Il ruolo dei territori nell’emergenza e nella ripresa: il Ministro Boccia a FORUM PA Restart Italia

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La pandemia sta prefigurando nuove geografie territoriali e resta centrale la riflessione sulla governance, sul rapporto tra Stato, regioni e autonomie locali, fondamentale non solo per la gestione dell’emergenza ma anche per progettare il futuro. Nella terza giornata di FORUM PA 2020 Restart Italia questi temi sono stati al centro dello scenario “Città e territori: dall’emergenza alla ripresa” che ha visto in apertura l’intervento del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia. Vi riproponiamo il suo intervento

4 Novembre 2020

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Michela Stentella

Content Manager FPA

Roma Data Platform

La pandemia sta prefigurando nuove geografie territoriali. L’adozione diffusa dello smart working o l’impatto del digitale in tanti aspetti della nostra vita (e in particolare nel rapporto tra PA e cittadini) sono (solo per fare un esempio) fenomeni che impattano anche nel rapporto tra centro e periferia, tra città e provincia. Ma parlando di questi fenomeni, che sono diventati dirompenti nel periodo della pandemia, è centrale la riflessione sulla governance, sul rapporto tra Stato, regioni e autonomie locali, fondamentale non solo per la gestione dell’emergenza ma anche per progettare il futuro. Nella terza giornata di FORUM PA 2020 Restart Italia questi temi sono stati al centro dello scenario “Città e territori: dall’emergenza alla ripresa” che ha visto in apertura l’intervento del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia. Vi riproponiamo l’intervento, durante il quale il ministro ha sottolineato più volte l’importanza che ha avuto e continuerà ad avere nella gestione dell’emergenza la collaborazione tra stato centrale, regioni ed enti locali.

Francesco Boccia: "le amministrazioni territoriali decisive nella gestione dell'emergenza"

“Non avremmo potuto gestire la pandemia senza una ridefinizione delle attività quotidiane con regioni ed enti locali – ha sottolineato Boccia -. La Conferenza Stato Regioni e la Conferenza unificata sono diventati luoghi di confronto istituzionale permanente”.
“Gli enti locali – ha detto Boccia – sono le sentinelle sul territorio, sono quelli che consentono di raccordare meglio gli interventi sui servizi alla persona. Così è stato a marzo, quando è stato varato il lockdown nazionale e nel giro di 48 ore i Comuni sono stati in grado, raccordandosi con il governo, di costruire una rete di sostegno alle famiglie più disagiate, in vari modi, dai buoni pasto alle reti di volontari che hanno portato la spesa a casa di molti anziani”.
Naturalmente l’emergenza ha spinto ad accelerare processi che erano già al centro della riflessione del governo e, allo stesso tempo, ha messo in evidenza le difficoltà esistenti. Lo smart working massiccio per esempio ha messo in evidenza le difficoltà presenti in alcune aree che non sono servite dalla fibra ultraveloce e che ha detto Boccia “restano per noi un impegno assoluto, soprattutto le aree interne e di montagna”. Ecco quindi l’importanza dei fondi europei per la ripresa, che prevedono un 20 per cento di risorse per la digitalizzazione. Il Ministro Boccia ha ricordato anche l’urgenza di rinnovare la PA attraverso nuove assunzioni immettendo “una generazione digitale di cui c’è molto bisogno nel pubblico impiego”.
“La capacità delle amministrazioni territoriali di darci in tempo reale molte informazioni utilizzando l’innovazione tecnologica – ha aggiunto Boccia -penso sia stata decisiva nella gestione dell’emergenza. Ovviamente non è abbastanza, ma anche grazie al lavoro fatto con Regioni ed enti locali è possibile ora evitare il lockdown nazionale in questa seconda ondata”.

L’evento ha visto la partecipazione di amministratori di importanti città italiane e rappresentanti di aziende innovative, evidenziando ancora una volta la necessità di fare sistema tra pubblico e privato e tra attori diversi per condividere un progetto di futuro. Attraverso il racconto di esperienze concrete, sperimentazioni nate durante la pandemia e progetti che dovrebbero traghettarci verso città più vivibili una volta finita l’emergenza, si è cercato di “alzare lo sguardo” verso la “ripresa” delle città, evidenziando anche l’“eredità positiva” che la crisi potrebbe lasciarci. In sintesi, sono emerse cinque parole dal confronto: decentramento o riorganizzazione degli spazi, tema che la pandemia ha proposto primariamente (il tema della “città dei 15 minuti”, dello smart working che ci fa rileggere spazi e tempi della nostra vita quotidiana, etc); scalabilità, per cui la strumentazione utilizzata nelle città deve essere flessibile e modulabile secondo le diverse esigenze qualitative e quantitative; utilizzabilità, ovvero mettere a disposizione strumenti facilmente utilizzabili e quanto più possibile univoci; condivisione, un vero e proprio cambio di paradigma sul tema del possesso e dell’uso dei dati; sostenibilità, di tipo ambientale, ma anche economico e organizzativo.

A partire dalle prossime settimane metteremo a disposizione la registrazione integrale dell’evento.