Decreto Reclutamento PA, terzo pilastro del PNRR: ecco cosa prevede

Decreto Reclutamento PA, terzo pilastro del PNRR: ecco cosa prevede

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Per attuare le misure previste dal PNRR si deve rafforzare la macchina amministrativa, a partire dall’inserimento di esperti e professionisti in grado di gestire i progetti e le procedure previste dal Piano. Il “Decreto reclutamento PA”, convertito in legge il 6 agosto 2021, risponde proprio a questa esigenza, fissando le regole per reperire rapidamente le figure necessarie, sia con assunzioni a tempo determinato che con incarichi di collaborazione per i professionisti. Contiene inoltre misure per la valorizzazione dei dipendenti pubblici già in servizio e pone le basi per la realizzazione delle due riforme trasversali previste dal PNRR (Pubblica amministrazione e Giustizia). Ecco i punti principali del provvedimento

26 Agosto 2021

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Redazione FPA

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Introdurre un ampio ventaglio di procedure per assumere rapidamente all’interno delle pubbliche amministrazioni i profili necessari a realizzare i progetti del PNRR; aggredire le rigidità regolamentari che impediscono percorsi di carriera dinamici a chi lavora nella PA; gettare le basi per la realizzazione delle due riforme trasversali previste dal PNRR (Pubblica amministrazione e Giustizia). Questi gli obiettivi del “Decreto Reclutamento PA”, il Decreto-Legge 9 giugno 2021, n. 80 convertito in legge il 6 agosto scorso. Tra le misure previste, concorsi rapidi e digitali per assumere entro 100 giorni dalle selezioni i tecnici con contratti a tempo determinato; contratti di apprendistato per i più giovani; procedure trasparenti e rigorose per gli incarichi ai professionisti; corsie dedicate alle figure ad alta specializzazione, ossia chi possiede un dottorato, un master o un’esperienza almeno triennale in organismi italiani, internazionali e dell’Unione europea.

Cos’è il Decreto Reclutamento Pa

Il “Decreto Reclutamento Pa” – Decreto-Legge 9 giugno 2021, n. 80 “Misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per l’efficienza della giustizia” –  regola le procedure per assumere a tempo determinato nella PA gli esperti e i funzionari che lavoreranno ai progetti del PNRR e per conferire incarichi di consulenza con sistemi più rapidi ed efficaci.  Investe inoltre nei dipendenti pubblici già in servizio, favorendo progressioni di carriera più fluide, osmosi con il settore privato, valorizzazione del merito e prevede il potenziamento di enti come Sna e Formez, per rafforzare la formazione dei lavoratori pubblici e l’assistenza tecnica alle amministrazioni.

Decreto Reclutamento Pa: iter e approvazione

Entrato in vigore il 10 giugno 2021, il DL è stato convertito in legge a inizio agosto dopo l’approvazione in via definitiva da parte di Senato (il 28 luglio) e Camera (il 5 agosto). La legge di conversione (Legge 6 agosto 2021, n. 113 ) e il testo coordinato del Decreto reclutamento Pa sono disponibili nel Supplemento ordinario alla “Gazzetta Ufficiale, n. 188 del 7 agosto 2021.

Reclutamento nella PA: terzo pilastro del PNRR

Il reclutamento è uno dei tre pilastri per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), insieme a governance e semplificazioni (questi ultimi due al centro del Decreto Legge 31 maggio 2021 n. 77 convertito con modificazioni dalla Legge 29 luglio 2021, n. 108). La semplificazione rappresenta, in particolare, anche una premessa indispensabile per realizzare la riforma della Pubblica amministrazione disegnata nel PNRR. Una riforma basata su quattro assi: semplificazione (appunto), reingegnerizzazione dei processi organizzativi per favorire la transizione digitale, ricambio generazionale dei dipendenti e immissione di nuove competenze. Da questi ultimi due assi emerge la rilevanza assegnata alle persone che lavorano nella PA, per questo già l’articolo 10 del Decreto-legge 44/2021 (approvato definitivamente dal Parlamento il 25 maggio) ha sbloccato, semplificato e digitalizzato i concorsi per l’accesso ordinario alla Pa.

Ma per realizzare il PNRR è indispensabile anche l’immissione “straordinaria” di nuove competenze, tecniche e gestionali, affinché l’attuazione dei progetti del Piano cammini speditamente rispettando il cronoprogramma. A questo obiettivo risponde quindi il Decreto-Legge 9 giugno 2021, n. 80, con il quale si definiscono i percorsi per il reclutamento dei profili tecnici e gestionali necessari all’attuazione del Piano e si pongono, anche in questo caso, le premesse per la realizzazione delle due riforme trasversali previste dal PNRR (Pubblica amministrazione e Giustizia).

