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SPID e Carta d’Identità Elettronica: a che punto siamo?

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SPID e CIE (Carta d’Identità Elettronica) stanno prendendo sempre più piede in Italia. A che punto siamo e quali scenari ci aspettano per il futuro? Ne abbiamo parlato con Valerio Paolini, Technical Project Manager del Team per la Trasformazione Digitale

24 Giugno 2019

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Redazione FPA

SPID (Sistema pubblico di identità digitale) e CIE (Carta d’Identità Elettronica) sono strumenti legati all’identità digitale che permettono di interagire più facilmente con la Pubblica Amministrazione. Queste due modalità di identificazione, nate per facilitare il rapporto tra cittadini e PA, stanno crescendo con cifre da capogiro.

Ne abbiamo parlato con Valerio Paolini, Technical Project Manager del Team per la Trasformazione Digitale, durante FORUM PA 2019, agli Studios FPA, creati in collaborazione con Olivetti.

La diffusione di SPID e CIE

Partiamo dalla diffusione dei due strumenti: “In circolazione abbiamo più di 9 milioni di CIE” afferma Paolini, “e stiamo andando a un ritmo di produzione più alto di quello che c’era normalmente con la carta d’identità cartacea”. Questo vuol dire che molti cittadini fanno la Carta d’Identità Elettronica, sebbene non sia ancora scaduta quella cartacea. È evidente, dunque, che questo nuovo strumento possiede un forte appeal.

Per quello che riguarda SPID, “abbiamo più di 4 milioni di identità con un tasso annuo di crescita del 200%” dice Paolini. “Di queste 4 milioni di identità, meno di un quarto sono dovute ai programmi SPID only, come il bonus 18APP o il bonus docente”. Cresce molto la percentuale di persone che chiedono e utilizzano SPID per accedere ai servizi digitali.

I servizi

Come sappiamo, SPID permette infatti di accedere ai diversi servizi digitali della PA con un unico username e password. Si sta lavorando a un processo di switch off, che porterà col tempo a convertire le identità digitali già esistenti in identità SPID, con un iniziale affiancamento per arrivare poi alla sostituzione.

Scenari futuri

In futuro, anche la CIE verrà utilizzata per l’identificazione online del cittadino. Già è possibile farlo per alcuni servizi digitali, ma nei prossimi anni, con un lettore NFC, si potrà accedere a svariati portali online, via computer o via smartphone.

Inoltre, completato il processo di notifica presso la Commissione Europea, a giugno 2020 “tutti i Paesi membri saranno tenuti ad accettare obbligatoriamente anche la CIE come strumento per accedere ai loro servizi” dice Paolini.

La CIE ha inoltre infinite possibilità di utilizzo: probabilmente con essa si potrà accedere ai tornelli della metropolitana o entrare in ufficio, usandola come badge personale. Basterà aspettare qualche anno.


Ascolta l’intervista in podcast

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