Turismo, ecco come banda ultra larga, Spid e Wi-Fi cambieranno l’offerta italiana

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E’ partito il progetto di creare una rete federata di WiFi pubblico aperto e con un login unico, con SPID e in proiezione con l’identità digitale europea eIdas

2 Novembre 2016

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Edoardo Colombo, membro del Laboratorio del turismo digitale del Mibact - TDLAB

L’investimento in infrastrutture digitali che vede protagonista il Piano Banda Ultra Larga, ha una declinazione di particolare rilievo per il settore turistico. E’ infatti partito il progetto di creare una rete federata di WiFi pubblico aperto e con un login unico, con SPID e in proiezione con l’identità digitale europea eIdas, che ha una valenza molto rilevante per chi amministra località a vocazione ricettiva.

Il progetto è una delle prime azioni previste nel protocollo di intesa tra MISE, MIBACT e Agenzia per l’Italia Digitale, che attraverso un coordinamento istituzionale darà attuazione alle azioni sul turismo digitale previste nel Piano di Crescita Digitale, con gli stanziamenti recentemente confermati dalla Commissione Europea.

L’iniziativa trae spunto dagli sviluppi dell’esperienza “FreeItaliaWiFi” che ebbe origine da “Prato WiFi” di cui era promotrice la Provincia di Prato, che non a caso è la terra di provenienza del Sottosegretario Antonello Giacomelli e del suo capo segreteria Alessio Beltrame che ne furono artefici e che da sempre sono sostenitori del valore di questo investimento.

I territori che aderiranno offriranno al turista la possibilità di utilizzare le stesse credenziali per navigare con i propri smartphone e tablet, senza effettuare una nuova registrazione ogni volta che ci si sposterà lungo la nostra penisola.

La rete federata delle Pubbliche Amministrazioni riguarderà anche gli uffici pubblici che potranno aprire le proprie porte digitali a chi vuole andare in rete negli orari di chiusura degli uffici.

Sarebbe auspicabile un intervento di sostegno economico per sostenere i costi di alberghi ed esercizi commerciali per adeguare le proprie modalità di accesso, se ne vedono di più disparate con modalità che spesso confliggono con le configurazioni dei device, a riconoscere le credenziali univoche.

Dare al turista la possibilità di accedere alla rete e di essere riconosciuto anche in termini di prossimità con quello che tanti anni fa veniva definito un “single sign on” e che oggi potrebbe trovare molteplici forme di espressione dal QR Code alle Card, significherebbe condividere modalità e standard molto prossime per dare vita al tanto auspicato Fare Sistema.

L’investimento infrastrutturale che è in via di definizione coprirà i luoghi e gli spazi a più alta intensità di visitatori, che saranno elencati in dataset aperti dei punti di accesso disponibili nei vari formati utili agli sviluppatori per informare il turista e creare applicazioni dedicate.

Uno degli aspetti che conferma l’utilità dell’investimento viene anche dalla vicenda del Roaming internazionale con la promessa di abolirlo per tutti i 500 milioni di europei a partire già dal giugno 2017.

Gli operatori telefonici hanno infatti minacciato di alzare le tariffe interne per poter sostenere i maggiori costi operativi derivanti da questo approccio, vanificando così il risultato atteso dai consumatori europei.

In questo scenario la connessione Wi-Fi rimarrà quindi un aspetto importante della esperienza del visitatore, sia per i flussi di turisti provenienti dai Paesi extraeuropei sia per l’uso esclusivo che il wireless consente in luoghi e ambienti che hanno scarsa copertura mobile.

Si pensi per esempio ai musei o al patrimonio culturale che è spesso accolto in edifici dove è difficile avere campo per smartphone e tablet, e in cui intervenire con infrastrutture di trasmissione è speso invasivo.

La necessità di collegarsi condiziona anche chi viaggia rendendo attrattivi quegli esercizi commerciali che possono garantire un accesso.

