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Lo stato dell’arte in Sicilia dopo la Legge Regionale sulla semplificazione
Il 5 aprile 2011 la Regione Siciliana ha varato una legge regionale per la trasparenza, la semplificazione, l’efficienza, l’informatizzazione della Pubblica Amministrazione e l’agevolazione delle iniziative economiche. La legge mette ordine in una situazione di forte stratificazione fra competenze regionali e competenze statali che in passato ha creato notevoli difficoltà realizzando tra l’altro un’importante mappatura dei procedimenti regionali e nazionali che ricadono sul territorio siciliano. Un’importante novità introdotta dalla legge è l’assegnazione di responsabilità per la mancata emanazione dei provvedimenti finali, una norma con la quale il tempo perso dalle aziende per responsabilità pubbliche diventa un bene risarcibile.
Le novità della proporzionalità: le semplificazioni in materia di ambiente
In apertura del suo intervento, Maria Carmela Giarratano approfondisce il concetto di proporzionalità da un punto di vista storico e applicativo, per poi dedicarsi subito dopo alla considerazione di come per fare semplificazione si debba partire dalle basi, ovvero dalla produzione normativa. Al Ministero dell’Ambiente i macro-settori autorizzativi riguardano la tracciabilità dei rifiuti, le emissioni in atmosfera, le autorizzazioni allo scarico di acque reflue e l’impatto acustico. Se per il primo è stato adottato il sistema SISTRI per la lotta alle ecomafie, e il secondo presenta caratteristiche più complesse, per il terzo e il quarto sono state attivate procedure di consultazione che hanno portato a efficaci interventi di semplificazione che la Giarratano illustra nel dettaglio.
La nuova agenda della qualità della regolazione: la Smart regulation
La riforma della regolamentazione e la riforma organizzativa dell’amministrazione pubblica sono due mondi che l’intervento di Lorenzo Allio propone di interpretare insieme. Gli strumenti di controllo e coordinamento propri della strategia di better regulation si conoscono, eppure il problema dell’inflazione regolamentativa sembra essere un problema ben lungi dall’essere risolto. Forse però il problema non è solo nella quantità delle regole, ma anche nel modo in cui esse vengono comunicate e integrate tra loro. La Smart Regulation – al centro della nuova Agenda sulla Qualità della Regolazione della Commissione Europea – considera tutto il ciclo politico di formazione delle norme. Allio nel suo speech ne approfondisce i nuclei di contenuto e le procedure indicate.
La semplificazione secondo la geometria non euclidea
Attraverso l’analogia con lo sviluppo delle geometrie non euclidee, Alessandro Natalini introduce nel suo intervento alcuni elementi di riflessione per considerare quella della semplificazione un’azione che va portata avanti su più piani. In una situazione in cui esiste forte sovrapposizione di competenze istituzionali, per semplificare dobbiamo ragionare su una superficie in cui interagiscono più livelli di governo determinando nel piano incurvature e discontinuità. Le domande allora sono: come si fa la misurazione su materie che in ciascun paese comunitario e in ciascuna Regione o Comune sono disciplinate in modo diverso? Come si realizzano interventi di semplificazione che limitino le difformità dannose in ciascun contesto? In definitiva, come si semplificano procedimenti che coinvolgono più livelli di governo?
Valutazione delle performance e semplificazione dell’azione amministrativalificazione
Andrea Simi prende la parola dopo gli interventi delle associazioni imprenditoriali per sottolinearne i passaggi nodali e precisare due punti. Il primo: l’attuazione della riforma Brunetta è stata rallentata dalla mancanza delle risorse, ma potrebbe avere una nuova spinta dalla comprensione comune che ormai anche gli avanzamenti di carriera possono dipendere fortemente dalla valutazione. Il secondo: nel Decreto Sviluppo ancora non è sufficientemente sottolineata l’esigenza della limitazione del gold plating, fenomeno che bisogna affrontare con ancora maggiore determinazione
Il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali nelle politiche di semplificazione
Andrea Simi conclude il panel dedicato al ruolo delle Regioni e degli Enti Locali ripercorrendo gli interventi dei diversi relatori e soffermandosi sugli obbiettivi della seconda fase di semplificazione, che deve essere caratterizzata da un’opera di disboscamento normativo a seguito di precise attività di misurazione e dall’adozione di precise metodologie condivise. Una battuta specifica Simi la dedica alla valutazione ex ante delle norme sugli oneri amministrativi, una pratica che a suo avviso sarebbe da rafforzare con urgenza.