Il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, dopo la fiducia votata dall’Aula del Senato ha commentato: “Al centro del decreto ci sono merito, trasparenza, valutazione e monitoraggio. Non slogan, ma opportunità concrete sia per chi già lavora nella Pa, sia per i talenti e le nuove professionalità che abbiamo il dovere di attrarre per tornare a crescere. Alle amministrazioni, centrali e locali, garantiamo un ampio ventaglio di procedure per assumere rapidamente i profili necessari a realizzare i progetti del PNRR: contratti di apprendistato per i più giovani; concorsi rapidi e digitali per i contratti a tempo determinato; procedure trasparenti e rigorose per gli incarichi ai professionisti; corsie dedicate alle figure ad alta specializzazione, ossia chi possiede un dottorato, un master o un’esperienza almeno triennale in organismi italiani, internazionali e dell’Unione europea. Al tempo stesso, aggrediamo le rigidità regolamentari che impediscono percorsi di carriera dinamici. Da qui le misure per la mobilità e la formazione e i numerosi interventi delegati alla contrattazione collettiva, come la possibilità di istituire una quarta area per i funzionari con qualifiche elevate e il superamento dei tetti al salario accessorio per favorire la componente più a sostegno della produttività”.

La struttura del Decreto Reclutamento Pa

Il Decreto Reclutamento Pa si compone di due titoli:

Titolo I, riguarda il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni e si compone di due Capi:

  1. il primo definisce le modalità speciali per il reclutamento per il PNRR e per il rafforzamento della capacità funzionale della Pubblica amministrazione;
  2. il secondo prevede misure organizzative a supporto del sistema di coordinamento, gestione, attuazione, monitoraggio e controllo del PNRR, ossia le assunzioni a completamento della governance del Piano.

Titolo II, contiene le misure organizzative per l’attuazione dei progetti nell’ambito delle missioni del PNRR e si compone di due Capi:

  1. il primo è dedicato alle assunzioni per la transizione digitale;
  2. il secondo alle misure urgenti per la giustizia ordinaria e amministrativa.

Di seguito una sintesi sulle principali misure previste dal “Decreto reclutamento”, ripresa dalla presentazione disponibile sul sito del Dipartimento della Funzione pubblica.

Ma prima spieghiamo cos’è e come funziona il Portale del reclutamento, strumento centrale per la realizzazione di quanto previsto nel Decreto legge.

“inPA”, come funziona il Portale del reclutamento

Il Portale del reclutamento, ha debuttato in via sperimentale il 10 agosto 2021, per il solo inserimento dei curricula. È possibile registrarsi attraverso Spid, Cie e Carta nazionale dei servizi e caricare i propri dati, il percorso formativo, le specializzazioni, le competenze e le esperienze professionali in un form apposito. Dall’autunno sarà implementata la pubblicazione dei bandi e degli avvisi di selezione del personale necessario alla realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. A regime, entro il 2023, il Portale ospiterà anche i bandi dei concorsi pubblici ordinari, in sinergia con la Gazzetta Ufficiale, nonché le procedure di mobilità dei dipendenti pubblici.

“inPA” sarà quindi la “porta digitale unica di accesso al lavoro nella Pubblica amministrazione”, il “luogo dove si realizzerà l’incontro tra domanda e offerta di lavoro pubblico”, con l’obiettivo di garantire la massima digitalizzazione e la massima trasparenza di ogni selezione.

Ogni cittadino potrà monitorare i bandi concorsuali delle amministrazioni su una mappa interattiva georeferenziata, inviare la domanda di partecipazione, pagare la tassa attraverso PagoPa e seguire le procedure di selezione dall’avvio alla pubblicazione delle graduatorie finali. Il Portale sarà una banca dati dei fabbisogni, delle competenze e dei profili del personale pubblico.

Decreto Reclutamento PA: quali sono le regole per il reclutamento dei tecnici PNRR

Contratti a tempo determinato: concorsi in 100 giorni

Per i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato da parte delle amministrazioni titolari di interventi previsti dal PNRR si applica la riforma dei concorsi pubblici contenuta all’art. 10 del Dl 44/2021, già convertito in legge, con la valutazione dei titoli per le figure a elevata specializzazione tecnica e la previsione di una sola prova scritta digitale. Un percorso che consentirà di concludere le selezioni e procedere con le assunzioni entro 100 giorni. La durata dei contratti sarà di 36 mesi, rinnovabile per una volta e in ogni caso non oltre il 2026. Il rinnovo sarà collegato al raggiungimento degli obiettivi del Piano, intermedi e finali, da parte delle amministrazioni assegnatarie dei progetti.

I bandi saranno pubblicati sul Portale del reclutamento, organizzati in una base di dati ricercabile in ogni campo. Le modalità di selezione semplificate potranno essere utilizzate anche per le assunzioni a tempo determinato da parte delle amministrazioni non interessate all’attuazione del PNRR. Le amministrazioni potranno anche attingere dalle graduatorie concorsuali vigenti, anche di concorsi a tempo determinato.

