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Commvault: I dati al centro. Dal cloud allo smart working, investiamo su protezione e sicurezza

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Con l’avvento del cloud si devono avere strumenti di data-management adatti a proteggere i dati ovunque essi si trovino. Un focus a cura di CommVault a FORUM PA 2019

14 Maggio 2019

CommVault Systems Italia

Photo by Mathew Schwartz on Unsplash - https://unsplash.com/photos/sb7RUrRMaC4

La strategia Cloud First della Pa è partita ufficialmente con il nuovo Piano Triennale 2019-2020. Una prospettiva che apre nuove sfide per le amministrazioni che potranno sviluppare servizi digitali affidabili con un costo ridotto, dovendo tuttavia affrontare nodi e questioni tecnologiche non banali. Se infatti i vantaggi del public cloud sono molteplici, in particolare la flessibilità, la scalabilità e il self-service, emergono alcune criticità, legate soprattutto alla security e alla compliance.

I datacenter già oggi sono composti non solo da applicazioni e servizi nell’on-premis (server detenuti e controllati privatamente), ma anche dal cloud e dai dispositivi mobili. È perciò fondamentale garantire il controllo dei dati e delle informazioni. In quest’ottica le piattaforme di data management devono, in particolare, garantire e facilitare la migrazione dei dati non solo dall’on-premise al cloud e da cloud a cloud, ma anche da cloud a on-premise così da poter attuare, in caso di necessità, una “way-out strategy” semplice, veloce e ottimizzata.

Ecco il focus centrale: con l’avvento del cloud si devono avere strumenti di data-management adatti a proteggere i dati ovunque essi si trovino. Come? Non solo attraverso piattaforme in grado di proteggere i dati con delle integrazioni native, ma soprattutto entrando nel merito dei dati, per estrapolarne l’informazione, analizzarla, catalogarla e renderla accessibile e fruibile da un unico punto di controllo, indipendentemente da dove i dati risiedono.

Queste attenzioni valgono sempre, ma in particolar modo per le applicazioni business critical per le quali deve essere prevista una protezione continuativa, con una frequenza nell’ordine dei minuti, in modo da garantire il ripristino in caso di disastro/disservizio/corruzione o semplicemente per aggiornare ambienti di test/sviluppo/reportistica, non solo nell’on-premis ma anche nel cloud.

C’è poi un altro tema che è ancora di frontiera per la PA, nonostante se ne parli ormai da tempo: lo smart working, che è ancora adottato solo dal 9 per cento circa delle amministrazioni (dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano) ma verso il quale sta crescendo l’interesse da parte delle amministrazioni, interessate a introdurre modalità di lavoro agile per garantire servizi pubblici più efficaci, più efficienti e più veloci. Il tema è culturale e organizzativo, ma le tecnologie sono certamente abilitanti: grazie a strumenti di collaboration, infatti, le persone possono operare senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, il che comporta tuttavia uno spostamento di dati/informazioni di business e/o personali su dispositivi mobili, all’esterno del datacenter. Anche in questo caso, è fondamentale mantenere il controllo dei dati e informazioni presenti su questi dispositivi, soprattutto per gestire situazioni di data breach come corruzioni/perdite di dati dovuti a virus/worm oppure furti e quindi permettere la continuità operativa.

Tutti questi temi sono oggetto di approfondimento e confronto in occasione di FORUM PA 2019 e CommVault, azienda leader nella fornitura di soluzioni di data protection e information management, sarà presente per portare la propria esperienza e confrontarsi con protagonisti del mondo pubblico e privato.

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