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Digitale e nuove competenze, i pilastri su cui deve fondarsi il rinnovamento della PA per creare valore

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La rivoluzione tecnologica in corso sta creando grandi opportunità di crescita e sviluppo, contribuendo a migliorare il benessere di imprese e cittadini. Anche la Pubblica Amministrazione, anzi, innanzitutto il nostro Settore Pubblico, vero motore del Paese, deve abbracciare il cambiamento. È infatti attraverso l’innovazione che si possono liberare tutte quelle risorse umane, finanziarie e culturali fondamentali per un processo di rinnovamento

22 Maggio 2019

M

Simonetta Moreschini

Direttore della divisione Pubblica Amministrazione di Microsoft Italia

Photo by Headway on Unsplash - https://unsplash.com/photos/5QgIuuBxKwM

Le recenti previsioni economiche vedono l’Italia in una situazione di stagnazione economica, fanalino di coda in Europa per crescita, investimenti e occupazione. In questo contesto, a fare la differenza è il digitale. È stata ormai più volte dimostrata infatti, la correlazione tra tech intensity – ovvero l’unione di investimenti in innovazione e nuove tecnologie e le competenze necessarie per metterli in opera e trasformarli all’interno della singola organizzazione – e la crescita del PIL di un Paese. Accelerare in questa direzione è prioritario e non più procrastinabile.

La rivoluzione tecnologica in corso sta creando grandi opportunità di crescita e sviluppo, contribuendo a migliorare il benessere di imprese e cittadini. Anche la Pubblica Amministrazione, anzi, innanzitutto il nostro Settore Pubblico, vero motore del Paese, deve abbracciare il cambiamento. È infatti attraverso l’innovazione che si possono liberare tutte quelle risorse umane, finanziarie e culturali fondamentali per un processo di rinnovamento.

Grazie al Cloud e alle opportunità offerte da tecnologie come l’Intelligenza Artificiale e la blockchain, è possibile efficientare le procedure, aumentare la produttività, rendere finalmente i processi più sicuri rispetto alle minacce crescenti, promuovere in una parola la qualità dei servizi resi ad un cittadino più esigente ed evoluto. Siamo convinti che un Paese dove la Pubblica Amministrazione sia tenuta ai margini rispetto alla trasformazione digitale in corso, la più veloce delle rivoluzioni della storia, sia un Paese che ha meno potenzialità nella competizione mondiale.

D’altra parte l’utilizzo del cloud e dei nuovi trend tecnologici consentono di raggiungere e di implementare un’innovazione a tempi di record, con investimenti contenuti, che crescono solo al crescere delle esigenze effettive. 

In questi ultimi mesi stiamo già assistendo a un’accelerazione da parte di alcune Istituzioni nel porre il digitale al centro delle politiche di crescita ed un fermento crescente da parte della PA nell’iniziare a integrare il digitale nella gestione delle attività pubbliche.

Sono tanti i casi di amministrazioni con cui noi stiamo collaborando, da una parte consolidando partnership di più lunga data come nel caso di Corte dei Conti e INAIL, dall’altra attivando nuovi progetti, come nel caso di Regione Emilia-Romagna e di Invitalia (Agenzia Nazionale per l’Attrazione degli Investimenti e lo Sviluppo d’Impresa).

Invitalia ha avuto l’ambizione di utilizzare l’intelligenza artificiale per mettere a punto dei modelli che consentano di efficientare il processo di finanziamento. Non solamente rendicontando quello che è stato fatto ma predicendo, andando a capire quali saranno le aree di maggiore impatto, sia a livello territoriale, sia con riferimento all’analisi delle soluzioni con maggiore potenziale. Invitalia aveva già operato una scelta decisa per le soluzioni di cloud pubblico, per garantire performance migliori alla propria organizzazione..

