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La reputazione della Pubblica Amministrazione: in questo paese, può l’impiegato pubblico essere un alleato del cittadino? E può cambiare il modo di vedere la P.A. da parte del cittadino?

Partendo da un recente fatto di cronaca (l’assassinio di due impiegate della Regione Umbria), il seminario si propone, anche con l’ausilio di video, di analizzare la percezione del dirigente pubblico da parte della società civile. Nella discussione saranno coinvolti anche psicologi, l’associazione dei dirigenti della PA (AIDP.pa), studenti delle scuole superiori e la Regione Umbria. L’obiettivo è riflettere sul tema del valore del Lavoro Pubblico, valorizzare l’impegno della PA italiana in termini di legalità e promuovere una PA in grado di porsi obiettivi in piena sintonia con la sensibilità civile dei cittadini.

La reputazione della Pubblica Amministrazione

Opportunità di studi europei sostenute dal Ministero degli Affari Esteri

Nell’ambito delle proprie attività di promozione della mobilità studentesca e della internazionalizzazione del sistema universitario italiano, l’Ufficio VII della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero Affari Esteri finanzia borse di studio ed opportunità di studio in materie attinenti al diritto comunitario e all’integrazione nelle istituzioni europee.

L’officina fornirà una disamina di tali opportunità e del loro funzionamento.

Due modelli di integrazione europea nell’istruzione e nella promozione culturale: le scuole europee e la rete EUNIC

Due fori internazionali, indipendenti dall’Unione Europea ma ad essa strettamente legati (vi partecipano i 27 Stati membri) contribuiscono a rafforzare l’integrazione continentale negli ambiti dell’istruzione e della cultura.

 

Il sistema delle Scuole Europee (www.eursc.eu), nato nel 1953 a Lussemburgo con l’intento di garantire la scolarizzazione dei figli dei funzionari delle nascenti istituzioni comunitarie, è oggi una rete che comprende 14 scuole in 7 Paesi: 5 in Belgio, 3 in Germania, 2 in Lussemburgo, 1 ciascuna in Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi e Italia (Varese). Ne beneficiano ogni anno oltre 20 mila studenti europei, i quali dopo un percorso multiculturale organizzato in sezioni linguistiche raggiungono il Baccalaureato Europeo valido in tutti gli Stati aderenti. Recentemente sono nate Scuole Europee accreditate, ovvero scuole nazionali abilitate al rilascio del titolo di studio europeo, come la Scuola per l’Europa di Parma. L’organo decisionale del sistema è il Consiglio Superiore dove l’Italia è rappresentata dal Ministero degli Esteri, in stretto raccordo con i Ministeri dell’Istruzione, Università e Ricerca e dell’Economia e Finanze.

 

La rete EUNIC – European National Institutes for Culture (www.eunic-online.eu) riunisce, mediante un approccio non governativo, le istituzioni e le agenzie nazionali attive nel campo della promozione culturale nel mondo. Ne fanno parte oltre 30 organizzazioni dei 27 Paesi membri dell’UE: a livello centrale l’Italia è rappresentata dal Ministero degli Affari Esteri e dalla Società Dante Alighieri. Vi sono inoltre circa 90 clusters o sezioni locali, ciascuna con un proprio programma di attività finalizzato a rafforzare la cultura europea e l’interazione tra i vari attori nazionali: il nostro Paese è presente in oltre 65 di essi, con Istituti di Cultura, Ambasciate, Consolati o Comitati Dante Alighieri. La prossima Assemblea Generale, in programma dal 12 al 14 giugno a Lovanio (Belgio), sarà chiamata ad approvare i documenti strategici che delineeranno la futura azione di EUNIC, in raccordo con la Commissione Europea e con il Servizio Europeo di Azione Esterna.

Twitter diplomacy

La diplomazia è stata tradizionalmente rappresentata nell’immaginario collettivo come qualcosa di segreto, gestita da pochi attori, con un’opinione pubblica relegata ad un ruolo passivo o del tutto inesistente. Nel corso dell’ultimo decennio, Internet, e in particolare i social media, hanno inaugurato una nuova era anche per i diplomatici. Distanze e tempi si sono ulteriormente ridotti, con un aumento esponenziale del flusso di informazioni condivise.

In particolare, i social media avvicinano la politica e la diplomazia ad un pubblico globale, permettendo di raggiungere ampie fette di popolazione che fino ad oggi erano di fatto escluse dalle grandi scelte di politica estera. Ad esempio, con solo 140 caratteri, Twitter crea e trasmette notizie e opinioni in tempo reale, in modo semplice e conciso, creando un dialogo virtuale ma molto efficace tra attori della diplomazia e cittadini.

