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La flessibilità nel mercato del lavoro attraverso l’indagine ISFOL PLUS

L’Isfol realizza da diversi anni l’indagine PLUS (Participation Labour Unemployment Survey), una rilevazione nazionale, parte della statistica ufficiale, relativa all’offerta di lavoro che coinvolge circa 40 mila individui e che è rappresentativa della popolazione 18 e 64 anni.

In questa sede si è scelto di focalizzare l’attenzione sulle tipologie contrattuali atipiche che a partire dalla fine degli anni ’90 hanno fatto ingresso nel mondo del lavoro. Utilizzando un approccio interdisciplinare, economico e giuridico, è evidenziato quali sono stati gli effetti che l’introduzione di questi strumenti ha avuto sul mercato del lavoro.  

Rapporto tra accreditamento e raccomandazione europea per la qualità della formazione

L’accreditamento delle strutture formative è un’attività istituzionale in virtù della quale ogni Regione (e Provincia autonoma) definisce le regole e i parametri di servizio e di risultato che devono essere conseguiti e mantenuti dalle organizzazioni che concorrono all’erogazione dei servizi formativi utilizzando i fondi pubblici. L’accreditamento nasce nel 2001 come strumento a presidio della qualità delle azioni formative, sia preventivo, attraverso l’accertamento del possesso di alcuni standard minimi, sia nel corso dell’erogazione degli stessi servizi, valutando il conseguimento dei risultati attesi.

Nel 2008 le Regioni e Province autonome, i Ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali, della Pubblica Istruzione e dell’Università e Ricerca, in sede di conferenza unificata, hanno approvato il secondo modello di accreditamento, caratterizzato dall’attenzione al mantenimento degli standard di processo e ai risultati, in termini di efficacia ed efficienza.

L’obiettivo di innalzare la qualità del sistema formativo italiano risulta pienamente coerente alle sollecitazioni comunitarie. È in particolare la Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 giugno 2009 sull’istituzione di un quadro europeo di riferimento per la garanzia della qualità dell’istruzione e della formazione professionale -EQARF- a costituire un peculiare riferimento culturale per i vari Paesi membri. Il workshop ha l’obiettivo di leggere il modello di accreditamento alla luce degli indicatori contemplati nella Raccomandazione EQARF.

La normativa in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro. Gli ultimi sviluppi

Famiglia – Lavoro: conciliazione possibile

Telelavoro in Inail – Esperienza in corso e prospettive

Studiare in Europa: la mobilità con Euroguidance Italy

Nel 2010 la Commissione europea ha presentato la strategia Europa 2020 con lo scopo di rilanciare l’economia dell’Ue segnata dalla crisi finanziaria mondiale degli ultimi anni, e riportare l’occupazione a livelli di maggiore stabilità. La nuova strategia si concentra principalmente sui settori in cui è necessario intervenire: conoscenza e innovazione, economia più sostenibile, e un alto tasso di occupazione e inclusione sociale; priorità queste, che intendono aiutare l’Ue ad uscire dalla crisi e riconfermare gli attuali modelli sociali. Uno dei temi strumentali al raggiungimento di questi obiettivi è quello della mobilità internazionale dei cittadini per motivi di studio o di lavoro. A tal proposito, la rete Euroguidance creata dalla Commissione europea nel 1992, è nata come luogo di informazione, documentazione, animazione, sensibilizzazione, formazione e consulenza sul tema della mobilità. Ed, il Centro Euroguidance Italy ha il compito, attraverso i sui principali strumenti e canali di comunicazione (cartacei ed online), di supportare e promuovere l’orientamento alla mobilità in una dimensione europea, favorendo la diffusione del concetto di learning mobility in un contesto europeo.        

Previdenza complementare: avviare una campagna d’informazione previdenziale – Diversificazione del rischio

Oggi è sempre più difficile sostenere l’adesione ai fondi pensione. Le crisi finanziarie di questi anni hanno ulteriormente frenato l’affermazione del 2° pilastro. Eppure, la crisi del debito “sovrano” e l’ennesimo recente intervento sulla previdenza obbligatoria che realizza da una parte la sostenibilità del sistema previdenziale lasciando però inalterata la necessità del 2° pilastro, dovrebbero spingere i lavoratori a “diversificare il rischio” aderendo alla previdenza complementare. L’adesione alla previdenza complementare potrebbe rappresentare, in tempo di crisi,  una valida diversificazione del rischio connesso agli investimenti delle risorse destinate al risparmio e agli investimenti. I lavoratori non ne sono del tutto consapevoli e inoltre sembra non siano in grado di assumere le conseguenti iniziative.
Per poter fare le scelte giuste  emerge sempre di più il bisogno di informare i lavoratori, ma in generale i cittadini, in materia finanziaria e previdenziale: la pensione ormai si “costruisce” con un percorso che va seguito durante le varie fasi della vita lavorativa e non. La pensione dovrà essere il risultato di due montanti: quello di 1° e quello di 2° pilastro in un’ottica di prestazione “globale”.
Il comma 29 dell’art 24 della legge n 214 del 2011 ha previsto che il Ministero del Lavoro e della Politiche Sociali elabori annualmente un programma coordinato di iniziative di informazione e di educazione previdenziale. In questa attività, oltre alla Covip, devono essere coinvolti gli enti gestori di previdenza obbligatoria, i fondi pensione, i datori di lavoro e le OO.SS. I programmi devono essere tesi a diffondere la consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni, della necessità dell’accantonamento di risorse a fini previdenziali, in funzione dell’assolvimento del disposto dell’art. 38 della Costituzione.
L’iniziativa presso il FORUM PA potrebbe quindi rappresentare una sorta di laboratorio per la definizione degli obiettivi del programma di educazione previdenziale e informazione previsto dalla legge, invitando i principali protagonisti della previdenza complementare a dare il proprio contributo per l’elaborazione del predetto piano.

