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Design dei siti web. Quando un sito istituzionale diventa servizio pubblico

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L’innovazione digitale ha smesso di essere un adempimento da tempo ormai, almeno nelle amministrazioni più virtuose. Allo stesso modo, i siti degli enti pubblici stanno sempre di più abbandonando la logica del sito-vetrina, in favore di un approccio orientato al servizio pubblico. Un affondo sull’esperienza di Open Content per il Consorzio dei Comuni Trentini

19 Novembre 2019

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Marina Bassi

Project Officer Area Ricerca, Advisory e Formazione FPA

Photo by Thought Catalog on Unsplash - https://unsplash.com/photos/505eectW54k

Abbiamo parlato recentemente del processo innovativo innescato dal Consorzio dei Comuni Trentini in collaborazione con Designers Italia, il gruppo del Team per la Trasformazione Digitale che guida e supporta le amministrazioni nella predisposizione dei siti web e dei servizi digitali al cittadino.

Il Consorzio dei Comuni Trentini è, e continuerà ad essere per tutto il 2020, pioniere di un percorso di reale digitalizzazione del rapporto con i cittadini, come auspicato dal Piano Triennale. Fatto il sito del Comune di Ala, toccherà agli altri 170 comuni aderenti a ComunWeb migrare verso siti e servizi più user-centric.

L’intervista

Qual è il meccanismo? Ce lo spiega Gabriele Francescotto – Opencontent -, partner tecnologico dell’accordo istituzionale con il Team Digitale. “La chiave di tutto è nel modello – dice – è inutile e anacronistico, ormai, pensare ai siti web delle PA come vetrine da alimentare a tempo perso e relegare i servizi on-line ad applicazioni completamente distinte e poco usabili dagli utenti.

Oggi i siti web istituzionali non possono più essere dei meri archivi documentali e nemmeno uno spazio di comunicazione a senso unico. Designers Italia ha introdotto una rivoluzione: l’obiettivo principale del nuovo modello è orientare i cittadini tra i servizi pubblici erogati direttamente o indirettamente dai comuni, e renderli immediatamente disponibili on-line, attraverso SPID e PagoPA”.

L’idea iniziale è nata più di un anno fa, quando Opencontent ha intrapreso un’attività di strutturazione dei contenuti dei siti web secondo il modello dati ed i vocabolari controllati definiti da AgID, partendo da un’esperienza già molto consolidata su centinaia di enti locali.

Un modello di riferimento

“Costruire un modello di riferimento nazionale concreto e pragmatico, è ben più semplice se si ha a disposizione la conoscenza di quanto accade nei medi e piccoli comuni, che sono il caso italiano tipico a ben vedere – sottolinea Francescotto -.

Al momento in cui le Linee Guida sul Design dei siti web erano in fase di redazione, il modello di strutturazione dei dati più completo risultava quello messo a punto da Opencontent; al tempo stesso, a noi mancava una forte competenza su service design e progettazione di interfacce web moderne, ed abbiamo trovato una risposta molto convincente nei KIT che Designers Italia stava mettendo a punto.

L’unione degli sforzi ed il lavoro profondamente sinergico con il Team, durato qualche mese, ha portato a definire un modello efficace, documentato ed immediatamente utilizzabile da parte dei comuni, disponibile in Open Source sul portale del riuso (developers.italia.it) che sul Cloud della PA (OpenCity) come soluzione SaaS qualificata AgID. Da qui l’avvio dei ragionamenti che, con il coinvolgimento del Consorzio, hanno portato a una nuova fase di ComunWeb, con obiettivi molto sfidanti ma raggiungibili e con evidenti benefici per cittadini ed enti locali”.

Volendo fare qualche considerazione sul processo, è chiaro che non si è trattato solamente di una questione tecnologica, per quanto caratterizzata da una visione moderna.

“Il valore aggiunto dell’accordo con il Team Digitale, oggi avviato con il Consorzio dei Comuni Trentini, è il Consorzio stesso – sottolinea Francescotto – che è riuscito a sposare un approccio all’innovazione digitale coinvolgendo gli enti locali e le persone che ci lavorano, dai segretari comunali (spesso RTD) ai funzionari. Nel Consorzio abbiamo trovato un soggetto autorevole che ha creato fiducia – ecco la parola magica – tra gli enti coinvolti”.

Sarà possibile l’emulazione?

Vien da chiedersi se sia possibile emulare il comportamento del Consorzio dei Comuni Trentini, e se esistano altre realtà simili da chiamare best practices in termini di siti web e servizi cittadino-centrici. “Aggregare gli enti locali di una comunità per affrontare congiuntamente il processo di trasformazione digitale è una pratica sempre più diffusa in tutto il Paese – dice – si inizia a percepire un salto di qualità in questo senso delle amministrazioni.

Questo forse anche perché a ben pensarci oggi non abbiamo più scuse per dire che mancano regole tecniche ed indicazioni normative. È tutto on line e ben documentato, dal modello di interoperabilità, al riuso del software, alla valorizzazione del patrimonio informativo pubblico, al cloud…allo sportello unico digitale europeo”.

Quello che fa la differenza oggi è la vocazione dell’ente stesso, che prescinde completamente dal tipo di tecnologia in uso, che pure fa la sua parte, ma non è sufficiente per determinare il successo o l’insuccesso di un progresso in prima battuta culturale che deve verificarsi per poter avviare processi di innovazione che abbiano un impatto reale sui cittadini.

Di questo FPA e Opencontent sono consapevoli e, forti dell’esperienza di ComunWeb, lavorano insieme per accompagnare le amministrazioni in questo importante processo di cambiamento culturale, attraverso progetti e azioni dedicate allo sviluppo di siti web e servizi on line adeguati alla normativa e funzionali per i cittadini.

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