PNRR, per l’attuazione partnership responsabili ed expertise

Home PA Digitale Governance PNRR, per l’attuazione partnership responsabili ed expertise

La partnership pubblico-privato è fondamentale per abilitare la trasformazione digitale della PA, così come delineata dal PNRR. In un contesto politico ed economico sempre più sfidante, ai vendor e ai system integrator è richiesta la generazione di valore, attraverso un’offerta di soluzioni tecnologiche adeguate, ma anche di condividere obiettivi e Know How. Ne abbiamo parlato con Nicola Mangia, Italy Public Sector General Manager di DXC Technology

4 Ottobre 2022

F

Redazione FPA

Le attività progettuali ed esecutive di Italia 2026 avanzano a passi sempre più spediti, nonostante un momento reso difficile dal contesto socio-economico e politico, che sta caratterizzando la seconda parte del 2022. È infatti consapevolezza comune, che dalla digitalizzazione del settore pubblico dipenda la risoluzione di questioni critiche e cruciali per il Paese: dalla gestione di eventuali nuove pandemie alla cyber sicurezza nazionale, dalla interoperabilità dei dati dei cittadini a livello italiano ed europeo, alla competitività sui mercati mondiali. Questi risultati saranno resi possibili dal proficuo dialogo pubblico-privato, che è andato instaurandosi sin dai primi mesi della pandemia e all’impegno del Ministero per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale. L’attuazione del PNRR è, infatti, possibile solo con partnership pubblico-privato responsabili ed expertise.

Mauro Minenna, capo Dipartimento per la Trasformazione Digitale, intervenuto a FORUM PA 2022 nello scenario “Trasformazione digitale del PAese: la sfida dell’attuazione” realizzato in collaborazione con DXC Technology, ha dichiarato: “Siamo chiamati a disegnare un nuovo assetto di Stato (…), uno sforzo che ha bisogno di collaborazione qualificata. Poi dovremo anche dar conto di ciò che spendiamo per la trasformazione digitale della PA. Ai vendor, dunque, chiediamo di assumersi due responsabilità: la prima è vigilare sulla qualità, sull’efficacia e sull’adeguatezza della spesa della PA in progetti tecnologici; la seconda è generare valore, incrementare la resilienza”.

Concorda pienamente Nicola Mangia, Italy Public Sector General Manager di DXC Technology: “Una delle cose che il Covid ci ha portato, è l’essere stati comunità. Lo abbiamo visto nell’affrontare questa pandemia, dobbiamo puntare molto a uno spirito di collaborazione allargato tra pubblico e privato. Noi, come impresa, abbiamo un ruolo importante, ci dobbiamo mettere in discussione da questo punto di vista. Dobbiamo essere i facilitatori di questa comunità”.

Dallo stato di fatto alle sfide future dell’attuazione

Il PNRR è ormai entrato nella fase di execution, all’indomani del conseguimento di tutti gli obiettivi previsti dalle prime due scadenze del piano. Su tutti i target è stata posta in essere una linea di azione estremamente concreta: quasi tutti gli avvisi sono stati pubblicati, a eccezione della Piattaforma notifiche, attesa per l’autunno 2022 (ancora non in fase esecutiva). All’indirizzo padigitale2026.gov.it sono pubblicate tutte le iniziative relative al PNRR e relativi aggiornamenti.

In occasione del Meeting di Rimini, il presidente del Consiglio uscente, Mario Draghi ha dichiarato che è al lavoro per raggiungere il più alto numero possibile di obiettivi del PNRR (tra quelli fissati per dicembre 2022) prima del cambio di governo. Dagli esiti delle elezioni politiche, poi, dipenderà la prosecuzione dei lavori relativi al PNRR. Il tempo e le circostanze, evidentemente, incalzano. Per tali ragioni d’urgenza, tutte le amministrazioni pubbliche sono chiamate a passare dalla progettualità all’esecuzione e si interfacciano con i grandi vendor e

System integrator per le forniture necessarie. Alla PA, però, occorrono innanzitutto partner competenti, con i quali costruire non solo architetture digitali, bensì una vera rivoluzione di senso dei processi.

Il valore del partner tecnologico

Giudizio, responsabilità, logica collaborativa: sono questi i valori da ricercare in un partner tecnologico, perché l’obiettivo comune deve essere rimuovere la logica dei silos, delle specifiche responsabilità, delle mansioni e lavorare, tutti, in maniera integrata (all’interno delle amministrazioni, tra amministrazioni e partner, e tra tutti gli enti pubblici), al fine di far emergere una visione architetturale di Paese, una visione di sistema.

Il tutto dovrà tradursi in soluzioni concrete ai bisogni dei territori, delle amministrazioni e dei cittadini. L’obiettivo sarà quindi superare il gap tra centro e periferia, per creare un ecosistema di innovazione. “Ad oggi bisogna avere più coraggio – prosegue Mangia -. Dobbiamo cercare di fare non il meglio, ma molto di più. Dobbiamo introdurre un cambio di passo, insistere sulla condivisione e sulla partecipazione del mondo della ricerca, il che, non deve essere soltanto una questione terminologica, ma deve essere per noi imprese un obiettivo pratico”.

I benchmark italiani da replicare

Non di rado, le grandi realtà tecnologiche hanno il vantaggio di essersi già confrontate con sfide impegnative come quella proposta oggi dalla PA italiana: il trasferimento dell’esperienza progettuale ed esecutiva nel contesto attuale è un ulteriore valore di cui tener conto. Ad esempio, il progetto che DXC ha realizzato con la Regione Campania per modernizzare il sistema informativo sanitario regionale ha portato alla creazione di servizi importanti, sulla base di un modello che oggi è possibile riutilizzare e replicare.

Come ha precisato Mangia, nel corso del suo intervento a FORUM PA 2022, quello che è importante è la costruzione di modelli di servizio. “Bisogna mettere insieme le tecnologie e definire dei modelli, per trasformare così tutti i processi. Le piattaforme abilitanti sono ormai un fatto concreto. Sta a noi nell’ambito della definizione di questi modelli includerle come passo nodale, fondamentale perché alla fine queste sono le logiche che ricadono sul cittadino. E noi per primi siamo dei cittadini”, sottolinea Mangia.

Conclusioni

In breve, l’Italia vive una straordinaria congiuntura di importantissime priorità, sulle quali lavorare in parallelo e senza soluzione di continuità. Di fronte a tali pressanti sfide, il PNRR è certamente un’occasione preziosa e unica di riorganizzare completamente il Paese, benché la sua attuazione richieda tempi di esecuzione rapidissimi e l’assunzione di responsabilità da parte di ogni attore coinvolto.

Su questo argomento

PA Digitale 2026, una nuova interazione tra Stato centrale e territori