Le Agenzie delle Imprese, ovvero come l’intervento di soggetti privati può semplificare i procedimenti amministrativi
In Italia il 70% dei procedimenti amministrativi non sono discrezionali e quindi non c’è necessità che vengano evasi dalla Pubblica Amministrazione. Il D.Lgs. 112/2008 ha decretato che questo tipo di procedimenti possono essere svolti anche da soggetti privati che affiancano o sostituiscono gli Sportelli Unici per le Attività Produttive. Le organizzazioni della piccola e media impresa, aderenti a Rete Imprese Italia, Confartigianato, Confesercenti, CNA, Confcommercio e Casartigiani si stanno muovendo per questo importante appuntamento che sta entrando nella fase operativa. Giulio Baglione illustra ciò che sta facendo CNA in questo senso, dalla richiesta di accreditamento alla costituzione di un Comitato Ispettivo Interno per garantire la validità delle azioni svolte.
La misurazione degli oneri amministrativi e la valutazione dei risultati
Francesco Sarpi spiega nel dettaglio la metodologia utilizzata dal MOA per la misurazione degli oneri amministrativi sostenuti dalle imprese. Stimare i costi della burocrazia fornisce un contributo determinante per definire interventi mirati di semplificazione: definisce un obiettivo comune, riduce il rischio di battaglie di principio, diffonde un linguaggio condiviso e induce a seguire un criterio che mette in relazione costi ed efficacia dei procedimenti amministrativi. L’attività di misurazione – conclude Sarpi – conferma l’importanza di lavorare assieme alle associazioni di categoria e alle altre amministrazioni lungo un percorso di riduzione comune.
Semplificare ascoltando: il ruolo della consultazione
Andrea Tardiola presenta i meccanismi di partecipazione che sono stati inseriti all’interno dell’intero sistema di Misurazione degli Oneri Amministrativi. In ultimo, Tardiola si concentra su Burocrazia: diamoci un taglio!: una forma di consultazione aperta a qualunque cittadino, professionista e organizzazione. Dopo 18 mesi dal lancio, l’iniziativa ha raccolto circa 400 storie (di cui 160 prese in carico da Linea Amica), la cui provenienza territoriale è equidistribuita tra le macroregioni. Il processo di consultazione – conclude Tardiola – genera capitale umano e migliora la capacità di comprensione non solo della PA, ma anche degli stakeholder.
Semplificazione amministrativa: novità, risultati e nuove sfide
Silvia Paparo apre i lavori della Giornata della Semplificazione 2011, il cui intento è dare voce ai protagonisti del processo di semplificazione: alle associazioni imprenditoriali, a chi opera nelle amministrazioni, e agli esperti che hanno animato la task force per la Misurazione degli Oneri Amministrativi. L’attività di misurazione – spiega la Paparo – ha evidenziato un’assenza di proporzionalità negli oneri, un elevato ricorso a soggetti esterni da parte delle aziende, una sovrapposizione degli adempimenti amministrativi tra livelli di governo e tra diversi settori e una stratificazione degli adempimenti nel tempo. Il Piano Nazionale di Riforma assume in questo ambito l’obiettivo di ridurre del 25% gli oneri amministrativi.
Riorganizzare per semplificare: la sfida di Roma Capitale
Nel febbraio 2011 Roma Capitale ha presentato il primo Piano Strategico di Sviluppo della città, da quest’evento Di Gregorio parte per illustrare le attività di semplificazione portate avanti dall’Istituzione Roma Capitale, ex Comune di Roma. Già questa prima riformulazione istituzionale – che porta ad un territorio amministrato pari alla somma delle 9 maggiori città italiane dopo Roma – è un primo passaggio verso la semplificazione. Dalla reingegnerizzazione, l’accentramento e la razionalizzazione delle strutture del Comune – dice Di Gregorio – nascerà infatti un’architettura cittadina più snella e più efficace.
L’Italia a confronto con i paesi avanzati
L’intervento di Siriana Salvi intende fare il punto sulla qualità della regolazione in Italia a confronto con quella degli altri Paesi avanzati partendo dalle molte indagini svolte in materia. Dai benchmarking internazionali emerge come il quadro normativo italiano sia molto avanzato, come in Italia vi sia un elevata capacità istituzionale e di disegno delle politiche, ma come contemporaneamente l’ambiente regolatorio sia molto rigido e si debbano scontare notevoli ritardi dal punto di vista del sistema fiscale, del mercato del lavoro e della giustizia civile. Se il punto di partenza del processo – a livello normativo – è dunque piuttosto buono, la situazione peggiora al momento di misurare i risultati applicativi e ancor più si fa grave in termini di percezione da parte dei cittadini e delle imprese.