“Alte specializzazioni”: una procedura speciale per il reclutamento

Una modalità speciale di reclutamento è prevista per l’assunzione a tempo determinato delle alte specializzazioni: si tratta dei profili in possesso di dottorato di ricerca o master universitario di secondo livello, oppure della sola laurea magistrale o specialistica ma con esperienze documentate, qualificate e continuative di lavoro subordinato almeno triennali in organismi nazionali, internazionali e dell’Unione europea. Per questi profili è prevista l’iscrizione in un apposito elenco sul Portale del reclutamento, a seguito di una procedura di selezione organizzata dal Dipartimento della Funzione pubblica e basata anch’essa sulla valutazione dei titoli e su un esame scritto. Una volta iscritti nell’elenco, i profili ad alta specializzazione potranno essere direttamente assunti dalle amministrazioni che necessitano di personale, sulla base della graduatoria e senza ulteriori selezioni. Le amministrazioni che non volessero attingere dagli elenchi e che ritenessero necessario procedere con propri concorsi rimarranno libere di farlo.

Professionisti ed esperti: incarichi più trasparenti

Per i professionisti, ordinistici e non ordinistici (ex legge 4/2013), il decreto legge prevede l’inserimento in elenchi sul Portale del reclutamento. Ciascun elenco è suddiviso in sezioni corrispondenti alle diverse professioni e prevede l’indicazione, da parte dell’iscritto, dell’ambito territoriale di disponibilità all’impiego. Gli elenchi saranno organizzati secondo i requisiti stabiliti con un decreto del ministro per la Pubblica amministrazione, previa intesa con la Conferenza Unificata, entro 120 giorni dall’entrata in vigore del Decreto.

Per l’attribuzione degli incarichi di collaborazione le amministrazioni devono chiamare almeno quattro professionisti o esperti tra quelli iscritti nel relativo elenco in ordine di graduatoria e scegliere a chi attribuire l’incarico sulla base di un colloquio. Le amministrazioni devono pubblicare sul proprio sito Internet tutte le fasi della procedura.

Più dirigenti esterni, ma solo per le Pa assegnatarie di progetti

Per permettere alle amministrazioni di reperire rapidamente manager qualificati, il decreto legge permette di aumentare, fino a raddoppiare, le percentuali oggi previste dalla legge per l’attribuzione di incarichi dirigenziali a soggetti esterni alla Pubblica amministrazione. Questo però soltanto per il periodo PNRR ed esclusivamente per lo svolgimento di compiti strettamente e direttamente funzionali all’attuazione dei progetti. Una quota è riservata ai laureati in discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (Stem). Mobilità senza limiti percentuali per la dirigenza di ruolo.

Le assunzioni previste per il PNRR

Queste le assunzioni previste per l’attuazione del PNRR:

  • 500 unità di personale non dirigenziale per la rendicontazione finanziaria e governance, elevabili a 800;
  • 1.000 unità di personale in supporto alle amministrazioni, da assumere con contratti di collaborazione;
  • 67 unità per l’AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale;
  • 268 unità per la digitalizzazione;
  • 16.500 unità di addetti all’Ufficio per il processo;
  • 5.410 unità a supporto del Ministero della Giustizia per il PNRR.

Per gli assunti PNRR riserva di posti nei concorsi post 2026

Gli incarichi di lavoro subordinato legati al PNRR possono essere esclusivamente a tempo determinato, ma la Commissione Ue chiede che le competenze acquisite dalle Pa non vadano disperse dopo il 2026 e continuino a contribuire al rafforzamento della capacità amministrativa, obiettivo strategico della riforma. Per questo il decreto legge fissa una riserva pari al 40% di posti nei concorsi pubblici banditi dalle amministrazioni a favore di chi abbia svolto incarichi a tempo determinato per almeno 36 mesi per lavorare al PNRR. I bandi di concorso del personale a tempo indeterminato sono pubblicati e organizzati in una base dati ricercabile in ogni campo sul Portale del reclutamento.

Nuovo Concorso Sud

Viene modificata la norma della legge di bilancio per il 2021, approvata dal precedente Governo, che aveva dato origine al Concorso Sud per l’assunzione di 2.800 tecnici a tempo determinato per la gestione dei fondi europei della coesione. Al criterio del possesso delle «correlate professionalità» si prevede, in alternativa, quello del possesso «di adeguato titolo di studio coerente con i profili da selezionare». La modifica consentirà di bandire un nuovo concorso per coprire le posizioni rimaste scoperte, consentendo di allargare la partecipazione anche ai più giovani, privi di esperienza professionale.