Con Regione Emilia-Romagna abbiamo lavorato all’introduzione del cosiddetto “lavoro agile” o smart working: grazie al Cloud Computing di Microsoft, infatti, gli oltre 4000 collaboratori distribuiti sul territorio regionale oggi possono far leva su una modalità di lavorare moderna, flessibile e collaborativa. L’obiettivo dell’amministrazione è triplice, ovvero ottimizzare la produttività, razionalizzare le risorse e migliorare la motivazione dei dipendenti pubblici attraverso una più equilibrata conciliazione vita-lavoro. Il fine ultimo di questo progetto, che a partire dallo smart working mette in moto una rivoluzione organizzativa, è quello di arrivare a migliorare il servizio e la relazione con i circa 4.500.000 abitanti sul territorio, grazie a un più efficiente ed efficace modo di lavorare.

Anche INAIL da anni ha intrapreso un percorso d’innovazione in direzione di una modalità di lavoro più al passo con i tempi. Ciò che rende particolarmente interessante il loro progetto è l’integrazione di due diverse anime: smart working e smart building, che si integrano perfettamente in quello che oggi chiamiamo ‘modern workplace’ ovvero un nuovo modello di lavoro basato su soluzioni tecnologiche avanzate e che si coniuga con un nuovo modello d’uso degli spazi di lavoro in una logica di efficienza e produttività. Grazie al Cloud Computing e ai device Microsoft i professionisti di INAIL – avvocati, medici, ispettori, amministrativi, collaboratori esterni – possono svolgere il proprio lavoro in mobilità ed al contempo trovare in sede un ambiente fisico in grado di semplificare la collaborazione. Attraverso l’introduzione di tecnologie di Smart Building basate sul Cloud Computing di Microsoft, gli spazi di lavoro forniscono strumenti di condivisione avanzati, aumentando al contempo la sicurezza e la produttività degli impiegati e del personale esterno.

Infine, Corte dei Conti – che gioca un ruolo chiave poiché svolge importanti funzioni legislative, di controllo ed indirizzo politico, esecutive e di amministrazione attiva – ha messo in atto un progetto di trasformazione digitale basato sul Cloud Computing, ispirato a principi di efficienza e di efficacia a vantaggio del complesso della Pubblica Amministrazione Italiana e del cittadino. Puntare sul Cloud per l’infrastruttura IT consente loro di controllare i costi, migliorare il livello di sicurezza e aumentare la flessibilità, utilizzando soluzioni integrate che consentano di gestire e proteggere i server fisici e virtuali in un ambiente condiviso, riducendo la spesa di gestione del parco PC e liberando risorse da dedicare alla collettività. 

Un punto a mio avviso importante riguarda il tema della cultura digitale: affinché la trasformazione digitale di imprese e PA sia davvero effettiva e soprattutto efficace, sono necessari professionisti con le giuste competenze, in grado di cogliere le opportunità offerte dai nuovi trend digitali e metterle in atto. Nel nostro Paese, in generale, quello delle competenze sta diventando un fenomeno sempre più urgente. Si tratta del cosiddetto fenomeno dello “skills mismatch”, ovvero il divario tra le competenze richieste dal mercato del lavoro e quelle realmente disponibili, un gap che rallenta la crescita e che riscontriamo in tutti i settori, PA inclusa. È stato calcolato infatti che entro il 2020 saranno creati 135.000 nuovi posti di lavoro che non saranno coperti a causa della mancanza di figure professionali sufficientemente qualificate. Attraverso Ambizione Italia, il progetto di formazione, aggiornamento e riqualificazione delle competenze, stiamo cercando di ridurre questo gap importante anche in ambito PA attraverso una serie di incontri in tutta Italia e corsi di formazione online indirizzati proprio ai professionisti di questo settore. Una PA digitale non deve essere più un sogno ma diventare realtà in tempi rapidi. Per raggiungere questo risultato occorre fare sistema mettendo a disposizione della PA competenze, risorse, specialisti ICT e soluzioni all’avanguardia per aiutare il settore pubblico ad affrontare sfide sempre più complesse.

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