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Una giornata al Comune di Firenze: un focus group per le città smartness

Smart benchmarking è l'iniziativa promossa da FPA per sostenere le amministrazioni che vogliono apprendere e migliorarsi attraverso il confronto con le altre PA. Il Comune di Firenze è tra le prime città italiane che hanno aderito al progetto, accettando la sfida di avviare un percorso di approfondimento, confronto e riflessione sui traguardi dello sviluppo sostenibile e smart

Foto di Jano De Cesare in licenza CC - https://www.flickr.com/photos/janodecesare/9201667022/

Per chi come noi si occupa di smart city essere presente sul territorio e confrontarsi con le amministrazioni locali e i suoi attori chiave è essenziale per riuscire a interpretare i processi di sviluppo economico e sociale e orientare le scelte strategiche e operative nella giusta direzione. Un approccio che è alla base dell'iniziativa Smart benchmarking promossa da FPA e che si avvale di una metodologia basata sul confronto sistematico che permette alle amministrazioni che lo applicano di compararsi con le migliori e soprattutto di apprendere da queste per migliorare.

Il Comune di Firenze è tra le città italiane che hanno aderito al progetto FPA, accettando la sfida di avviare un percorso di approfondimento, confronto e riflessione sulle sfide e sui traguardi dello sviluppo sostenibile e smart. Un percorso che porterà ad ottobre prossimo alla stesura e alla presentazione di un dossier nel quale alcuni indicatori di tipo quantitativo saranno integrati con l'analisi qualitativa svolta dai ricercatori FPA in riferimento alle priorità di sviluppo e ai progetti strategici della città di Firenze.

L’incontro si è tenuto a Palazzo Vecchio lo scorso 12 luglio, al quale hanno partecipato i dirigenti delle amministrazioni locali e i principali stakeholders con cui si è ragionato sui progetti strategici che permetteranno il raggiungimento dei traguardi definiti rispetto ai 17 Sustainable Development Goals, che compongono l'Agenda 2030 dello sviluppo sostenibile adottati dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e centrali nella definizione delle agende urbane nazionali.

Una smart city è una città sostenibile e solidale, intelligente perché capace di migliorarsi sempre anche di fronte alle difficoltà apparentemente insormontabili. Quali sono, dunque, gli obiettivi che la città di Firenze si è posta per il 2017? Come sta declinando i traguardi dello sviluppo sostenibile? Quali sono le priorità locali e quale il contributo al raggiungimento degli obiettivi nazionali al 2030? Quali sono gli strumenti di governance e programmazione con i quali la città di Firenze porta avanti la costruzione e l'operazionalizzazione di una politica Smart e sostenibile?

Tra i traguardi che la città si è posta a partire dal Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (SEAP), approvato a seguito dell’adesione della città al patto dei Sindaci nel 2010, la riduzione del 21% delle emissioni di CO2 in atmosfera entro il 2020, ma guarda anche oltre: al 2030, con l’obiettivo stimato di riduzione al 40%. Lo sguardo di prospettiva arriva addirittura al 2050, con un target di riduzione del 70%: è un obiettivo ambizioso, che nessuno è in grado di garantire oggi trattandosi di una città storica e d’arte in cui interventi rilevanti e significativi non sono sempre possibili. Si promettono, poi, servizi sempre più efficienti per lo smaltimento dei rifiuti ed un incremento della raccolta differenziata fino al 70% entro il 2030, come richiesto ufficialmente dall’Unione Europea.

Le modalità di progettazione per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità sono definite dallo Smart Plan, strumento che si propone come l’espressione flessibile e adattabile delle strategie che la città si è data per delineare il suo futuro, fondato su una logica di interconnessione e interdipendenza. Il 2010 può essere visto come anno di riferimento per l’approvazione del piano Strutturale “a volumi zero” (al 2030) e la contemporanea adesione al Patto dei Sindaci con la conseguente redazione e approvazione del PAES (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile al 2020). Questi sono i primi due strumenti di pianificazione che hanno individuato gli indirizzi e le azioni per una città sostenibile ed efficiente e rappresentano la radice della smart city che ora lo Smart Plan delinea.