Le opportunità per i giovani

Vengono potenziati i canali di accesso qualificati dei giovani alla Pubblica amministrazione: finalmente sbloccata una norma del 2015 che prevedeva la possibilità per le Pa di stipulare contratti di apprendistato. Le amministrazioni possono attivare specifici progetti di formazione lavoro per l’acquisizione, attraverso contratti di apprendistato, di competenze di base e trasversali, nonché per l’orientamento professionale da parte di diplomati e di studenti universitari. A tal fine è istituito un apposito fondo con dotazione di 700mila euro per il 2021 e di 1 milione di euro a decorrere dal 2022.

Valorizzazione delle persone

Si pongono le premesse per realizzare alcuni interventi di carattere strutturale nell’ambito della riforma della Pa prevista nel PNRR. Interventi che riguardano la mobilità verticale, la mobilità orizzontale e la valorizzazione economica.

Mobilità verticale: progressioni più fluide, spazio al merito

Sono previsti percorsi di crescita per il personale della Pa nell’ambito dei quali sono valorizzate non soltanto le conoscenze tecniche ma anche le competenze di carattere trasversale (manageriale, gestionale ecc.) che il dipendente abbia maturato durante la propria attività.

  • Funzionari. Viene istituita dalla contrattazione collettiva nazionale un’ulteriore area per l’inquadramento del personale di elevata qualificazione, che si aggiunge alle tre oggi previste. Fatta salva una riserva di almeno il 50% delle posizioni disponibili riservata all’esterno, le progressioni degli interni tra le aree avverranno con procedura comparativa basata sulla valutazione del dipendente conseguita negli ultimi tre anni, sul possesso di titoli o competenze, sull’assenza di provvedimenti disciplinari, sul numero e sulla tipologia degli incarichi rivestiti.
  • Dirigenti prima fascia. Sono riattivati i concorsi per l’accesso all’alta dirigenza pubblica, previsione introdotta dalla riforma Brunetta del 2009 ma poi disapplicata. Il 50% dei posti sarà riservato agli esterni, il 50% agli interni. Entro il 31 dicembre di ogni anno le amministrazioni indicano, per il triennio successivo, il numero dei posti che si rendono vacanti per il collocamento in quiescenza e la programmazione relativa a quelli da coprire attraverso concorso. Se è richiesta specifica esperienza, peculiare professionalità e attitudini manageriali, l’attribuzione dell’incarico può avvenire attraverso il coinvolgimento di primarie società di selezione del personale dirigenziale e la successiva valutazione delle candidature proposte da una commissione indipendente, composta anche da membri esterni.
  • Dirigenti seconda fascia. Una quota del 70% dei posti a concorso sarà riservata agli esterni (fino ad almeno il 50% si attingerà dal corso-concorso bandito dalla Scuola nazionale dell’amministrazione). Una quota del 30% sarà invece riservata agli interni che abbiano maturato almeno cinque anni di servizio nell’area o categoria apicale oppure siano in possesso del titolo di dottore di ricerca. Il personale è selezionato attraverso procedure comparative bandite dalla Sna che tengano conto della valutazione conseguita nell’attività svolta e che servano a valutare capacità, attitudini e motivazioni.

Mobilità orizzontale: si allentano le maglie dei nulla osta

Potranno esercitare i nulla osta per la mobilità orizzontale tra amministrazioni soltanto gli enti con una scopertura di organico superiore al 20%, con l’esclusione del personale della scuola, della sanità e di quello in regime di diritto pubblico (sicurezza, magistratura, diplomazia). Rimane la necessità di previo assenso dell’amministrazione di appartenenza nel caso in cui si tratti di posizioni dichiarate motivatamente infungibili dall’amministrazione cedente. Per gli enti locali si applicano misure speciali tese a garantire la funzionalità delle amministrazioni con un numero contenuto di dipendenti e si mantiene l’esigenza del nulla osta per il personale assunto da meno di cinque anni.

Selezioni uniche degli enti locali per elenchi di idonei

Viene introdotto un sistema che consente agli enti locali di associarsi per svolgere selezioni uniche tese a formare elenchi di idonei all’assunzione a tempo determinato o indeterminato per vari profili professionali e categorie, compresa la dirigenza. Lo scopo è quello di realizzare sinergie vincenti che consentano di abbattere sia i costi delle selezioni sia i tempi tecnici necessari per il bando, lo svolgimento e la definizione del concorso.

Valorizzazione economica: potranno essere superati i tetti per il salario accessorio

I tetti di spesa relativi al trattamento economico accessorio potranno essere superati secondo criteri e modalità da definire nei contratti collettivi nazionali di lavoro e compatibilmente con il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica. Il decreto recepisce così l’impegno assunto dal Governo nell’ambito del Patto per l’Innovazione del lavoro pubblico e per la coesione sociale sottoscritto dal Presidente Draghi e dal Ministro Brunetta con i sindacati il 10 marzo 2021.

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