Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Ecco le infrastrutture che abilitano l’innovazione di un’azienda sanitaria

Home Sanità Ecco le infrastrutture che abilitano l’innovazione di un’azienda sanitaria

Le infrastrutture che oggi possono essere veramente abilitanti i processi di cambiamento del sistema sanitario sono a livello informativo e di interazione tra gli attori coinvolti nei processi: cittadini, medici, infermieri, operatori interni ed esterni alle strutture di assistenza e cura. Ecco quali

12 Giugno 2016

M

Mauro Caliani, Innovazione e Informatizzazione processi, USL7 Siena

Gli ambienti tecnologici, che oggi troviamo all’interno delle Aziende Sanitarie italiane, sono fortemente disomogenei e difficilmente sono in grado di supportare un’innovazione del processo di assistenza e cura ormai irrinunciabile. In una condizione di diversità il passo più importante da fare è mettere a comune le infrastrutture fondamentali condividendo modelli e impostazioni.

Se parliamo di infrastrutture abilitanti è facile cadere nell’errore di pensare a reti, geografiche, locali, wi-fi o “border less” che siano, oppure a data center o cloud. In realtà questo tipo di infrastrutture nel 2016 non possono più essere considerate abilitanti l’innovazione ma devono essere considerate a tutti gli effetti delle commodity. Materia prima senza la quale non è possibile realizzare il prodotto, ma non l’idea innovativa dietro al prodotto. In sintesi se non ho una buona infrastruttura di rete o un supporto sistemistico adeguato non c’è nulla di particolarmente innovativo o complesso da fare, c’è solo da adeguarsi al più presto.

Le infrastrutture che invece oggi possono essere veramente abilitanti i processi di cambiamento, di cui il sistema sanitario ha estrema necessità, sono a livello informativo e di interazione tra gli attori coinvolti nei processi, a partire dal cittadino stesso, fino a medici, infermieri e altri operatori interni ed esterni alle strutture di assistenza e cura. La più importante è rappresentata senza dubbio dall’infrastruttura d’interoperabilità dei sistemi informativi ospedalieri (HIS).

Su questo fronte la strada è tracciata in maniera netta e nasce direttamente dalle linee guida per il Fascicolo Sanitario Elettronico nazionale. Il Fascicolo difatti è realizzato non replicando i dati a livello nazionale, ma andandoli ad indicizzare direttamente nelle Aziende Sanitarie, dove vengono prodotti, attraverso l’utilizzo di framework IHE XDS e XCA. Ma questa impostazione “de facto” indica alle Aziende Sanitarie quale deve essere il modello di interoperabilità all’interno dei proprio HIS ospedalieri e rende l’implementazione del Fascicolo a livello regionale una grossa opportunità di standardizzazione degli HIS. Un ambiente basato su infrastruttura XDS centralizzerà i dati prodotti andando a realizzare il dossier clinico dei pazienti utilizzato giornalmente dai professionisti per le proprie decisioni cliniche. Non a caso, per favorire questo tipo di processo di standardizzazione degli ambienti anche a livello comunitario, a luglio 2015 era stata emanata la decisione 12015/1302 della Commissione Europea che indicava l’ammissibilità di richiesta in gara d’appalto di 27 profili di integrazione IHE.

Tra i benefici di applicazione di questa soluzione, oltre a un HIS più “pulito” e snello, nonché flessibile vista la semplicità di modifica o sostituzione di un modulo software, c’è certamente la possibilità di centralizzare la gestione della privacy, attraverso l’applicazione delle linee guida sul dossier clinico emanate dal Garante nell’agosto 2015, ed una politica centralizzata dei permessi di accesso. Un’infrastruttura quindi basilare per la condivisione delle informazioni che però da sola non basta essendo necessario, per un pieno utilizzo delle sue potenzialità, che alla base ci sia un lavoro di condivisione delle semantiche, senza le quali è difficile condividere qualsiasi tipo di informazione, e un’infrastruttura anagrafica forte e condivisa non solo a livello aziendale ma anche regionale e nazionale. Ma il beneficio forse più importante che questo tipo d’infrastruttura può portare è fornire all’Azienda Sanitaria un punto di scambio dati con attori esterni attraverso modalità standardizzate e riconosciuti a livello internazionale. Abbiamo già detto di come il Fascicolo Sanitario Elettronico nazionale nasca dalla condivisione dei dati delle singole Aziende Sanitarie, ma questo non è il solo scenario. Una delle applicazioni con il maggior potenziale d’innovazione rispetto ai processi di assistenza e cura dei pazienti è sicuramente rappresentata dalla possibilità di scambi informativi con soggetti come ad esempio Medici di Medicina Generale (MMG), Strutture accreditate, Volontariato, etc.. Questo permette di tracciare percorsi che oggi si presentano carenti e trovano difficoltà proprio nella condivisione diffusa delle informazioni.

E’ proprio facendo riferimento al processo di cura di un paziente che subito rimane evidente come un’altra infrastruttura abilitante, che sta rafforzandosi in quest’anno, sia essenziale al cambiamento radicale dei processi. Si tratta dell’e-prescription che pian piano sta andando a regime sia con i MMG che, in maniera ancora meno diffusa, con gli specialisti ospedalieri e territoriali. L’impatto della dematerializzazione delle richieste mediche è potenzialmente dirompente e non solo per il ridisegno dei processi specialistici ma anche su altri scenari come ad esempio i trasporti sanitari, i nuovi sistemi di prenotazione più vicini agli utenti, etc..

C’è un’ulteriore infrastruttura che spesso è presente nelle Aziende Sanitarie ma che ha bisogno di una condivisione a livello superiore, potenzialmente nazionale. Si tratta del servizio di autenticazione e profilatura degli operatori e dei cittadini. Una profilatura è necessaria per definire le modalità di accesso alle informazioni e per attivare nuovi servizi. Il sistema SPID che l’Agenzia per l’Italia Digitale ha messo in campo ha tutte le potenzialità per rispondere a questa esigenza, soprattutto se sviluppato e integrato con nuovi servizi in collaborazione con le Regioni.

In conclusione possiamo sintetizzare che il Fascicolo Sanitario Elettronico e i Dossier Clinici associati, il sistema di e-prescription ed un sistema condiviso di gestione dei profili, potenzialmente il sistema SPID, sono ad oggi le infrastrutture a maggior impatto e necessarie per una vera innovazione di processo per gli operatori e i cittadini. Oltre a questi potenziali vantaggi rimane un ultimo aspetto fondamentale per la sostenibilità e l’universalità del sistema sanitario: la possibilità di sviluppo di nuovi strumenti di governance. La dematerializzazione e la centralizzazione dei processi permette difatti indagini, interrogazioni e confronti ad oggi difficili da ottenere, su ambienti fortemente disomogenei, attraverso gli attuali strumenti di business intelligence anche laddove siano particolarmente evoluti. Nuove possibilità informative, ma soprattutto riferimenti consistenti, univoci e centralizzati dei dati vecchi e nuovi a disposizione, permettono lo sviluppo di nuovi scenari d’indagine che supportano in maniera ancor più forte i decisori alla guida delle Aziende Sanitarie.

Su questo argomento

APP PA: l'elenco delle app ufficiali della Pubblica Amministrazione