Il cambiamento è caratteristica genetica della diplomazia. Nei secoli, ogni rivoluzione tecnologica ha cambiato il modo con il quale la diplomazia opera e comunica. Avvicinando la politica estera ai cittadini, Twitter ha due grandi effetti positivi: favorisce uno scambio virtuoso di idee tra i responsabili politici e la società civile, e migliora la capacità dei diplomatici di raccogliere informazioni e di anticipare, analizzare, gestire e reagire agli eventi. Oggi, da Washington a Bucarest, da Tunisi a Pechino, decine di ambasciate e consolati hanno almeno un profilo ufficiale su un social network, rafforzando ed espandendo in tal modo la portata globale della nostra politica estera e la nostra interazione con i cittadini stranieri, nonché con i nostri cittadini in tutto il mondo.

Il diritto alla Salute in Afghanistan: Il contributo della Cooperazione Italiana

Nel 2010 la Cooperazione Italiana e il Ministero della Sanità afghano hanno stabilito di focalizzare gli interventi sanitari su due aree geografiche: le province di Herat e Kabul.

Con questo obiettivo nasce il “Programma di Sostegno alla realizzazione dei Programmi sanitari Nazionali nelle Province di Kabul ed Herat” che affida parte della gestione del finanziamento italiano direttamente al Governo afghano.

Le istituzioni sanitarie beneficiarie a Kabul sono il Ministero della Sanità, l’Ospedale Esteqlal e tre Comprehensive Health Centers; a Herat, invece, gli aiuti sono diretti all’Ospedale Regionale Pediatrico, al Pronto Soccorso e al Centro Ustionati dell’Ospedale Generale Regionale, alla Centrale delle Ambulanze e al Dipartimento Provinciale della Sanità.

Le aree di intervento del programma sono:

  1. Assistenza tecnico-finanziaria a MOPH e Dir. Provinciale della Sanità di Herat (PPHD), con attività di “capacity building” dei funzionari degli uffici tecnici centrali e periferici del Ministero della Sanità;
  2. Sostegno allo sviluppo dell’Ospedale Esteqlal di Kabul (e di tre centri di salute) e dell’Ospedale Pediatrico di Herat attraverso un master plan che definisce in dettaglio i lavori architettonici, strutturali e di impiantistica necessari per la loro riqualificazione in un’ottica di sostenibilità e riproducibilità degli interventi;

Realizzazione della Centrale delle Ambulanze di Herat.

Le evacuazioni sanitarie internazionali: le procedure nazionali, a cura del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero della Salute

Le attività di Profilassi Internazionale e di vigilanza sanitaria di frontiera si espletano sui mezzi di trasporto provenienti da Paesi nei quali potrebbero essere in atto focolai epidemici che, attraverso le persone presenti a bordo e gli stessi mezzi potrebbero essere importati nel Paese e trovare ulteriore diffusione.

Il vigente Regolamento Sanitario Internazionale prevede modalità di comunicazione tra gli Stati per la condivisione di informazioni relative a minacce per la salute e la messa in atto di adeguate misure di prevenzione e controllo.

Alle azioni previste dalla normativa vigente sono da aggiungersi quelle da adottare in ulteriori situazioni in cui la malattia non rappresenta un evento in attesa e non programmabile, bensì la motivazione stessa del viaggio. Si tratta in questi casi in genere di voli o di trasporti via mare che hanno lo scopo di trasferire il paziente da zone in cui non si potrebbero garantire procedure diagnostiche e terapeutiche di un certo livello oppure di cittadini italiani ammalatisi durante la permanenza all’estero per motivi di lavoro o turistici.

A queste sono da aggiungersi anche le procedure urgenti di evacuazione medica da navi non dirette in Italia ma per le quali l’evento urgente a carico di un passeggero si palesa in prossimità delle coste italiane, attivando la complessa catena di soccorso in mare, oppure di aeromobili dirottati a seguito di situazioni sanitarie a bordo che necessitano di assistenza medica immediata.

La cooperazione italiana nel settore sanitario

La sanità costituisce uno dei settori prioritari dell’intervento della Cooperazione Italiana poiché, oltre a essere annoverata tra i diritti universali, è la condizione essenziale per lo sviluppo umano ed economico delle popolazioni.

Dal punto di vista strategico, la Cooperazione mira al rafforzamento dei sistemi sanitari di base, sostenendo quelle azioni che promuovono misure adeguate a contrastare i fattori di rischio sociali e ambientali, garantire la promozione della salute e la prevenzione delle malattie e potenziare servizi a favore delle classi più vulnerabili (donne e bambini).

L’azione della Cooperazione a sostegno della sanità si avvale di più strumenti: il dono in via bilaterale, per il sostegno generale o settoriale ai governi nazionali e interventi mirati a favore delle comunità o tramite il canale multilaterale, con il sostegno alle principali organizzazioni internazionali attive in campo sanitario (principalmente OMS, UNICEF, UNFPA, ecc.)

