Approvato il CCNL delle Funzioni centrali, da maggio aumenti in busta paga. Naddeo: “Ora tocca a Sanità e Funzioni locali”

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il rinnovo del contratto per il comparto Funzioni centrali, che riguarda i circa 225mila dipendenti dei ministeri, delle Agenzie fiscali e degli enti pubblici non economici. Tra i punti centrali: la revisione degli ordinamenti professionali e delle carriere, l’introduzione dell’area dedicata alle “elevate professionalità”, il potenziamento di formazione e competenze, la regolazione del lavoro agile. Sarà ora la volta dei contratti della Sanità e Funzioni locali, le cui trattative sono a buon punto, come ci spiega Antonio Naddeo, Presidente dell’Aran

8 Aprile 2022

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Michela Stentella

Direttore testata www.forumpa.it

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Dopo il via libera della Ragioneria generale dello Stato, il 6 aprile anche il Consiglio dei Ministri ha approvato il rinnovo del contratto dei dipendenti statali, che riguarda i circa 225mila lavoratori del comparto Funzioni centrali (Ministeri, Agenzie fiscali, enti pubblici non economici). L’ipotesi di contratto relativa al triennio 2019-2021, era stata siglata il 5 gennaio scorso dall’Aran (l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) e dalle organizzazioni sindacali.

“A tre mesi dall’intesa per il rinnovo del contratto, si dà ora concreta attuazione sia ai contenuti del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale, siglato il 10 marzo 2021 a Palazzo Chigi da Governo e sindacati, sia alla milestone del PNRR relativa alla riforma del pubblico impiego, da raggiungere entro giugno 2022”, sottolinea Antonio Naddeo, presidente dell’Aran. Tra i punti centrali del contratto: la revisione degli ordinamenti professionali e delle carriere, l’introduzione di una quarta area per i funzionari dedicata alle “elevate professionalità”, il potenziamento della formazione e dello sviluppo delle competenze, la regolazione del lavoro agile, con precisi diritti a tutela dei dipendenti e condizioni a garanzia della soddisfazione di cittadini e imprese.

Ne avevamo parlato in un’intervista del gennaio scorso (qui l’intervista integrale).

Antonio Naddeo presenta le novità del CCNL 2019-2021 del pubblico impiego

Ora manca solo il passaggio alla Corte dei Conti per la registrazione, che dovrebbe arrivare entro aprile e già a maggio scatteranno gli aumenti in busta paga: parliamo di benefici economici a regime, decorrenti dal 1° gennaio 2021, pari a circa 105 euro medi per 13 mesi. È previsto anche l’utilizzo delle ulteriori risorse stanziate nella legge di bilancio per il 2022, a decorrere dal 1° gennaio di tale anno, per finanziare il nuovo ordinamento professionale e il superamento dei limiti all’incremento dei Fondi risorse decentrate, consentendo un ulteriore beneficio complessivo a regime di circa 20 euro medi al mese a persona. L’intesa prevede anche arretrati medi pari a circa 1.800 euro per dipendente.

“Il nuovo contratto – aggiunge Naddeo – rivisita inoltre alcuni istituti normo-economici previsti dal precedente CCNL, come le assenze per malattia in caso di gravi patologie che richiedono terapia salvavita, escluse dal periodo di comporto sia con riferimento alle giornate di effettuazione delle terapie sia con riguardo alle assenze conseguenti agli effetti collaterali delle cure”.

Chiuso questo importante passaggio, si guarda ai prossimi accordi a cui si sta già lavorando da tempo. “Tocca ora ai contratti della Sanità e Funzioni locali – spiega Naddeo -. Sono due contratti le cui trattative sono a buon punto, soprattutto per la sanità abbiamo già un testo abbastanza definito, con un nuovo ordinamento professionale, la nuova area ad elevata qualificazione e il lavoro agile”. L’Aran attende solo l’integrazione degli atti di indirizzo da parte dei comitati di settore, per l’utilizzo delle risorse aggiuntive della legge di bilancio 2022, per poi andare a chiudere i due contratti. “Rimarrebbero il contratto della scuola, università e ricerca – conclude Naddeo – il cui atto di indirizzo ancora non è pervenuto all’Aran, e i contratti per la dirigenza, che normalmente si fanno una volta chiusi i contratti del personale non dirigenziale”.

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