Conoscere per lavorare: il sistema documentale ISFOL. Strumenti e percorsi di ricerca dei documenti utili per l’orientamento formativo e professionale – Open access per la ricerca pubblica

Presentazione del sistema della documentazione scientifica Isfol (OPAC e repository istituzionale) alla luce degli sviluppi che i sistemi strutturati di documenti ed informazioni stanno avendo in seguito all’adozione di politiche di open access.    

Il programma LLP Leonardo da Vinci: le opportunità di finanziamento del bando 2013

Il Workshop è finalizzato alla presentazione del Programma Life long Learning, con un focus specifico sul sotto-programma Leonardo da Vinci, anche in vista della prossima uscita del bando di chiamata 2012 che interesserà i progetti multilaterali di trasferimento di innovazione e i progetti di mobilità. L’occasione consentirà di fornire informazioni utili alle caratteristiche del programma LLP, alle opportunità di finanziamento e alle modalità di accesso alle opportunità.

Inoltre saranno illustrati gli elementi centrali del nuovo Label – Bando Europeo delle Lingue ed anche in questo caso verranno fornite informazioni pratiche per la partecipazione alla competizione.

Infine la presenza dell’Indire di Firenze consentirà di illustrare, per linee generali, le opportunità aperte dagli altri programmi (Erasmus, Grundvig,ecc.) previsti dal Life Long Learning Programme. 

Misurazione delle attività di volontariato: manuale ILO e altre esperienze a confronto

Misurare – per contare di più, per potersi confrontare, per riflettere sulle proprie azioni, per comunicare meglio, per agire in maniera più efficace. Nell’assenza di dati certi e comparabili sul numero, profilo e le attività dei volontari in Europa, l’EVMP si propone di

– Far adottare l’utilizzo del Manuale ILO sulla misurazione del lavoro volontario dagli uffici statistici nazionali.

–  Analizzare i dati in una prospettiva comparativa e produrre il primo report sullo “Stato del volontariato in Europa”.

–  Avviare la realizzazione di un Annex al Manuale ILO che definisca i modelli e i criteri per la valutazione degli impatti sociali del volontariato.

Gli assi portanti del progetto sono: un’originale e sostenibile metodologia scientifica/statistica e il coinvolgimento del volontariato e delle reti del terzo settore come protagonisti di un progetto culturale, alla pari degli uffici statistici e del mondo accademico. Nel primo anno della fase preparatoria, l’EVMP ha stimolato le prime implementazioni del “modulo volontariato” in Polonia e Ungheria, coinvolto e formato esperti statistici di una quindicina di paesi, fatto progredire l’agenda politica europea in tema di misurazione del volontariato.

La metodologia definita dal Manuale OIL si presta anche agli utilizzi su scala ridotta, sui singoli territori e nelle realtà associative: ad esempio nell’ambito del bilancio sociale, per la valorizzazione del co-finanziamento o per far emergere aspetti del capitale sociale sul territorio.

Responsabilità Sociale: Terzo Settore Imprese per la crisi

Riflessioni attraverso l’esposizione di buoni esempi realizzati da imprese – responsabili socialmente – e dal Volontariato/Terzo settore.

La forte flessione nei mercati finanziari, richiede una tempestiva rivisitazione dei parametri che determinano il Welfare.

Urge maggiore inclusione e partecipazione nelle responsabilità sociali.

La chiave risolutiva per traghettare le nostre società in una nuova proiezione implica doppiamente il rafforzamento del concetto di relazione alla base del concetto di umanità.

Tessere la rete! Il fenomeno della rete, è destinato a cambiare in meglio, se sotto opportuna regia, il nostro modo di vivere il sociale. Basti pensare anche al fenomeno delle Social Network, già profondamente inoculato nella nostra quotidianità.

In quest’ottica sorge l’imperativo rivolto a tutto il mondo del terzo settore, perché acquisisca gli strumenti necessari a raccogliere la chiamata di chi ha bisogno, per non scoprirsi impreparato davanti a storie di vita che si trasformano tristemente in fatti di cronaca.

Il nuovo volto del terzo settore, deve coinvolgere tutti nel rafforzare le reti già esistenti e nel crearne di nuove laddove non ve ne siano.

Una nuova economia ed una nuova gestione delle questioni sociali, dunque che riscopra il concetto di “economia a misura d’uomo”, facilitando e sinergizzando  l’accesso ai propri diritti sociali; non più fronti disgiunti tra economia, impresa e istituzioni, ma un percorso di compenetrazioni responsabili, atte a creare sereni contesti e realtà auto sostenibili.

Il faro del nostro impegno deve risiedere nei principi della nostra carta costituzionale che, già da lungo tempo, sancisce i diritti che non devono venir mai meno al fine di garantirne il rispetto tra e per uomini,cittadini, volontari, imprenditori e politici.

Le esperienze e le sinergie sviluppate dall’INAIL in tema di formazione su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro