Datacenter unico e cloud per la crescita del territorio: la Toscana guarda avanti - FPA

Datacenter unico e cloud per la crescita del territorio: la Toscana guarda avanti

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8 Gennaio 2016

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Laura Castellani, Direzione Generale Organizzazione e Sistema Informativo Regione Toscana

Il cloud computing rappresenta una rivoluzione nel modo di distribuire e di utilizzare le tecnologie ICT. Si tratta di un modello flessibile ed economico di fornitura di servizi ICT reso possibile dall’accesso online a massicce risorse informatiche condivise. In tal modo potenza elaborativa, database, applicazioni e servizi tendono a divenire delle commodity, cioè beni standard acquistabili in forme essenzialmente equivalenti fra loro dai Cloud Service Provider (CSP) presenti sul mercato.

I vantaggi strategici che è possibile perseguire attraverso il cloud computing comprendono la riduzione dei costi dell’ICT (hardware, software di base e applicativo, energia elettrica, personale) e la promozione di una ICT condivisa, capace di erogare servizi online a tutti. L’utilizzazione di questo paradigma da parte della pubblica amministrazione, ovvero il G-Cloud (Government Cloud), è inclusa nelle strategie ICT di molti Paesi. A livello UE si moltiplicano i riferimenti al cloud computing nei documenti strategici (Digital Agenda for Europe, EU Cloud Initiative, eGovernment Action Plan 2011 – 2015) e nei principali programmi (programma ISA, 7° programma quadro di ricerca, programma CIP – ICT PSP).

Il cloud computing spinge inoltre ad un deciso ammodernamento dei sistemi informativi attraverso la virtualizzazione delle risorse hardware. Nel back-office produce rilevanti economie di scala accentrando le risorse e favorendo la flessibilità e l’integrazione dei differenti sistemi ICT. Nel front-office contribuisce a concentrare l’attenzione sull’utente finale e ad abbattere i costi di intermediazione.

Il cloud nelle sue diverse sfaccettature (IaaS/Paas/SaaS, privato/pubblico/di comunità/ibrido ecc.) è di interesse non solo per il risparmio e la razionalizzazione che può portare nei data center, ma anche per la prospettiva di realizzare infrastrutture condivise che potranno facilitare la progettazione, la realizzazione e la gestione dei sistemi informativi, migliorando i rapporti tra le amministrazioni e i cittadini. Si può affermare che il cambiamento innescato dal cloud computing si manifesterà per il 20% nella tecnologia e per l’80% nella società.

T.I.X. vs. Cloud

Da diversi anni in Toscana è operativo il nuovo data center, conosciuto dagli addetti ai lavori come Tix, dove Tix sta per Tuscany InterExchange. Un nome che racchiude una vocazione ben precisa, ovvero quella alla collaborazione e alla interoperabilità tra realtà diversificate. Il TIX è il data center della Toscana intesa come territorio, e non della Regione Toscana, proprio perché, sebbene l’ente Regione sia il promotore di questa iniziativa e il principale motore propositivo dell’innovazione, la nuova infrastruttura nasce per consolidare un percorso paritetico di collaborazione e di condivisione nel settore dell’innovazione tecnologica e nello sviluppo della società dell’informazione tra gli enti della PA Toscana e del mondo sanitario avviato ormai da fine anni ’90.

Il nuovo data center è quindi sicuramente un punto di arrivo di un percorso che viene da lontano, ma per la sua qualità tecnologica e organizzativa costruita in modo originale intorno al modello del cloud computing, rappresenta anche un nuovo punto di partenza che può portare molteplici benefici in futuro a tutto il territorio regionale.

Fin dal 1997, anno in cui prese il via il progetto della Rete Telematica Regionale Toscana (di seguito anche RTRT) per fornire connettività ai diversi enti in una logica di economia di scala, si è sviluppata una politica della condivisione con gli altri soggetti della pubblica amministrazione come comuni, province, comunità montane, Asl, università e altri; un’attività che ha sempre accompagnato e supportato parallelamente l’implementazione tecnologica.

Seguendo il paradigma del Cloud che è un “Provision Model” caratterizzato da:

  • un service provider
  • un portafoglio di tipologie di servizi ( IaaS, SaaS, PaaS, .. )
  • dei clienti

nel caso del TIX il “service provider” (fornitore) è la Regione in quanto:

a) mette direttamente a disposizione della composizione dell’offerta Cloud i locali fisici, i supporti logistici, le infrastrutture, sistemi di base, la connettività attraverso investimenti propri,

b) la gestione viene garantita dalla Regione attraverso un contratto con un soggetto esterno (outsourcing ) selezionato attraverso gara pubblica

c) Sempre attraverso lo stesso gestore, e sulla base di voci (servizi) sempre individuate e valorizzate tramite gara, gestisce lo sviluppo di propri progetti di innovazione. In questo caso il soggetto gestore diviene il service provider e la Regione il cliente in quanto utilizza l’offerta di servizi del gestore che essa stessa ha contrattualizzato

d) Il gestore, nella sua figura di service provider, si propone al mercato della pubblica amministrazione come fornitore di servizi sul TIX attraverso il contratto che la Regione ha stipulato in forma aperta.

Il TIX per la PA Toscana

Ad oggi la PA Toscana è caratterizzata da un numero molto alto di CED la maggior parte molto piccoli gestiti internamente che, oltre a rappresentare dei costi molto elevati, portano a:

  • frammentazione delle risorse ICT
  • una spesa per l’ICT non coordinata
  • la mancanza di interoperabilità, integrazione e cooperazione tra i sistemi informativi delle PA
  • la lentezza nelle procedure che consento di recepire l’innovazione tecnologica e coniugarla con l’innovazione organizzativa.

Un prima opportunità rappresentata dal TIX è proprio quella di avere un luogo adatto per cercare di fare una razionalizzazione di tutte le infrastrutture della PA, come richiesto anche da AgID (Agenzia per l’Italia Digitale).

AgID per questo ha infatti predisposto le “Linee guida per la razionalizzazione dell’infrastruttura digitale della Pubblica Amministrazione” dando alle Regioni il compito di razionalizzare i CED delle PA sul territorio.

Le linee recitano:

“Nel caso delle PAL, saranno le Regioni a garantire, in coerenza con le linee guida nazionali, il coordinamento dei diversi CED pubblici del territorio, sentite le province e i Comuni, predisponendo, in collaborazione con AGID, un Piano Triennale regionale specifico per ogni Regione. In concreto la Regione dovrà quindi emanare gli opportuni provvedimenti a livello normativo e amministrativo nei quali sarà definita la razionalizzazione in oggetto. Particolare attenzione dovrà essere posta al settore sanitario che dal censimento effettuato risulta particolarmente frammentato. Il Piano Triennale regionale dovrà prevedere una sezione dedicata all’organizzazione e alla specializzazione delle risorse umane coinvolte, anche in considerazione delle future e nuove necessità di dotarsi di expertise per la manutenzione e assistenza. Operativamente, inoltre, la Regione dovrà emanare una DELIBERA in cui definisce il processo di razionalizzazione in oggetto e, nelle more della predisposizione del piano, non darà seguito alle procedure in corso relative all’acquisto di infrastrutture informatiche. L’AGID con la collaborazione della Fondazione Ugo Bordoni, monitorerà lo svolgimento del Piano, nella modalità e nella tempistica definite.”

Un piano di razionalizzazione delle infrastrutture IT della Pubblica Amministrazione (PA) implica una visione di lungo periodo, importanti investimenti e un coordinamento che tenga conto delle varie realtà presenti sul territorio; sebbene si tratti di un percorso articolato e non del tutto agevole, i benefici che ne derivano garantiscono un ritorno non solo economico. Semplificare e razionalizzare l’architettura delle infrastrutture IT permette, infatti, di:

  1. creare ambienti più sicuri e affidabili;
  2. tenere sotto controllo con maggiore facilità i costi dell’IT (minori asset da gestire);
  3. contenere i costi di manutenzione e gestione, inclusi quelli relativi alla componente energetica;
  4. agevolare l’adozione di soluzioni SOA (Service Oriented Architecture);
  5. dimensionare in modo più rapido e flessibile le risorse software e hardware per far fronte ad esigenze non prevedibili o non continuative;
  6. prendere decisioni più consapevoli e pro futuro nella scelta di apparati IT e di software;
  7. standardizzare l’hardware, le applicazioni software e le modalità stesse di gestione dell’ICT;
  8. facilitare la cooperazione applicativa tra Amministrazioni.

La necessità di razionalizzare i CED della PA è un’opportunità da cogliere e da cui non essere esclusi. Le Amministrazioni che potranno contare su CED più innovativi potranno offrire una qualità del servizio decisamente superiore. Un livello di qualità che tutta la PA deve pretendere per la conservazione e gestione dei propri dati, soprattutto in considerazione della straordinaria portata innovativa del cloud computing che ha completamente scardinato le modalità di approccio alle architetture IT.

