Attuare la sanità digitale, che fatica: ecco come rimuovere tutte le barriere - FPA

Attuare la sanità digitale, che fatica: ecco come rimuovere tutte le barriere

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Avviato il tavolo del Cantiere per la Sanità Digitale, un confronto multistakeholder che vuole identificare le barriere che rendono difficile, lento e incerto il passaggio dai piani all’execution, in un contesto frammentato e multilivello. Con il risultato di uno sviluppo a macchia di leopardo anche delle iniziative prioritarie come il Fascicolo sanitario elettronico

16 Aprile 2016

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Nello iacono, Stati Generali dell'Innovazione

Pur in un quadro di governance ancora fortemente distribuita e frammentata, c’è una sostanziale convergenza tra decisori, operatori del settori ed esperti nel ritenere che, senza una sostanziale trasformazione digitale, il nostro sistema socio sanitario non potrà reggere alle sfide del cambiamento e aumento della domanda di salute (invecchiamento, cronicità, fragilità) e alla pressante necessità di contenimento della spesa pubblica. Questa consapevolezza si sta finalmente traducendo in una spinta riformista da parte del Governo, delle Regioni e delle Aziende sanitarie stesse, ma il passaggio dai Piani all’execution risulta ancora difficile, lento e non privo di incertezze.

C’è in particolare una sproporzione sempre più evidente tra la velocità con cui si sta procedendo e l’altezza e la vastità della sfida.

Diventa così necessario individuare quali sono le barriere, gli ostacoli che impediscono di realizzare il cambiamento in tempi rapidi e utili e quali sono le azioni che devono essere poste in essere.

Questi gli obiettivi sul tavolo del Cantiere “Sanità Digitale”, avviato da FPA sotto la guida del responsabile scientifico dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, che ha coinvolto decision maker, esperti e aziende, in un primo confronto sulle barriere che ostacolano il cambiamento e sulle esperienze virtuose che mostrano la possibilità di ottenere risultati efficaci e veloci.

Per assicurare efficacia al lavoro del Cantiere, per il 2016, sono stati definiti come prioritari i seguenti ambiti, in cui il Cantiere, attraverso attività di advocacy, si propone di indirizzare le scelte operative di Ministero, Regioni e ASL/AO:

  • FSE, concreti indirizzi di sviluppo, interoperabilità a livello regionale, l’uso del cittadino e dei professionisti;
  • soluzioni e-health per la deospedalizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale;
  • PDTA, come elemento abilitante per la continuità assistenziale ospedale‐territorio;
  • Competenze digitali e nuove figure professionali, per facilitare la diffusione efficace dell’e-health e dei servizi digitali al cittadino.

Questi temi saranno sviluppati e ampliati durante gli incontri, e anche nel dibattito che sta maturando tra gli addetti ai lavori e sul canale online del Cantiere.

Certamente, come ha sottolineato Corso, il contesto decisionale (in cui le decisioni sono politicamente sensibili, proprio perché siamo in ambito sanitario), è quello di un sistema frammentato e multilivello (europeo- nazionale-regionale-aziendale), con la particolarità che in ciascun livello esistono più ambiti decisionali.

In un contesto del genere è indispensabile che le autorità che devono prendere le decisioni agiscano secondo priorità condivise e che ci siano occasioni decisionali in cui si possano identificare soluzioni possibili, attuabili.

Intanto, a fronte di passi avanti indubbi effettuati dal Ministero della Salute sul fronte della vision, con strategie sempre più esplicite (come dimostrano il Patto per la sanità digitale e il Piano nazionale delle cronicità), abbiamo registrato, sul livello regionale, l’esplicitazione di una priorità (il FSE), la definizione di una roadmap molto aggressiva sui tempi, ma indicazioni (decreti) formulate in ritardo. Il risultato è un’evoluzione a macchia di leopardo, con alcune regioni già operative (3 regioni hanno anche iniziato i test di interoperabilità), altre in implementazione, e altre in chiaro ritardo, oltre che una disomogeneità di attenzione sugli investimenti in alcune aree evidentemente strategiche, come la telemedicina e la medicina territoriale.

Nel primo incontro sono emersi come principali ostacoli le difficoltà di comunicazione e la frammentazione tra i diversi ambiti decisionali, anche nello stesso livello, la competenza non ancora sufficiente per l’impostazione di gare efficaci (in cui al fornitore si richiede una soluzione tecnica a fronte di scelte strategiche e requisiti chiari già effettuati dalla parte committente), mentre d’altra parte è stato possibile identificare alcune esperienze di semplificazione decisionale, ma anche individuare le potenzialità del Sistema Pubblico di Identità Digitale (Spid) rispetto ad uno dei problemi emersi, quello del trattamento dei requisiti della privacy già in fase progettuale dei sistemi, con una possibilità di un ruolo attivo e di spinta da parte del cittadino stesso.

E’ un impegno di lungo termine, che richiede una collaborazione multistakeholder e utili approfondimenti. Per questa ragione sono previste più opportunità di confronto ristretto, ma anche un workshop pubblico, nell’ambito della grande manifestazione annuale ForumPA (24-26 maggio).

Al termine del ciclo di incontri del Cantiere, verrà prodotto un documento di “advocacy” rivolto ai decisori politici, con indicazioni puntuali di raccomandazioni finalizzate a rimuovere le barriere che impediscono lo sviluppo della sanità digitale.