Banca d’Italia, pagoPA: per il decollo istituire un Osservatorio nazionale sui pagamenti

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La percentuale di incassi che le pubbliche amministrazioni effettuano con modalità telematiche è ancora poco significativa, nonostante la piattaforma realizzata dall’AgID sia già pienamente funzionante. L’adesione a PagoPA da parte degli enti non è sufficiente a rendere operativo il dettato del CAD

4 Aprile 2016

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Carlo Maria Arpaia e Walter Giuzio, Banca d'Italia

La qualità dei servizi pubblici resi a cittadini e imprese mediante le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) è diventata il fulcro del processo di riforma della pubblica amministrazione. Nel nostro Paese gli interventi normativi che si sono susseguiti nel tempo per innescare il circolo virtuoso dell’e-Government hanno tuttavia prodotto risultati limitati in termini di utilizzo delle nuove tecnologie da parte di cittadini e imprese. Il rapporto OCSE – Government at a Glance 2015, evidenzia che l’Italia si posiziona tra i paesi in cui la percentuale di cittadini e imprese che utilizzano internet per interagire con le PA è tra le più basse; analogamente, il Digital Economy and Society Index (DESI) – elaborato dalla Commissione Europea per fornire un’indicazione sintetica del livello di digitalizzazione dei Paesi dell’Unione – pone l’Italia al 25° posto tra i 28 stati membri, tra i paesi a bassa performance digitale.

Risalire alle motivazioni per cui gli italiani interagiscano così poco in rete con la PA appare complesso. In particolare, è difficile stabilire quanto tale ritardo sia imputabile a un generale scetticismo del nostro Paese verso il web (ossia a fattori che operano dal lato della domanda di servizi on-line) piuttosto che a una scarsa disponibilità di servizi in rete (ossia a un’inadeguatezza dell’offerta). La conoscenza delle determinanti del ritardo è necessaria per individuare gli interventi più opportuni da mettere in atto. Misurare i progressi fatti dalle PA diventa, quindi, strumentale all’attuazione dell’agenda digitale. Dai dati raccolti periodicamente dall’Istat sulle amministrazioni locali si evince, ad esempio, che l’utilizzo delle ICT ha riguardato soprattutto le attività gestionali interne (ad esempio, la gestione della contabilità o del personale, con tassi di informatizzazione pressoché totali), con uno scarso orientamento ai servizi all’utenza (ad esempio, il livello di informatizzazione degli URP si attesta al 50% per le Regioni e a meno del 15% per i Comuni) .

Pagamenti elettronici ed e-Government

Un indicatore della capacità degli enti di erogare servizi in rete è rappresentato dalla diffusione dei pagamenti elettronici. Il pagamento rappresenta un momento chiave di un procedimento amministrativo e presuppone un dialogo qualificato con l’utente, che deve essere correttamente identificato per interagire con l’amministrazione. L’utilizzo di uno strumento elettronico di pagamento fornisce all’amministrazione beneficiaria in maniera tempestiva e automatica tutte le informazioni a essa necessarie per riconciliare l’operazione di pagamento con il servizio richiesto, mettendola in condizione di erogarlo anche con contenuti digitali. Le indagini periodicamente svolte dalla Banca d’Italia sull’informatizzazione delle amministrazioni locali hanno rilevato quanto sia bassa la percentuale di enti che consente di pagare on-line per i servizi erogati. In particolare, nel 2012 solo il 10% degli enti inclusi nella rilevazione permetteva di effettuare il pagamento in rete consentendo di concludere tutto l’iter amministrativo on-line. La gran parte degli enti (circa il 50%) offriva invece sui propri siti servizi meramente informativi e non personalizzati; i primi dati relativi alla rilevazione attualmente in corso mostrano miglioramenti molto limitati, con un aumento della percentuale di enti in grado di incassare online al 12%.

Il ruolo del sistema PagoPA e dell’AgID

Il ruolo che i pagamenti elettronici possono svolgere nell’accelerare l’attuazione dell’Agenda digitale è sottolineato anche dal documento governativo Strategia per la crescita digitale 2014 -2020 e dalla L. 124 del 2015 (c.d. “riforma Madia”). Il Sistema PagoPA – realizzato e gestito dall’AgID per garantire uno scambio strutturato delle informazioni sugli incassi tra prestatori di servizi di pagamento e amministrazioni pubbliche – ne rappresenta un’applicazione concreta e di grande impatto sistemico: l’adesione e la piena operatività sul sistema PagoPA permette, infatti, alle amministrazioni di offrire immediatamente ai propri utenti/debitori la possibilità di pagare attraverso tutti gli strumenti messi a disposizione dai già numerosi prestatori di servizi di pagamento accreditati. L’obbligo di utilizzare la piattaforma PagoPA per l’attuazione dell’articolo 5 del CAD spinge, inoltre, le amministrazioni aderenti a effettuare il censimento (catalogo) dei servizi offerti e a modificare i propri sistemi informativi per poter gestire in maniera automatica la generazione del codice identificativo univoco del pagamento (IUV) e l’attività di riconciliazione delle somme versate dall’utente con il debito nei confronti dell’amministrazione. In altri termini questo progetto spinge le PA a operare una forte integrazione tra front-office e back-office da cui potrà derivare sia un innalzamento della qualità dei servizi resi all’utenza, sia un aumento dell’efficienza interna e un risparmio di risorse nel medio-lungo periodo. La standardizzazione offerta dalla piattaforma e la disponibilità di soluzioni già sviluppate da altre amministrazioni offerte in “riuso” possono contribuire al contenimento dei costi.

L’importanza di un osservatorio nazionale sui pagamenti elettronici delle PA

La percentuale di incassi che le pubbliche amministrazioni effettuano con modalità telematiche è ancora poco significativa, nonostante la piattaforma realizzata dall’AgID sia già pienamente funzionante. L’adesione a PagoPA da parte degli enti non è di per sé sufficiente a rendere operativo il dettato del CAD, ma presuppone un’attività di reingegnerizzazione dei processi che le amministrazioni sono spesso riluttanti a mettere in atto. L’assenza di efficaci meccanismi di incentivo/sanzione nei confronti delle amministrazioni inadempienti impone un attento monitoraggio dei comportamenti assunti dai singoli enti. L’AgID ha cominciato a pubblicare sul proprio sito una serie di informazioni sullo stato di avanzamento dei progetti “pilastro” dell’agenda digitale (SPID, PagoPA, ANPR, fatturazione elettronica, ecc.). In tale ambito sarebbe particolarmente utile un osservatorio sui pagamenti pubblici che desse conto, anche con informazioni di dettaglio, dei progressi conseguiti e dei ritardi, delle best e delle worst practices, degli enti virtuosi e di quelli inadempienti, con l’obiettivo di suggerire le direzioni verso cui indirizzare eventuali azioni correttive e di diffondere la condivisione di una “cultura del digitale” tra le amministrazioni. Nella speranza che la pubblicazione degli elenchi delle amministrazioni più efficienti e di quelle inadempienti possa rappresentare una sanzione efficace, trasformando in “virtuoso” un circolo fino a oggi “vizioso”.

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