Tra i progetti attraverso cui la città di Firenze vuole raggiungere i propri obiettivi sostenibili nel 2017, il PON Metro e il Progetto Replicate (REnaissance of PLaces with Innovative Citizenship And Technology), finanziato nell’ambito del Programma Horizon 2020 SCC1 Smart Cities and Communities. Il primo prevede progetti indirizzati al miglioramento delle infrastrutture di rete e dei servizi con riflessi diretti su tutti i city users. Priorità massima viene data all’utilizzo e riutilizzo di risorse materiali funzionali ed immateriali esistenti, a disposizione della collettività. Alcuni degli ambiti/progetti che intende sviluppare: Piattaforma Edilizia e Ambiente - Piano di riqualificazione energetica ed innovazione tecnologica nella illuminazione pubblica - implementazione dei sistemi infotelematici per la gestione della mobilità e viabilità urbana - Estensione e potenziamento della rete ciclabile di Firenze - Agenzia sociale per la casa – Progetto F.A.S.E. (Firenze: abitare solidale per l’empowerment di comunità. Servizio di accompagnamento e sostegno all’abitare) - Progetto S.A.T. Servizi socio-abitativi temporanei di “seconda soglia” a bassa intensità assistenziale - Progetto P.O.L.I.S 2.0 (progetto di orientamento al lavoro e all’inclusione sociale) incentrato su percorsi multidimensionali per l’inclusione attiva.

Il secondo, il progetto Replicate, prevede investimenti per oltre 30 milioni di euro nelle tre città pilota di cui 25 finanziati dalla Commissione europea e il resto da partner privati. Nella città di Firenze verranno realizzati nei prossimi 5 anni investimenti per 10 milioni di euro nel quartiere di Novoli/Piagge/Cascine, realizzando un’azione complessa e integrata mirata a migliorare l’efficienza energetica (smartgrid, smartlighting, teleriscaldamento per oltre 700 utenti con seasonal storage solare, 600 dispositivi smart info), la mobilità sostenibile (100 taxi elettrici, ampliamento rete ricarica elettrica con servizio fast recharge, app per i cittadini e i turisti), lo sviluppo dell’ICT e dell’internet of things IoT (urban control center con piattaforma comune alle tre città pilota, panchine smart, smartwaste), la resilienza e la sicurezza (smartgrid, videosorveglianza, SOS).

Sono molti, dunque, gli investimenti realizzati per l’Ambiente, in particolare interessanti interventi riguardano le distrettualizzazioni delle reti idriche, obiettivo affidato a Publiacqua SpA e la creazione di un nuovo colosso dei servizi ambientali della Toscana centrale, Alia SpA, nata dalla fusione delle aziende Quadrifoglio di Firenze, ASM di Prato, Publiambiente di Empoli e Cis di Montale.

La prima tappa dello Smart Florence Plan è al 2030 e solo attraverso una lungimirante analisi supportata da indicatori chiari, facilmente misurabili e immediatamente riconoscibili si possono raggiungere i risultati prefissi. Lo Smart benchmark proposto da FPA prevede in una prima fase un’ analisi quali-quantitativa della situazione della città; la messa a disposizione dell’Amministrazione di una piattaforma di analisi e di conoscenza ; un set di interviste in profondità di soggetti “influenti” nella vita della città, un workshop locale di confronto con gli stakeholders, i rappresentanti della cittadinanza organizzata e i soggetti intermedi di quanto elaborato e la realizzazione di un e-book contenente i punti principali dell’analisi effettuata (stato dell’arte). La seconda fase è incentrata invece sulla ingegnerizzazione dei modelli di governance e benchmarking delle smart cities e sulla disseminazione dei risultati.

Ad oggi anche le città di Bergamo e Parma hanno aderito all’iniziativa promossa da FPA e altre stanno per cogliere l’opportunità che questo strumento quali-quantitativo può offrire.