIALE

Le due trasparenze: passiva o abilitante? Una scelta sostanziale per il monitoraggio del PNRR

Home Open Government Le due trasparenze: passiva o abilitante? Una scelta sostanziale per il monitoraggio del PNRR

Dallo scorso 20 maggio è online OpenPNRR, la piattaforma di Fondazione Openpolis per il monitoraggio del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Un progetto che sarà anche presentato il 16 giugno in un importante convegno di scenario di FORUM PA 2022. La differenza sostanziale rispetto al sito italiadomani.it è che OpenPNRR aggiunge alla parte informativa, ben presente sul sito del Governo, elementi fondamentali per “prendere parte” al processo. Una scelta di “trasparenza abilitante” necessaria affinché le azioni attuative delle grandi missioni per il Paese, che il PNRR ci propone e ci impone, siano veramente condivise anche nell’azione e nei luoghi

27 Maggio 2022

Carlo Mochi Sismondi

Presidente FPA

Photo by Dylan Ferreira on Unsplash - https://unsplash.com/photos/Ye8mxE9Vdcs

Dallo scorso 20 maggio è online OpenPNRR, la piattaforma di monitoraggio del piano nazionale di ripresa e resilienza. Un progetto di Fondazione Openpolis in collaborazione con il Gran Sasso Science Institute che noi di FPA seguiamo con grande interesse e partecipazione e che sarà anche presentato da Vittorio Alvino, Presidente di Openpolis, in un importante convegno di scenario di FORUM PA 2022 il 16 giugno pomeriggio.

Quando abbiamo deciso di scegliere come claim del FORUM PA 2022 la frase “Il PAese che riparte – Insieme per una sfida condivisa” la mia parola preferita è stata “condivisa”. Come più volte abbiamo sottolineato, infatti, se la fase di progettazione e stesura del PNRR, la cui attuazione è al centro della manifestazione, ha visto una condivisione limitata con gli stakeholders e un ancor più limitato uso degli strumenti della partecipazione, la fase attuativa, a pena di essere fortemente compromessa, non può che essere un’azione collettiva, progettata e realizzata assieme alle comunità locali che ne sono le destinatarie, alle imprese che dovranno partecipare ai bandi, alle amministrazioni locali che devono essere messe in condizione, di conoscere, di capire, ma anche di influenzare le scelte di governo in una reale co-progettazione e co-realizzazione degli interventi.

Ma per realizzare insieme è necessario prima di tutto abbattere l’asimmetria informativa che in questo momento ancora rende difficile per i cittadini monitorare lo stato dell’arte degli investimenti che il PNRR prevede. Per questo la realizzazione di OpenPolis è così importante in un’ottica di trasparenza attiva.

Il D.lgs del 25 maggio 2016 n. 97, dal titolo “Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza”, ossia il decreto legislativo, figlio della “riforma Madia”, che ha introdotto una forma italiana di FOIA (Freedom Of Information Act), ha sentito il bisogno di ridefinire il concetto di trasparenza e ha indicato che “La  trasparenza  è intesa come accessibilità  totale  dei  dati  e  documenti detenuti dalle pubbliche  amministrazioni,  allo  scopo  di tutelare   i   diritti   dei   cittadini,   promuovere   la partecipazione     degli     interessati      all’attività amministrativa e favorire forme diffuse  di  controllo  sul perseguimento delle funzioni istituzionali e  sull’utilizzo delle risorse pubbliche.” (la sottolineatura è mia).

Con questa più chiara definizione, che integra e corregge la precedente versione del d.lgs 33/2013, si passa da quella che potremo chiamare trasparenza passiva, che prevede che la PA esponga in forma divulgativa il suo operato, ad esempio cosa si propone di fare riguardo ad una missione strategica e quanti soldi investirà, ad una trasparenza che chiamerei attiva, o forse meglio “abilitante”, che prevede di mettere i cittadini in condizione di monitorare continuamente e in tempo reale, o almeno senza ritardi se non fisiologici, l’attuazione di una politica per poter intervenire su di essa. Una conoscenza che sia, come dicono gli americani “knowledge for action”, ossia che abiliti i cittadini ad agire, negli interessi della propria comunità, per intervenire nella progettazione esecutiva degli interventi e nella loro effettiva realizzazione sul territorio.

