Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Patto per la Giustizia a Bologna: la trasformazione digitale per servizi efficienti, tutela dei diritti e inclusione sociale

Home PA Digitale Patto per la Giustizia a Bologna: la trasformazione digitale per servizi efficienti, tutela dei diritti e inclusione sociale

Parlare di nuova frontiera del digitale significa prima di tutto parlare di una nuova cultura organizzativa, di nuovi modelli di relazione, di una gestione più orizzontale e meno verticale dell’organizzazione. Lo dimostra il percorso avviato a Bologna con il “Patto per la Giustizia”

17 Ottobre 2019

S

Michela Stentella

Content Manager FPA

Logo Giustizia Metropolitana

Valorizzare la collaborazione fra soggetti istituzionali diversi come “motore” dei progetti di innovazione e promuovere la trasformazione digitale come occasione di cambiamento del modo di lavorare e della cultura organizzativa della Pubblica Amministrazione. Questi i fattori di successo del “Patto per la Giustizia”, il protocollo d’intesa che, nell’area metropolitana di Bologna, ha favorito la nascita e il consolidamento di iniziative finalizzate a migliorare l’efficienza dei servizi pubblici, a rendere più certa la tutela dei diritti di cittadini e imprese e a favorire l’inclusione sociale.

Un progetto di innovazione organizzativa al quale, da quattro anni a questa parte, il Comune di Bologna dedica un convegno annuale (l’edizione 2019 si terrà il prossimo 8 novembre), come occasione di confronto e approfondimento a più voci, per “fare il punto” sullo stato di avanzamento delle attività, valutare risultati e criticità, individuare nuove direttrici di sviluppo.

Direttrici che sono parte integrante dell’agenda digitale della città di Bologna, che corre lungo quattro assi principali: innovazione dei servizi al cittadino; trasformazione digitale dei processi amministrativi; data e big data per la comunità; sviluppo delle competenze digitali.

Una trasformazione digitale in corso

Partendo dall’esperienza condotta nell’ambito della gestione dei flussi di lavoro con gli uffici del Tribunale, la trasformazione digitale punta ad interessare altre realtà del mondo Giustizia, l’ambito sanitario, quello socio-assistenziale, quello tributario e amministrativo, quello del riconoscimento della protezione internazionale.

Il Comune di Bologna si è dotato da tempo di una infrastruttura informatica (Giustizia Metropolitana), basata sui massimi standard di interoperabilità, che abilita al dialogo con il Processo Civile Telematico del Ministero della Giustizia e con altri sistemi.

Ha così potuto sviluppare nuove funzioni che oggi consentono ai funzionari accreditati dell’ente la gestione digitale (dematerializzazione) e telematica dei flussi documentali fra uffici comunali, uffici di altri enti territoriali (AUSL, etc.) e uffici del Tribunale, per procedimenti (deposito atti, consultazioni fascicoli digitali, gestione notifiche e comunicazioni a valore legale, pagamenti telematici) di:

  • Trattamento e Accertamento Sanitario Obbligatorio
  • Tutele, Curatele e Amministrazioni di Sostegno
  • Recupero crediti e pignoramenti presso terzi
  • Aggiornamenti di Stato Civile

I risultati

I risultati ottenuti parlano non solo di semplificazione della gestione dei flussi di lavoro, ma di cambiamenti culturali e organizzativi favoriti dalla trasformazione digitale.

Per l’Assessora Susanna Zaccaria, titolare della delega al progetto Patto per la Giustizia, si tratta di “un grande cambiamento, che vede risultati evidenti in termini di maggiore efficienza attraverso la riorganizzazione del lavoro, di risparmi di risorse e di tempo degli addetti, e che si muove nell’ottica di fornire al cittadino/utente servizi più accessibili ed efficienti”.

