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Conte: trasformazione digitale strategica per la PA e per il Paese

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Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è intervenuto alla Conferenza sul digitale che ha caratterizzato la giornata conclusiva di FORUM PA 2019

16 Maggio 2019

Foto di Stefano Corso

“Le amministrazioni devono essere poste nelle condizioni di affrontare e vincere le sfide della trasformazione digitale, facendosi parte attiva nei processi di innovazione. E di fronte alle esigenze di soddisfacimento dei bisogni di una società complessa, non può esistere una amministrazione che non sia digitale e, al tempo stesso, non sia sottoposta a un aggiornamento continuo, come si addice a ogni struttura complessa che tratta soprattutto conoscenza”.  Così il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenendo oggi alla Conferenza sul digitale che ha caratterizzato la giornata conclusiva di FORUM PA 2019.

Ecco alcuni passaggi del suo intervento e il video integrale

Una rivoluzione in tutti i settori

“Diversamente dalle precedenti rivoluzioni tecnologiche, la trasformazione digitale è caratterizzata da una rapidità davvero sorprendente e da un impatto davvero vasto e pervasivo in modo da rappresentare una sfida di portata epocale per le istituzioni. Il Governo e le pubbliche amministrazioni devono mostrare capacità di adattamento alla trasversalità e alla complessità di quella che si prospetta come una continua “metamorfosi”, tocca varie dimensioni e rimette in discussione principi e istituti, nel campo del lavoro, dell’istruzione, della fiscalità, del commercio, della sicurezza, e modifica profondamente il ruolo dello Stato e dell’amministrazione”.

Coordinamento delle politiche

“La trasformazione digitale, che è stata al centro dei lavori di questa mattina, ha una connotazione globale e, conseguentemente, richiede un sempre maggiore coordinamento delle politiche, una migliore cooperazione non solo tra amministrazioni nazionali, ma anche a livello internazionale”.

“La strategia digitale non può essere reinventata ad ogni legislatura, né tantomeno deve essere terreno di contrapposizione politica. Inoltre, necessita di coordinamento e cooperazione, orizzontale e verticale, tra i diversi livelli di governo e tra le diverse pubbliche amministrazioni, come pure di una governance centrale – questa è una mia ferma convinzione – che sia stabile e adeguata in termini dimensionali e di competenze.  Uno Stato “dis-integrato” non può divenire uno Stato digitale e non può quindi rispondere ai profondi cambiamenti in atto”.

Competenze e inclusione

“Certamente, occorre il massimo impegno per favorire una formazione, anche digitale, adeguata alle mutate esigenze del lavoro. Tuttavia massima deve essere l’attenzione affinché l’innovazione digitale non produca ulteriore esclusione sociale, ma sia funzionale a un autentico miglioramento della qualità della vita, nella prospettiva di uno sviluppo equo, rispettoso dei diritti fondamentali della persona”.

Cambiamento dei modelli organizzativi

“Non possiamo ricorrere ancora a un quadro di riferimento organizzativo e comportamentale che è stata concepito in un’era analogica. Digitalizzare la struttura esistente, senza cambiare profondamente i procedimenti e i modelli organizzativi, sarebbe non solo un grave errore, ma uno spreco immane di risorse e di energie”.

Semplificazione e lotta alla corruzione

“La trasformazione digitale richiede una drastica e radicale semplificazione del quadro normativo. La strategia digitale e la semplificazione amministrativa devono procedere di pari passo e devono integrarsi l’una con l’altra”.

“La digitalizzazione dei servizi pubblici è anche un potente alleato contro la corruzione che, annidandosi spesso nel disordine normativo, determina ingiustizie e inefficienze economiche”.

“Social media, smartphone, cloud computing, big data, Intelligenza Artificiale stanno cambiando ormai l’interazione tra cittadino e istituzioni.
I cittadini-utenti sono abituati a ottenere dai privati servizi facili nell’uso e nell’accesso, personalizzati e sofisticati, spesso anche gratuiti. Quegli stessi cittadini si aspettano, dunque, che anche le pubbliche amministrazioni forniscano ed eroghino servizi altrettanto semplici e utili, pena la sfiducia nelle stesse istituzioni”.

Competenze e inclusione

“Creare un corpo di dirigenti, anche apicali, e di funzionari pubblici con competenze digitali è uno degli obiettivi fondamentali su cui si fonda il rinnovamento e la trasformazione digitale della pubblica amministrazione. Per ottenere e perseguire questo obiettivo però è necessario un massiccio investimento nelle competenze, affinché il personale del settore pubblico si trasformi nel catalizzatore dell’innovazione digitale”.

“L’azione di digitalizzazione deve essere accompagnata da un serio intervento volto a ridurre il divario di competenze, attraverso un’educazione digitale inclusiva, che coinvolga non solo la scuola – bisogna partire dalla scuola ma non solo la scuola – ma anche altre istituzioni, compresi i media, in grado di collaborare in questo processo che possiamo chiamare di alfabetizzazione digitale”.

Il valore dei dati

“Una migliore gestione dei dati potrebbe supportare i decisori istituzionali e i dipendenti pubblici. L’azione pubblica potrebbe essere più efficacemente orientata a comprendere in modo accurato le istanze medesime dei cittadini, a prevedere nuovi bisogni, a elaborare innovativi strumenti di policy, a monitorare le iniziative intraprese e le risorse impegnate, valutandone con oggettività i risultati. Quindi i dati possono diventare quindi un asset essenziale per il Governo, guidando il processo decisionale in termini di maggiore strategia e operatività”.

Internet e digitale come diritto fondamentale

“L’accesso ad Internet e la fruizione di servizi digitali non può che essere considerato come una sorta di diritto fondamentale a tutti gli effetti. Oggi se dovessimo riscrivere una Carta Costituzionale non potremmo non contemplare un diritto del genere, perché il divario che si crea tra i cittadini spesso passa attraverso lo strumento info-telematico”.

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