Inoltre la razionalizzazione è fondamentale perchè permette di avere CED molto più sicuri e soprattutto, in un mondo in cui si va verso l’erogazione sempre più massiva di servizi in via digitale a cittadini e imprese, non si può più prescindere dall’avere dei livelli di servizio molto elevati e soprattutto la garanzia della continuità del servizio.

Le principali modalità di razionalizzazione delle infrastrutture tecnologiche ICT sono classificabili in queste macro categorie

  1. Consolidamento degli spazi.
  2. Razionalizzazione delle infrastrutture informatiche hardware (principalmente server e storage), compresi gli interventi di consolidamento e virtualizzazione degli apparati IT (cloud).
  3. Condivisione dei servizi (servizi di gestione delle infrastrutture, servizi di Continuità Operativa).

Il TIX ad oggi offre tutto questo per tutto il territorio toscano e per tutta la PA Toscana per una razionalizzazione delle infrastrutture IT.

Avere a disposizione un Data Center di proprietà pubblica offre anche il notevole vantaggio per le PA sul territorio di avere un luogo sicuro dove far risiedere i propri dati garantiti per la sicurezza e per la privacy; nel caso una PA utilizzi Data Center privati, non ha le stesse garanzie, a partire dal fatto che può non essere in grado di sapere dove risiedono effettivamente i propri dati.

Ma il TIX è anche di più: sta infatti evolvendo sempre di più un Centro di erogazione servizi in logica Cloud Computing, con la logica di fornire servizi che coprono la filiera completa, dal back-office al front-office verso il cittadino utilizzando le piattaforme e le infrastrutture che risiedono proprio all’interno del TIX stesso.

Il TIX costituisce infatti il punto di arrivo di una politica di innovazione fatta nel corso degli anni in Toscana che ha portato alla costituzione di infrastrutture e piattaforme digitali a disposizione di tutta la PA Toscana e che trovano nel TIX la loro collocazione naturale tra le quali le più importanti sono:

  1. Infrastruttura per l’interoperabilità che permette il colloquio e lo scambio dei dati tra banche dati diverse
  2. Infrastruttura per l’autenticazione e l’accesso sicuro che permette di avere un sistema sicuro e certificato unico di accesso ai servizi on line e quindi facilita la digitalizzazione dei processi
  3. Piattaforma per il fascicolo delle posizioni debitorie e i pagamenti online che fornisce al cittadino il fascicolo delle proprie posizioni debitorie verso tutta la PA toscana e il mondo sanitario dando poi la possibilità di pagare in modalità multicanale
  4. Interoperabilità dei protocolli piattaforma fondamentale per la dematerializzazione sicura e certificata dei processi di scambio documentale
  5. Infrastruttura per la conservazione a norma dei documenti informatici altro tassello fondamentale per chiudere il ciclo della dematerializzazione
  6. Infrastruttura VoIP piattaforma per la comunicazione telefonica via rete che dà notevoli risparmi di tempi e costi…

oltre alle piattaforme applicative per il contrasto all’evasione, per i servizi alle imprese ecc.

Tutte queste piattaforme sono a disposizione di tutto il territorio per il loro utilizzo integrato con i gestionali degli Enti stessi permettendo un’erogazione di servizi completi efficienti ed efficaci per cittadini ed imprese.

In questa ottica il TIX evolve da Data Center per servizi di piattaforma (PAAS) verso un vero e proprio centro di erogazione servizi in logica Cloud Computing (SAAS).

Il TIX può quindi essere visto come un ecosistema all’interno del quale si sviluppano i servizi per la digitalizzazione e la semplificazione di tutta la PA Toscana e in questa logica può essere uno strumento a supporto della riorganizzazione dei Comuni, sia per le Unioni che per le fusioni nell’ottica delle gestioni associate dei servizi.

In questa ottica il nuovo TIX potrà anche avere un listino di servizi di tipo applicativo, dando quindi la possibilità agli Enti di scegliere il prodotto da usare da un catalogo di prodotti certificati, da utilizzare in un ambiente attivo 24h, sicuro e controllato, cosa che produce risparmi e soprattutto maggiori garanzie di sicurezza e di continuità del servizio. Con questo meccanismo viene inoltre di molto favorito il processo di convergenza e di interoperabilità tra le diverse banche dati fattore fondamentale per la semplificazione e l’efficienza della PA.

Il TIX per le imprese

Piccole aziende o start-up hanno sempre trovato nei grossi investimenti iniziali relativi alle infrastrutture, un’alta barriera nello sviluppare nuove iniziative e la propria offerta di servizi sul mercato.

