Polo Strategico Nazionale PSN: che cos’è, strategia, costi e roadmap

Polo Strategico Nazionale (PSN): che cos’è, strategia, obiettivi, costi e realizzazione

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Ecco le principali caratteristiche del progetto Polo Strategico Nazionale (PSN), così come sono state definite dagli ultimi documenti strategici (PNRR, Strategia Cloud Italia)

30 Settembre 2021

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Redazione FPA

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Il progetto del Polo Strategico Nazionale (PSN) si innesta nel percorso di razionalizzazione e consolidamento del parco data center della PA, complementare – e per alcuni versi propedeutico – al processo di adozione del paradigma cloud nella gestione di dati e servizi pubblici. In questo approfondimento vogliamo illustrare le principali caratteristiche del progetto Polo Strategico Nazionale (PSN), così come sono state definite dagli ultimi documenti strategici (PNRR, Strategia Cloud Italia).

Cos’è il Polo Strategico Nazionale (PSN)

Il Polo Strategico Nazionale (PSN) è una nuova infrastruttura informatica a servizio della PA. Il PSN sarà localizzato e distribuito geograficamente sul territorio nazionale presso siti opportunamente identificati, al fine di garantire adeguati livelli di continuità operativa e tolleranza ai guasti. Più precisamente, Il PSN sarà articolato in almeno in quattro data center (due coppie ridondanti) distribuiti in due diverse regioni. Il PSN rappresenta, quindi, l’infrastruttura nazionale per l’erogazione di servizi Cloud la cui gestione e controllo devono essere autonomi da soggetti extra UE.

Il percorso del PSN

Il percorso rappresenta una delle azioni prioritarie individuate dalla Strategia crescita digitale 2014-2020, il documento che sostanzia l’Agenda Digitale italiana. L’obiettivo perseguito era porre rimedio alla forte frammentazione del patrimonio ICT della PA: circa 11.000 data center utilizzati dagli enti pubblici italiani, il 95% dei quali non in possesso di requisiti minimi di sicurezza, affidabilità, capacità elaborativa ed efficienza.

Il progetto PSN ha visto la luce con il primo Piano triennale per l’informatica pubblica (2017-2019), e nel corso degli anni ha subito diverse modifiche, alla luce dei cambiamenti registrati tra il 2017 e il 2021 nelle strategie nazionali in tema di infrastrutture e cloud della PA.

I contorni definitivi del progetto hanno preso forma nel corso dell’ultimo anno, a seguito del cambio di strategia imposto dal governo nel febbraio 2020, con l’obiettivo di perseguire l’indipendenza del cloud italiano e la “sovranità digitale” su dati considerati critici per la vita del paese.

A seguito dell’esplosione della pandemia Covid-19, il PSN ha poi trovato spazio nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che dedica al progetto un investimento specifico (M1C1.1 – Investimento 1.1: Infrastrutture digitali), con un costo complessivo di 900 milioni di euro.

I dettagli del progetto sono ora stati delineati dal Dipartimento per la Trasformazione digitale, cui è affidato il coordinamento delle attività di realizzazione del PSN.

Il 7 settembre 2021 il ministro Colao ha presentato il Documento sintetico di indirizzo strategico per l’implementazione e il controllo del Cloud della PA. Il PSN rappresenta uno dei tre pilastri della strategia, insieme alla classificazione dei dati e dei servizi gestiti dalle amministrazioni e alla qualificazione dei servizi Cloud utilizzabili dalla PA.

Come è articolata la governance del progetto

La creazione del Polo Strategico Nazionale è condotta dal Dipartimento per la trasformazione digitale.

La gestione operativa dell’infrastruttura sarà affidata a un operatore economico, selezionato attraverso l’avvio di un partenariato pubblico-privato ad iniziativa di un soggetto proponente. Il fornitore qualificato (molto probabilmente un RTI) sarà individuato sulla base di opportuni requisiti tecnico-organizzativi. In particolare, il fornitore dovrà garantire il controllo sui dati in conformità con la normativa in materia, nonché rafforzare la possibilità della PA di negoziare adeguate condizioni contrattuali con i fornitori di servizi Cloud.

Obiettivi e classificazione di dati e servizi pubblici

Obiettivo del Polo Strategico Nazionale è ospitare dati e servizi considerati critici e strategici.

In base alla classificazione prevista dalla nuova Strategia Cloud Italia, i dati e i servizi della PA sono infatti catalogati in base al danno che una loro compromissione, in termini di confidenzialità, integrità e disponibilità, provocherebbe al sistema Paese.

Le classi individuate sono tre:

  • Strategico: dati e servizi la cui compromissione può avere un impatto sulla sicurezza nazionale;
  • Critico: dati e servizi la cui compromissione potrebbe determinare un pregiudizio al mantenimento di funzioni rilevanti per la società, la salute, la sicurezza e il benessere economico e sociale del Paese;
  • Ordinario: dati e servizi la cui compromissione non provochi l’interruzione di servizi dello Stato o, comunque, un pregiudizio per il benessere economico e sociale del Paese.

Il PSN ospiterà le prime due categorie di dati, in base alla qualificazione dei Servizi Cloud contenuta nella nuova strategia.

Quali sono le amministrazioni in perimetro

La migrazione di dati e servizi verso il PSN coinvolge i dati e i servizi critici e strategici di circa 280 amministrazioni:

  • tutte le amministrazioni centrali (circa 200);
  • le Aziende Sanitarie Locali (ASL);
  • le principali amministrazioni locali (Regioni, Città metropolitane, Comuni con più di 250 mila abitanti).

Le amministrazioni in perimetro sono state divise in tre gruppi, in base a un ordine di priorità nella migrazione:

  • Gruppo 1: 95 pubbliche amministrazioni centrali di classe B (secondo la classificazione di AgID) e 80 ASL (indicate dal PNRR) à amministrazioni che devono essere migrate con urgenza perché operanti con infrastrutture considerate insicure e critiche.
  • Gruppo 2: 13 pubbliche amministrazioni centrali di categoria A (secondo la classificazione di AgID) che dispongono di infrastrutture sufficientemente sicure e quindi in grado di erogare servizi strategici in autonomia. Possono utilizzare i servizi erogati dal PSN in funzione delle loro esigenze.
  • Gruppo 3: 93 pubbliche amministrazioni centrali di categoria B con una domanda non significativa di infrastrutture informatiche e principali amministrazioni locali.

I costi per la costruzione del PSN

Alla costruzione del PSN sono destinati 900 milioni di euro, nell’ambito dell’investimento del PNRR su “Infrastrutture digitali”, inserito nella Missione 1, Componente 1, Ambito di intervento 1 – Digitalizzazione PA.

La roadmap di realizzazione

Sono previsti i seguenti step da qui al 2026:

  • 2021: avvio di un partenariato pubblico-privato per individuare l’operatore economico che avrà il compito di gestire l’infrastruttura. La pubblicazione del bando è prevista nel secondo semestre 2021 (comunque entro dicembre).
  • 2022: implementazione del PSN, per raggiungere la piena operatività entro dicembre.
  • 2023-2026: migrazione delle PA in perimetro verso la nuova infrastruttura:
    • obiettivo intermedio: almeno 100 PA migrate entro settembre 2024;
    • obiettivo finale: 280 PA migrate entro giugno 2026.

Fonti utili e di riferimento per questo articolo

5 Ottobre, 2021 ore 10:00

Strategie nazionali per il PSN: il ruolo di Istat e delle grandi amministrazioni centrali

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