“La trasformazione digitale della gestione dei flussi di lavoro – aggiunge Castore Arata, Responsabile Ufficio Progetti Interistituzionali del Comune di Bologna – è ormai operativa in vari ambiti di attività e si è estesa alla gestione dei procedimenti di Stato Civile. Ultima in arrivo, una innovazione in materia di gestione dei ricorsi avverso sanzioni amministrative, che vedrà a breve il pieno coinvolgimento degli uffici del Giudice di Pace e della Prefettura.

È andata anche avanti – aggiunge Arata – la progettazione di un servizio chiamato ‘Sportello di prossimità’, servizio rivolto al cittadino e all’impresa con lo scopo di fornire assistenza in materia di informazione, consulenza orientativa e deposito telematico di atti relativi alla cosiddetta ‘Volontaria Giurisdizione’, come, ad esempio, le procedure di attivazione e gestione di amministrazioni di sostegno. Sono state sperimentate forme di collaborazione interistituzionale di successo, sono stati avviati processi di miglioramento e innovazione organizzativa che interessato gli uffici interni degli enti coinvolti e i servizi erogati ai cittadini/utenti, sono stati conseguiti risparmi di tempo e risorse pubbliche”.

Ancora trasformazione digitale: un’esperienza significativa

Un’esperienza di particolare significato è quella che ha visto la collaborazione fra Comune, Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale e Tribunale di Bologna per la gestione dei flussi documentali relativi ai procedimenti di ricorso avverso decisioni relative ai riconoscimenti di protezione internazionale.

Nato nell’ambito del Patto per la Giustizia, di cui i tre enti sono sottoscrittori, il progetto ha favorito il dialogo fra amministrazioni pubbliche diverse, realizzando così una soluzione che ha permesso agli uffici coinvolti una gestione strutturata, efficiente e sicura delle informazioni.

Il convegno dell’8 novembre sarà l’occasione per presentare in modo più puntuale gli effetti di cambiamento organizzativo prodotti dal progetto negli assetti e nella cultura degli enti interessati e per individuare possibili linee di sviluppo, tenendo conto che, dal 2018, la Regione Emilia-Romagna ha avviato il progetto “Justice ER” con l’obiettivo di “trasferire” le “buone pratiche” di Bologna agli altri contesti locali del territorio regionale.

Prospettive e sviluppi

“Abbiamo messo in piedi una modalità di lavoro, procedure e strumenti vincenti che ci stanno consentendo di aprire nuove strade alla digitalizzazione su tutti i fronti – commenta Pina Civitella, Responsabile U.I. Servizi Applicativi Comune di Bologna -. Questo progetto è un apripista, perché ha dimostrato la possibilità di innovare e trasformare profondamente il rapporto tra diversi soggetti pubblici, in primo luogo tra gli uffici comunali e gli uffici giudiziari.

Un passo non semplice, perché si trattava di coinvolgere soggetti esterni, istituzioni forti che hanno già una loro infrastruttura. Questo progetto per la prima volta ha gettato un ponte tra questi due mondi. Ci ha permesso di passare a un livello di collaborazione fattiva tra più soggetti e istituzioni utilizzando per la prima volta il digitale, quindi garantendo processi più efficienti e tempi più stretti”.

Un’esperienza particolarmente innovativa e unica nel suo genere, che conferma come parlare di nuova frontiera del digitale significhi prima di tutto parlare di una nuova cultura organizzativa, di nuovi modelli di relazione, di una gestione più orizzontale e meno verticale dell’organizzazione.


Per scoprire maggiori dettagli sul percorso che abbiamo raccontato in questo articolo, venerdì 8 novembre dalle 9.30 alle 14.00 a Bologna è in programma l’evento “La nuova frontiera del digitale. Patto per la Giustizia”

Il 26 novembre invece appuntamento a Roma nell’ambito di FORUM PA Città con il workshop “Giustizia metropolitana: strumenti interoperabili per la tutela dei diritti di cittadini e imprese

Su questo argomento

APP PA: l'elenco delle app ufficiali della Pubblica Amministrazione