Datacenter pubblici efficienti per risparmiare energia e soldi - FPA

Datacenter pubblici efficienti per risparmiare energia e soldi

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Nella PA ci sono ampi margini per ridurre una pesante bolletta energetica sulla quale incidono anche gli sprechi derivanti da migliaia di data center. Come dimostra il piano del Ministero dell’Economia e delle Finanze che ha concentrato in un unico data center i 6 precedenti, realizzando almeno 3 milioni di euro di risparmio in un anno e mezzo

26 Aprile 2016

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Enrico Martini, Ministero dello Sviluppo economico

Con la crescente diffusione dei servizi informatici offerti via internet, è aumentato in questi anni l’utilizzo dei data center e conseguentemente, il consumo di energia elettrica. Secondo studi internazionali, il trend di domanda di energia per i CED sarà in continua crescita fino a che non verranno adottate su larga scala soluzioni tecnologiche e di gestione più efficienti.

La Commissione di Ricerca Congiunta dell’Unione Europea già nel lontano novembre 2008 ha introdotto un Codice di Condotta per l’Efficienza Energetica nei Data Center. Il Codice, un programma volontario che si avvale del contributo attivo di esperti del settore, ricercatori, gestori e operatori di ogni parte del mondo, fornisce una guida alle iniziative da attuare per migliorare l’efficienza economica ed energetica dei CED e delle apparecchiature IT.

Tra gli argomenti affrontati dal Codice figurano la scelta del software e le politiche di gestione energetica, con l’obiettivo di aiutare le aziende a comprendere e gestire meglio l’uso dell’energia.

Anche se il Codice è stato creato in ambito UE, esso gode dell’appoggio di molteplici player globali quali ad esempio Microsoft, The Green Grid, Intel, BT, IBM, EMC, VMware.

Avvalersi di un operatore partecipante al Codice dimostra l’impegno di un’azienda o di una Pubblica Amministrazione nei confronti dell’efficienza energetica dei sistemi ICT. Il Codice, infatti, è uno standard indipendente diffusamente accettato dal mercato. Inoltre, lo status di partecipante al Codice è uno dei criteri di selezione per il procurement.

La valutazione viene eseguita con rispetto a una serie di best practice, per ridurre le dispersioni di energia, quali l’uso di hardware efficiente, l’installazione di sistemi di raffreddamento di tipo free cooling e il contenimento del corridoio del freddo.


Recentemente IBM è stata premiata dalla Commissione Europea, proprio sulla base del Codice, in virtù delle caratteristiche di efficienza energetica dimostrate dai suoi 27 green data center continentali, localizzati in 15 Paesi dell’Unione compresa l’Italia. Le strutture IBM cui è andato il riconoscimento rappresentano oggi oltre il 70% di quelle dedicate all’outsourcing nel continente europeo e la maggior parte è stata progettata anche per sostenere le strategie sul cloud computing.

I miglioramenti energetici sin qui ottenuti hanno aiutato la società a raggiungere l’obiettivo, già fissato nel 2007, di raddoppiare entro tre anni la capacità IT dei propri centri senza aumentare il consumo di energia.

Grazie all’utilizzo di soluzioni di business analytics basate sulla Mobile Measurement Technology (Mmt), i data center di IBM sono dotati di migliaia di sensori che registrano e analizzano le temperature e l’aria al fine di rilevare i punti caldi e freddi. Con gli elementi di conoscenza sul flusso di energia, la tecnologia fornisce poi l’intelligenza per le operazioni di raffreddamento assicurando un elevato grado di sicurezza e affidabilità nonché una significativa riduzione dei costi.

Tali risultati nell’efficienza energetica sono stati raggiunti anche attraverso l’adozione di prassi standard a livello mondiale quali la sostituzione delle apparecchiature hardware datate con server più efficienti, il rispetto dei coefficienti di consolidamento e di virtualizzazione, l’uso intelligente dell’energia elettrica e del raffreddamento dell’aria.

Ovviamente non tutti i data center mostrano però tassi di efficienza paragonabili a questo livello di eccellenza, anzi in numerosi casi sono fortemente insufficienti.

Alcune delle più grandi imprese del settore sono però impegnate nella diffusione dell’utilizzo di tecniche energetico efficienti, per fare in modo che anche le imprese minori e le Pubbliche amministrazioni possano ottenere gli stessi risultati. Con la collaborazione tra le più grandi imprese e i maggiori produttori di hardware, è possibile aumentare l’efficienza energetica dei CED e dei componenti hardware portando notevoli vantaggi.

Nella Pubblica Amministrazione ci sono ampi margini per ridurre una pesante bolletta energetica sulla quale incidono anche gli sprechi derivanti da migliaia di data center.

Già una drastica riduzione delle strutture porterebbe forti risparmi, come dimostra il piano del Ministero dell’Economia e delle Finanze che ha concentrato in un unico data center i 6 precedenti, realizzando almeno 3 milioni di euro di risparmio in un anno e mezzo.

I risparmi potrebbero finanziare in parte gli investimenti della PA per CED efficienti dal punto di vista energetico, capaci di supportare le nuove applicazioni al servizio di cittadini e imprese.

Infine, tali vantaggi andrebbero oltre l’ottimizzazione energetica, ma potrebbero riguardare anche l’allocazione degli spazi fisici e soprattutto delle risorse umane da dedicare ad attività di maggior valore per l’amministrazione.