Per dotarsi di uno strumento adeguato e comprensivo che possa orientare il proprio intervento, la Cooperazione ha elaborato e approvato il documento “Salute Globale: i principi guida della Cooperazione Italiana”, che viene aggiornato periodicamente per tenere conto dei mutati contesti politici ed economici che influenzano le modalità di intervento.

Lotta alle malattie infettive in Africa: i casi della Tanzania e del Burkina Faso

L’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani Roma (INMI), in collaborazione con la Cooperazione Italiana è impegnato dal 2006 in Tanzania nella realizzazione di programmi di cooperazione sanitaria.

La strategia di intervento si articola in 4 punti qualificanti:

  • formazione del personale locale sanitario;
  • assistenza tecnica nel trasferimento di tecnologia, competenza e sapere;
  • dialogo istituzionale con le autorità sanitarie nazionali ed internazionali per indirizzare le politiche sanitarie;
  • svolgimento di ricerche operative per indirizzare le nuove politiche sanitarie del paese.

 

Nel campo delle malattie infettive, la malariologia italiana ha contribuito in modo determinante alle scoperte che hanno gettato le basi dei successi ottenuti nelle campagne di controllo nelle aree a clima temperato. All’inizio degli anni 80, la Cooperazione Italiana con il supporto tecnico dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Università di Roma “La Sapienza”, avviò programmi di lotta alla malaria in Africa sub-Sahariana. In particolare in Burkina Faso si creò e sostenne per quasi vent’anni il Centro Nazionale di Ricerca e Formazione sulla Malaria (CNRFP). Tale Istituzione è attualmente considerata tra i più accreditati Centri di Ricerca in Africa sub-Sahariana nel campo della lotta alla malaria.

Prevenzione e gestione dei sistemi sanitari: i casi dell’Etiopia e della Tunisia

La Cooperazione Italiana in Etiopia ha una lunga storia, avendo avuto inizio nel 1973. Il contributo italiano si è articolato su due piani: quello della fornitura di risorse aggiuntive, sia in termini finanziari che di infrastrutture e attrezzature, e quello dell’assistenza tecnica nella definizione del piano strategico nazionale e delle relative politiche di salute. Grazie al sostegno all’HSDP (Health Sector Development Program) gli indicatori sanitari in Etiopia sono migliorati sia in termini di stato di salute della popolazione che di copertura dei servizi. 

Il programma di lotta contro il cancro al seno in Tunisia ha lo scopo di rafforzare l’accesso alla diagnosi precoce per le donne a rischio in due regioni della Tunisia: Jendouba e Gafsa.

Gli operatori locali hanno avviato il decentramento delle strutture oncologiche e sensibilizzato la popolazione mentre la formazione è stata rivolta al personale medico e paramedico degli ospedali e delle strutture di salute di base.  

 

CinemArena è una carovana itinerante che comunica alle comunità più disagiate dei Paesi in Via di Sviluppo campagne sociali importanti attraverso la proiezione di cortometraggi su tematiche socio – sanitarie di fondamentale importanza per la loro esistenza: prevenzione contro l’Aids, il colera e la malaria, promozione della salute materno-infantile, dei diritti umani, sensibilizzazione contro la violenza domestica e sui rischi delle mine inesplose, alfabetizzazione delle bambine.

CinemArena in Kenya per la prevenzione dell’AIDS

Piano di Azione Disabilità della Cooperazione Italiana e buone pratiche realizzate

Le persone con disabilità nel mondo sono circa il 15% della popolazione mondiale e si stima che la maggior parte di esse viva nei Paesi in via di sviluppo.

Nel novembre 2010 la DGCS ha approvato il documento “Linee guida sulla Disabilità” che è stato redatto sulla base degli enunciati della Convenzione ONU sulle persone con disabilità del 2006. Le Linee Guida prevedevano la redazione di un Piano di Azione per la loro applicazione.

A tal fine è stato costituito nel 2011 il “Tavolo di Lavoro” MAE/DGCS – RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo costituita da AIFO, DPI Italia Onlus, EducAid e FISH).

Il processo di redazione del Piano di Azione sulla disabilità della DGCS prevede il coinvolgimento di rappresentanti di istituzioni italiane, della cooperazione decentrata, della società civile, di centri di ricerca e del mondo accademico  riuniti in gruppi di lavoro tematici.

Sulla base delle Linee Guida su citate la Cooperazione Italiana ha realizzate delle buone pratiche. Si cita il progetto in Kosovo,  risultato di una complessa collaborazione fra le istituzioni nazionali a livello centrale e locale, le associazioni, le organizzazioni delle persone con disabilità  e le organizzazioni Internazionali che ha portato all’approvazione da parte del Governo del Kosovo del “National Disability Action Plan”. Il progetto prevede, tra l’altro,  la crescita delle competenze in ambito inclusivo nella municipalità di Gjilan realizzate attraverso la collaborazione del CCOMS su “International Classification of Functioning”.