Rispetto all’approccio convenzionale, in cui una parte del capitale iniziale deve essere usato per l’infrastruttura informatica, il ricorso al Cloud Computing permette a queste iniziative di orientare le spese a quanto correlato strettamente all’idea e al business che ne deriva, e di anticipare il rilascio dei servizi.

Inoltre, come già accennato, il TIX, oltre ad essere ed avere le caratteristiche classiche di un Data Center che lavora in ottica Cloud, sta diventando sempre più il terreno ideale per l’erogazione di servizi integrati per tutta la PA Toscana.

Mettere a disposizione il TIX come luogo di erogazione di servizi applicativi integrati e standardizzati verso tutta la PA toscana da parte di Aziende private, oltre a consentire ottimizzazioni e risparmi e l’erogazione di intere filiere di servizi più efficienti, permette anche una crescita competitiva delle Aziende che sviluppano soluzioni software e permette quindi un arricchimento per le Aziende stesse le quali sembrano aver compreso questa possibilità e stanno rispondendo positivamente ad un Avviso che abbiamo pubblicato il 17 dicembre che mette a disposizione il TIX per l’installazione e l’erogazione di servizi per il territorio.

Quindi il TIX può essere visto come luogo di crescita dei servizi sviluppati dalle imprese, che possono usufruire delle piattaforme sviluppate dalla Regione e dalla PA Toscana.

Infine il TIX può essere un’opportunità anche per le azioni di ricerca ed innovazione da svolgersi in partnership con le aziende private, ad esempio per la sperimentazione di soluzioni innovative nell’ambito delle smart cities.

Il TIX per la Sanità

L’evoluzione tecnologica ed i processi di innovazione, come risposta al mutare delle condizioni sociali economiche e demografiche della popolazione, rappresentano, in sanità, leve strategiche importanti per allineare le risposte ai bisogni e per garantire allo stesso tempo la sostenibilità del sistema nel suo complesso.

Il punto di partenza dal quale, nel corso del 2013, la Regione Toscana ha avviato una riprogettazione del sistema sanitario, è stato l’obiettivo di rafforzare proprio la logica di sistema. La delibera regionale 1235/2012 ha infatti posto l’accento, l’attenzione su un complessivo ridisegno delle diverse componenti del sistema e delle loro interazioni all’interno dei processi di assistenza e cura. Sono assi portanti di questo nuovo modo di pensare la continuità fra ospedale e territorio, il nuovo ruolo dei medici di medicina generale, l’attuazione di nuovi modelli incentrati sul paziente come il CCM, il ridisegno degli ospedali per intensità di cura, ecc..

E’ questo un ridisegno complessivo di cui a poco a poco tutti gli attori hanno preso consapevolezza; al contempo si condivide l’esigenza di rivedere anche l’utilizzo della tecnologia in quanto, senza un uso ragionato, molte ipotesi organizzative già formulate risultano non fattibili o ad alto grado di inefficienza.

A tali esigenze ha dato risposta sistemica il piano strategico, definito dal Coordinamento Innovazione in Sanità istituito con delibera 807/2012, che va ad individuare soluzioni mirate ad agevolare lo scambio bidirezionale fra tutti gli attori del sistema sanitario ed a costruire un basamento della conoscenza condiviso per la realizzazione di servizi a valore aggiunto, attraverso un approccio di innovazione per processi, posti all’interno di un quadro architetturale e sistemico di funzioni e dati.

Sulla base di tale piano e del modello individuato, sono stati avviati numerosi progetti in corso di realizzazione quali il processo di identificazione dell’assistito, il processo diagnostico nel settore della medicina di laboratorio, il processo dalla prescrizione alla erogazione di prestazioni specialistiche, il processo dell’emergenza e urgenza, il processo di comunicazione fra gli operatori del sistema sanitario, ecc…

Tutti questi progetti trovano nel TIX e nella rete RTRT due asset rilevanti.

Il TIX, in una nuova visione di servizio per l’innovazione in sanità, viene letto, sviluppato ed interpretato come l’ambiente, l’eco-sistema all’interno del quale si colloca e si sviluppa la digitalizzazione del Sistema Sanitario della Toscana. Si passa da tanti ecosistemi tecnologici di livello aziendale o di area Vasta ad un unico ecosistema che è rappresentato dal quel composito sistema denominato TIX. Solo se lo sviluppo innovativo del sistema sanitario avverrà all’interno di un unico ecosistema, esso potrà avere le caratteristiche di unicità, unitarietà e condivisione auspicate anche dalle delibere regionali ( 754/2012, 1235/2012 e successive ).