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Open data, PA 2.0 e G-cloud: una strategia per l’open government italiano

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Obiettivo open government: questa la strategia per una Pubblica Amministrazione che, di fronte a una crisi non solo economica ma anche di identità, deve trovare nuovi modelli operativi. In Italia, a livello locale, ci sono già esperienze importanti in questo senso. Valorizzarle e metterle a sistema è il passo successivo. Oggi il ministro Renato Brunetta ha presentato un programma che va proprio in questa direzione e inserisce nell’agenda politica nazionale le azioni necessarie per creare una “PA aperta”, sul modello di quanto stanno già facendo, ad esempio, Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada. PA 2.0, G-cloud e Open data sono le parole chiave di questa strategia. Un portale che mette a disposizione i dati aperti della PA e un contest per progettare soluzioni utili e interessanti basate sull’utilizzo di dati pubblici sono le prime iniziative messe in campo.

18 Ottobre 2011

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Michela Stentella

Articolo FPA

Obiettivo open government: questa la strategia per una Pubblica Amministrazione che, di fronte a una crisi non solo economica ma anche di identità, deve trovare nuovi modelli operativi. Ne avevamo parlato in maniera approfondita nel convegno conclusivo di FORUM PA 2011: ormai appare evidente che – per coniugare efficienza e risparmio, per fare della PA un soggetto promotore di innovazione e per avvicinarla a cittadini, imprese e, in generale, ai diversi attori della società civile – bisogna inserire nell’agenda politica nazionale le azioni necessarie per creare una “PA aperta”, sul modello di quanto stanno già facendo, ad esempio, Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada.

In Italia, a livello locale, ci sono già esperienze importanti in questo senso. Valorizzarle e metterle a sistema è il passo successivo. Oggi a Palazzo Vidoni si è parlato proprio di questo ed è stato presentato dal ministro Renato Brunetta un programma per l’open government che coinvolge, con diverse iniziative, non solo le istituzioni centrali, ma anche attori territoriali e associazioni attive sul tema. L’obiettivo è, quindi, inserire le esperienze già in atto in una politica di respiro nazionale, che veda come protagonisti, oltre ai diversi livelli di governo, anche cittadini, associazioni, imprese.

PA 2.0, G-cloud e Open data sono le parole chiave di questa strategia. Un portale che mette a disposizione i dati aperti della PA e un contest per progettare soluzioni utili e interessanti basate sull’utilizzo di dati pubblici sono le prime iniziative messe in campo.

Open government: perché parliamo di PA aperta

La riflessione sull’open government – su cosa sta avvenendo a livello internazionale, sulle esperienze avviate nel nostro Paese, su modelli, strumenti e tecnologie – è stata al centro di molti articoli, editoriali, interviste pubblicati sul nostro sito.

Vai agli articoli sul tema dell’open government e dell’open data

Quando parliamo di open government intendiamo un nuovo modello di governance, in cui tutte le attività dei governi, sia centrali che locali, devono essere “aperte” e “trasparenti”, con l’obiettivo di: favorire la partecipazione civica e il controllo democratico; promuovere il coinvolgimento di cittadini, imprese e associazioni nella gestione dei beni comuni; valorizzare le proposte che vengono dal basso e le iniziative spontanee; utilizzare il patrimonio informativo pubblico come fattore di sviluppo.

Naturalmente, in questo contesto, l’innovazione tecnologica è una leva fondamentale,  ma solo se viene inserita in una visione a 360 gradi; le tecnologie non sono fini a se stesse,  ma devono essere utilizzate per accelerare i processi di cambiamento, ridurre i costi e razionalizzare le risorse, migliorare i servizi pubblici esistenti e introdurne di nuovi, sostenere la crescita economica. In particolare bisogna saper cogliere e mettere a frutto le opportunità di condivisione, partecipazione e trasparenza che questi strumenti offrono. Insomma, l’innovazione tecnologica è un aspetto di una visione più ampia, che comprende anche innovazione organizzativa e istituzionale, e in cui rientra il concetto di Big Society  e il tema dell’innovazione sociale, a cui abbiamo dedicato un ampio dossier.

I “pilastri” dell’open government e le azioni previste

Su queste basi, il programma presentato oggi a Palazzo Vidoni individua tre linee di azione, in cui possiamo identificare tre “pilastri” dell’open government, e annuncia le attività avviate per ciascuna.

– Open data. Questo modello prevede di “liberare i dati pubblici”, ovvero renderli accessibili on line in formato aperto, per favorire il controllo sociale e consentire il loro riutilizzo per sviluppare applicazioni di pubblica utilità, che rendano più facile la vita di cittadini ed imprese.

Leggi l’editoriale di Gianni Dominici "Open Government e Open Data, la prospettiva e la speranza italiana"

È su questo “pilastro” che si concentrano le prime importanti azioni presentate oggi: il portale www.dati.gov.it, il portale italiano degli open data che raccoglie i dati aperti del Ministero e di numerose amministrazioni centrali e territoriali; e il contest Apps4Italy, un concorso aperto a cittadini, associazioni, comunità di sviluppatori e aziende, per progettare soluzioni utili basate sull’utilizzo di dati pubblici.

Leggi l’articolo di presentazione di dati.gov.it

Il contest, promosso dal Ministro per la PA e l’Innovazione e da un comitato di enti (tra cui Regione Piemonte e Istat) e di associazioni, aprirà il prossimo 20 novembre e si chiuderà il 10 gennaio 2012. La premiazione è prevista per il 20 gennaio, assieme alla presentazione del catalogo apps.gov.it, che conterrà tutte le applicazioni della PA e per la PA.

Leggi l’intervista a Gigi Cogo, membro del comitato AppsforItaly

– g-cloud. Sul g-cloud (government-cloud), il cloud computing per la PA, la discussione è aperta, tra chi sottolinea i vantaggi (riduzione dei costi, razionalizzazione delle infrastrutture, interoperabilità e cooperazione applicativa, accesso alle migliori applicazioni anche per le piccole amministrazioni, etc) e chi manifesta timori (soprattutto su privacy e continuità del servizio). Il cloud computing, comunque, rappresenta un’opportunità per l’efficienza e il risparmio che la PA non può ignorare. Il Ministro Brunetta ha annunciato oggi un censimento delle esperienze di g-cloud realizzate in Italia.

– PA 2.0. Condivisione e collaborazione sono le parole d’ordine della PA 2.0, un’amministrazione che vede i cittadini non come soggetti passivi ma come protagonisti attivi delle politiche e delle scelte. La PA 2.0 utilizza le nuove tecnologie e gli strumenti del web 2.0 per realizzare questo nuovo approccio nei rapporti con il cittadino. 

Consulta il dossier che raccoglie riflessioni e lavori preparatori "Verso l’Open government che parla italiano?"

Le slide presentate nel corso della conferenza stampa di oggi

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