Ed è proprio la distinzione che propongo tra trasparenza passiva o divulgativa (ti informo) e trasparenza abilitante (ti metto in condizione di prendere parte al processo di attuazione e di monitorarne con continuità lo svolgimento) che sembra risiedere la differenza sostanziale tra il sito OpenPNRR e il sito ufficiale del Governo sul PNRR  italiadomani.it. Quest’ultimo, come giustamente mette in evidenza la Fondazione Openpolis in un’interessante comparazione, offre infatti le informazioni per capire cosa è il PNRR, quali siano le sue missioni, quali e quante le risorse assegnate ad ogni missione e ad ogni investimento principale, ma indica solo se le misure sono completate, senza fornire i dettagli del processo; fornisce un elenco degli obiettivi e dei traguardi previsti, ma non ne aggiorna l’avanzamento; indica, anche nella sua nuova sezione di Opendata, le misure e le risorse del PNRR e del fondo complementare e l’elenco delle scadenze, ma senza aggiornamenti sul loro stato di avanzamento. Insomma, chi non sa cosa sia il PNRR e come saranno spese le sue ingenti risorse può informarsi e farsi un’idea più precisa, ma non è messo in condizione di sapere cosa sta succedendo e soprattutto di intervenire.

OpenPNRR a queste informazioni aggiunge elementi fondamentali per “prendere parte” al processo, ossia per essere abilitati a due delle funzioni fondamentali che si accompagnano alla trasparenza nel definire l’Open Government: la partecipazione alle decisioni e la collaborazione alla loro attuazione. Infatti, OpenPNRR, oltre alle analisi tecniche dei dati, monitora la realizzazione delle misure, a partire dal raggiungimento delle scadenze associate e offre un quadro dettagliato del processo di avanzamento delle scadenze fino al loro completamento. È importante sottolineare che OpenPNRR non vuole porsi in contrapposizione con Italia domani, il portale realizzato dal governo, ma rappresentare la richiesta alle istituzioni, condivisa da numerose realtà della società civile, di una maggiore disponibilità di dati: in formato aperto, accessibili e riutilizzabili.

Non mi dilungo qui su aspetti più tecnici che rendono difficile, se non impossibile, usare i dati del sito Italiadomani.gov.it per un’analisi dettagliata e automatizzata dei dati. Se volete approfondire trovate una ricca spiegazione nell’articolo di Openpolis “Perché i dati pubblicati dal governo sul Pnrr non vanno bene”. Faccio invece mio un tentativo di interpretazione di questa differenza tra i due siti che viene proposta e che dà atto al portale del Governo dell’impegno nella divulgazione dei dati a scopo informativo e di divulgazione, ma non vede in questa esposizione la volontà di permettere un’analisi attiva e indipendente dei dati stessi.

Torniamo così al concetto di “trasparenza abilitante” che è al centro di questo articolo. Questo risultato non è importante solo per permettere l’accountability delle amministrazioni, ossia per metterle in condizione di essere “giudicate” dai cittadini, cosa che sarebbe già moltissimo, ma serve perché le azioni attuative delle grandi missioni per il Paese, che il PNRR ci propone e ci impone, siano veramente condivise anche nell’azione e nei luoghi. Solo questa abilitazione alla collaborazione e alla partecipazione può permettere di costruire le condizioni per un ritorno alla fiducia tra i diversi livelli di governo, tra centro e territori, tra cittadini e istituzioni. E senza fiducia non ci sarà né giustizia sociale, né ripresa.