SPID: riconoscimento digitale presso i Comuni, grazie al RAO pubblico

SPID: riconoscimento digitale presso i Comuni, grazie al RAO pubblico

Home PA Digitale SPID: riconoscimento digitale presso i Comuni, grazie al RAO pubblico

Le amministrazioni che aderiscono al modello di RAO (Registration Authority Officer) pubblico possono verificare l’identità personale dei cittadini, primo passo necessario per richiedere SPID. Ecco i Comuni che hanno aderito e la testimonianza di alcuni di loro

4 Marzo 2021

S

Michela Stentella

Content Manager FPA

Photo by Scott Graham on Unsplash - https://unsplash.com/photos/5fNmWej4tAA

Supportare i cittadini nell’attivazione dello SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale che tra l’altro, a partire dal primo marzo scorso, è diventato insieme alla CIE (Carta d’Identità Elettronica) l’unico sistema di identificazione rilasciabile per l’accesso ai servizi digitali, come previsto dal Decreto Semplificazioni (fermo restando la possibilità di utilizzare le credenziali già rilasciate in precedenza, anche se non oltre il 30 settembre 2021). Con questo obiettivo AgID ha emanato già nel novembre 2019 la prima versione delle “Linee Guida per la realizzazione di un modello di R.A.O. pubblico”.

Il RAO è il soggetto incaricato di verificare l’identità personale dei cittadini che vogliano dotarsi dello SPID e, attraverso le Linee Guida, si è voluto permettere alle PA di effettuare questo primo passaggio necessario per il rilascio dell’identità digitale SPID da parte degli Identity Provider accreditati. In pratica, il sistema prevede che i cittadini si rechino presso lo sportello delle pubbliche amministrazioni aderenti per farsi riconoscere, ricevano via e-mail un file (token) che possono usare da casa per richiedere e ottenere l’identità SPID presso uno dei gestori aderenti al sistema.

Sul sito di AgID sono disponibili tutte le informazioni per le pubbliche amministrazioni interessate a svolgere questa attività.

Ma quanti e quali amministrazioni sono diventate RAO pubblico? Non molte, a quanto si può vedere dall’elenco pubblicato sul sito dello SPID, che conta 15 Comuni, oltre al CST Consorzio Sannio.it (aggregazione di Enti Locali, tutti ricadenti nella provincia di Benevento, costituito da 52 Comuni, 4 Comunità Montane, divenute 3 a seguito della riorganizzazione regionale e dall’Ente Provincia di Benevento). Comuni per lo più di medie-piccole dimensioni, eccezion fatta per Genova, Udine, Cremona. Ecco l’elenco: Preganziol, San Fior, Vobbia, Gussago, Gardone Val Trompia, Porto Sant’Elpidio, Pietraroja, Apollosa, Ostuni, Melizzano, Ronco Scrivia, Caselette.

Il Comune di Genova è stato, nell’ottobre scorso, il primo Comune abilitato al rilascio di SPID e il servizio è ora disponibile presso diversi uffici comunali, ma anche presso le Biblioteche comunali e Sportelli all’interno dei Municipi. “Questa iniziativa – aveva commentato Massimo Nicolò, assessore alla Salute dei cittadini, Informatica, Servizi civici, Anagrafe – si inserisce in un progetto molto più ampio di innovazione e digitalizzazione di tutti servizi dedicati al cittadino che il Comune di Genova sta portando avanti. Si tratta di un progetto che andrà a migliorare e semplificare i rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione, prestando attenzione e supportando tutti coloro che hanno poca familiarità con i moderni sistemi digitali. L’obiettivo è poter erogare servizi rapidi, semplici ed efficienti in una modalità che consente al cittadino di operare da casa, senza doversi recare agli sportelli ed annullando così tempi di attesa ed eventuali assembramenti, che soprattutto in questo momento storico dobbiamo eliminare”.

