Comune di Firenze: "Il nostro modello evolverà con Spid" - FPA

Comune di Firenze: “Il nostro modello evolverà con Spid”

Home PA Digitale Servizi Digitali Comune di Firenze: “Il nostro modello evolverà con Spid”

Ecco il percorso che sta realizzando Firenze, che dal 2006 con altri venti comuni del territorio fiorentino aveva già realizzato un sistema di gestione delle credenziali per accedere ai servizi online. E quali sono le evoluzioni previste

26 Ottobre 2016

L

Lorenzo Perra, ‎assessore al Bilancio, Partecipate, Urbanistica, Fondi UE, Fundraising, Innovazione tecnologica, Comune di Firenze

Gli enti locali del territorio fiorentino hanno avviato dal 2006, insieme alla società partecipata Linea Comune, un sistema di gestione delle credenziali per accedere ai servizi online prendendo a riferimento il Codice dell’Amministrazione Digitale, ed in modo sinergico con i sistemi di autenticazione via carta previsti a livello nazionale e regionale toscano.

Ad oggi abbiamo oltre 50.000 utenti registrati al sistema 055055, cittadini “fidelizzati” ai servizi online ed alle app del Comune, della Città Metropolitana, e dei 20 comuni aderenti. Si può dire che in piccolo si sia implementato un modello condiviso che è in linea con quanto previsto dal Piano Triennale della Pubblica Amministrazione, con moduli condivisi fra più servizi e più enti per la gestione dell’identità, dei pagamenti, della sicurezza, e della reportistica dei servizi.

Il Comune sta dialogando con AgID per capire come poter migrare gli utenti, che in ogni caso hanno dato le loro credenziali al sistema 055055 e dovranno essere opportunamente informati e coinvolti nel processo di migrazione al sistema SPID con gli IdP privati. Una opzione possibile è semplicemente comunicare il sistema SPID e le modalità di adesione, e facilitare, con il supporto di AGID e degli IdP, la diffusione in città di punti di registrazione a SPID.

Come/se cambia la logica dei servizi passando su SPID

Rispetto al sistema PagoPA, dove l’impatto sul frontend e sul backend dei servizi è molto consistente, coinvolgendo anche i canali di ritorno e rendicontazione dei flussi di pagamento, l’integrazione con SPID avviene solo nel primo momento di ingresso dell’utente al servizio online, dopodiché il sistema SPID “scompare” e la palla viene lasciata al frontend ed al backoffice di ogni servizio.

Tuttavia, un cambio di paradigma importante in SPID sta nella capacità dell’ente di controllare gli attributi dell’utente e la loro obbligatorietà all’interno del servizio. Un attributo dei dati dell’utente (es. il secondo numero di telefono di contatto) potrebbe essere stato ritenuto obbligatorio per il servizio di iscrizione asili nido, e quindi configurato come tale nel sistema pre-SPID (in cui si aveva pieno controllo del database 055055 delle identità digitali e degli attributi) mentre l’utente potrebbe non aver dato al suo IdP SPID questo dato, per cui il servizio di frontend dovrà essere modificato, dovrà essere modificato il webservice che dialoga con il backoffice dei nidi, e dovrà essere modificato anche il backoffice per segnalare la mancanza di questo dato se l’utente proviene da identità SPID, e la necessità di attivare operazioni di adattamento a questo cambiamento.

Questo aspetto si renderà sempre più evidente quando in SPID si attiveranno gli attributi degli utenti che entrano ed agiscono nel servizio online in qualità di professionista, commercialista, progettista, avvocato, e vari altri ruoli di intermediazione per conto del cittadino. Su questo aspetto sarà molto importante dialogare con AGID nel disegnare la gestione di questi attributi e ruoli, tenendo conto delle diverse casistiche di intermediazione che sono presenti nei diversi tipi di servizi online.

Come ha reagito il sistema di governance per il passaggio a SPID

L’attivazione di SPID è ancora un’attività a cui – in area metropolitana – il Comune di Firenze sta lavorando nell’ambito del tavolo di lavoro di enti pilota SPID con AGID. Tuttavia, come già accaduto in passato per i diversi progetti di Agenda Digitale, grazie alla presenza di un Centro Servizi condiviso e di una società partecipata già in esercizio da anni, è possibile in modo naturale estendere questo modello agli altri enti locali dell’area fiorentina che afferiscono al sistema di Linea Comune.

Un vero e proprio tavolo di dialogo con i Comuni dell’area metropolitana sulla roadmap di attivazione di SPID ancora non è stato attivato. Sul versante fiorentino, invece, questo modello lo stiamo cercando di estendere anche alle public utilities , in modo che il cittadino possa usare le stesse credenziali per accedere anche ai servizi digitali per la gestione ed il pagamento della TARI, dei parcheggi, etc, tutti servizi gestiti dalle partecipate.

Le evoluzioni

Abbiamo da tempo sperimentato l’offerta di un “punto unico di accesso digitale”, con il progetto Eli4u del bando ELISA, che ha portato alla app FirenzeMia, in produzione da diversi anni. Con un solo login entro in una “casa digitale” con tutti i miei dati, i servizi che il Comune pensa mi possano servire vedendo il mio profilo, gli opendata attorno a casa mia.

Questo modello però funziona pienamente solo se dietro ci sono i dati non di un solo Ente, bensì di tanti enti e utilities diversi, perché l’insieme dei “bisogni” di un cittadino è tanto più coperto quanti più erogatori di servizi pubblici si mettono insieme.

Stiamo quindi da un lato cercando (molto faticosamente) di offrire al cittadino servizi push e di notifica originati da dati integrati fra Comune, Utilities, altri enti pubblici, secondo il principio che se lo stesso dato (proveniente dalla stessa fonte protetta e certificata) viene erogato su più canali si fa solo un piacere al cittadino. Dall’altro lato siamo “sintonizzati” sul canale di Italia Login, per recepire via via che escono le linee guida di design di servizi ed API per potervisi integrare e per realizzare un dimostratore della casa digitale nel territorio fiorentino, ma con gli standard nazionali.