Per un albergo l’accesso è considerata una caratteristica imprescindibile e chi ancora carica un costo aggiuntivo rischia di perdere competitività. La rete è un servizio che è considerato da chi viaggia come parte dei servizi essenziali come l’acqua o il riscaldamento, sarebbe complicato fatturare come extra una doccia o il riempimento di una vasca da bagno, o differenziare la tariffa secondo i gradi di temperatura o il consumo di energia elettrica.

Ci sono poi esempi universalmente noti come è il caso di Starbucks che dimostrano come il WiFI sia un fattore attrattivo e potenzialmente anche aggregante.

Molti ristoranti ancora trascurano questa esigenza, spesso ignorando il danno anche in termini di visibilità e promozione a cui si sottopongono nonostante assistano quotidianamente a specie di rabdomanti che invece di gustare i cibi appena ricevuti li fotografano e partono alla caccia di una tacca di rete per postare il piatto ancora intatto così come servito dallo Chef.

Va riconosciuto che d’altro canto c’è una tendenza completamente opposta verso il digital detox, un tipo di turismo di nicchia, che valorizza la totale assenza di connessione e che per certe nostre aree potrebbe diventare un prodotto facile da riprodurre con un target sempre crescente.

L’accesso gratuito per una destinazione rimane comunque strategico sui grandi numeri perché offre anche un’opportunità di comunicazione diretta con il turista, intercettandolo nelle fasi dell’esperienza di viaggio in cui raccoglie le informazioni e decide il proprio programma.

Viene definito Silent traveller perché alla tradizionale interazione umana si è sostituita una dinamica totalmente digitale con cui ci si deve confrontare per attrarre, intrattenere e possibilmente trattenere il cliente.

Il viaggio in punta di dita consente di prenotare anche all’ultimo minuto in funzione della propria posizione, di trovare gli eventi secondo i propri interessi e di pianificare giorno per giorno il proprio itinerario.

Poter avere un contatto diretto significa per le destinazioni avere la possibilità di competere e di attivare una forma di customer relation, con cui provare a prolungare la permanenza e a decongestionare i flussi, indirizzando i propri clienti target verso luoghi meno noti che possono sorprendere e far ritornare i turisti.

In questo senso la capillarità della banda ultra larga e la garanzia di potere avere accesso in modo distribuito, significa garantire la possibilità di testimoniare la propria presenza sui Social network che sono il media più efficace per fare conoscere e alimentare il passaparola.

Chi si occupa di promozione conosce il valore di un post, un like su Facebook, un video o una foto su Instagram, una story su Snapchat, una recensione su Tripadvisor oltre naturalmente a Youtube,Twitter.

Per qualsiasi prodotto che intenda promuoversi la strategia più efficace deriva dalla fidelizzazione, per cui occorre acquisire informazioni utili a profilare il cliente al fine di proporre eventi e attrazioni coerenti con il suo stile di viaggio.

In termini infrastrutturali anche sui dati si sta lavorando con l’iniziativa Open Trasporti del Ministero Infrastrutture e Trasporti, un progetto di standardizzazione dei dati molto interessante che consentirà di semplificare la consultazione delle connessioni tra mezzi differenti e gli strumenti di pagamento.

La condivisione di standard sui dati è infatti la precondizione per l’intermodalità che offra modo alle destinazioni di agganciarsi alla rete degli assi primari dell’Alta Velocità e degli Aeroporti per raggiungere capillarmente le città d’arte e i cosiddetti borghi minori.

Anche in questo caso il WiFi sui mezzi di trasporto è un’abitudine sempre più diffusa e si può influenzare la consultazione utilizzando i riscontri delle informazioni, per personalizzare le offerte e le attività di marketing.

I segnali di un coordinamento istituzionale che possa contribuire a rendere più facile l’esperienza di viaggio e più attrattivi i nostri territori si moltiplicano e gli investimenti in infrastrutture tecnologiche sono prioritari per la competitività di un’industria, fortemente digitalizzata, che continua a crescere e che può generare in tempi rapidi occupazione e sviluppo soprattutto per giovani e mezzogiorno.

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