Un Comune di 17mila abitanti è stato, invece, il primo Comune in Lombardia (e il sesto in Italia) ad attivare, a fine dicembre 2020, lo sportello Rao all’interno dell’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp). Giovanni Coccoli, sindaco di Gussago, ci spiega che questa scelta si inserisce in un percorso più ampio: “A giugno 2020 siamo riusciti ad attivare il nostro sportello telematico per il cittadino che si chiama HUB, un progetto che era partito prima della pandemia e che consente al cittadino di accedere da casa a diversi servizi e svolgere molte pratiche con l’amministrazione comunale. Era un obiettivo che avevamo da tempo e l’abbiamo concretizzato in un periodo in cui, appena usciti dalla prima ondata del Covid, era diventato indispensabile evitare code e assembramenti, anche gli uffici comunali. È interessante notare, poi, come la maggior parte dei contatti siano di sera o nel nel fine settimana, il che evidenzia i vantaggi di un servizio a cui puoi accedere quando sei libero dagli impegni familiari o di lavoro”.

“Ovviamente l’accesso a questi servizi spesso richiedeva proprio l’utilizzo di SPID – aggiunge Coccoli – e a questo si è poi sommata tutta la parte di richiesta di contributi stanziati per l’emergenza. Abbiamo fatto per esempio un grosso bando in favore delle attività commerciali e produttive del territorio per contributi di sostegno alla crisi e anche in questo caso si doveva accedere alla richiesta tramite SPID. Abbiamo quindi scelto di aderire alla possibilità di diventare RAO pubblico”.

“La richiesta di riconoscimento digitale per l’attivazione di SPID ha avuto poi un’esplosione nel periodo delle feste natalizie, per via del cashback. Noi facciamo questo servizio tutti i giorni su appuntamento, è un servizio molto apprezzato e che ci richiede pochi minuti di lavoro per rispondere a un’esigenza di supporto che avevamo constatato come molto sentita”.

Il tutto all’interno del percorso più ampio di digitalizzazione avviato dall’amministrazione comunale, come ci racconta il sindaco: “Siamo partiti da poco con il progetto Smart Polis, un progetto di Comune digitale che non prevede solo l’offerta di servizi tecnologicamente avanzati, ma è un progetto di formazione, educazione e inclusione digitale. Copre una fascia 0-99 anni, diviso per gruppo, con momenti di formazione che sono partiti l’11 febbrario scorso con la categoria commercianti e attività produttive sul tema della cybersecurity. Vogliamo così favorire una cultura digitale che in italia manca ancora troppo, basti pensare ai dati del DESI 2020. Dobbiamo offrire servizi digitali, ma anche accompagnare gli utenti affinché conoscano le potenzialità, ma anche i rischi del digitale”.

Passiamo ora a un Comune ancora più piccolo, con soli 2.700 abitanti: il Comune di Apollosa, alle porte di Benevento. Anche in questo caso, la scelta di diventare RAO pubblico si inserisce in una “scelta digitale” a monte, come ci racconta il sindaco Marino Corda: “Sono già quasi quattro anni che abbiamo attivato Pago PA, abbiamo subito aderito ad ANPR, rilasciamo da tempo carte di identità digitali, abbiamo tutto in cloud, abbiamo un processo di protocollazione degli atti con archiviazione immediata di tutti i documenti, ci siamo quindi mossi per cercare di innovare e dematerializzare”.

“Abbiamo attivare questo servizio a metà gennaio 2021 ed è stato molto semplice, anche perché siamo stati supportati dal Consorzio Sannio.it di Benevento – aggiunge il sindaco -. Anche se siamo una piccola realtà dare la possibilità ai cittadini di rivolgersi al Comune, che soprattutto nelle piccole comunità diventa davvero un punto di riferimento, per noi è fondamentale. Abbiamo un solo ufficio postale e ora poter venire in Comune per l’identificazione necessaria per il rilascio di SPID, e poter venire anche di pomeriggio, lo rende un servizio molto apprezzato”.

“Spesso i sindaci in modo colpevole non prestano molta attenzione ad alcune opportunità che si presentano – conclude il sindaco Corda – vedono queste cose come lontane, invece sono importanti. Un esempio? Con il lockdown ci siamo trovati costretti a usare le tecnologie per lavorare da remoto, ma noi non abbiamo avuto problemi perché avevamo già tutto in cloiud. È nata questa consapevolezza sia nella PA che nei cittadini di dover utilizzare strumenti informatici. Il nostro passo ulteriore sarà implementare la App IO con i nostri servizi”.

Su questo argomento

FORUM PA 2021: ecco i tre innovatori della PA vincitori del premio “Rompiamo gli schemi”