Monitoraggio civico ambientale: un anno di lavoro sui fondi europei

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La cittadinanza organizzata deve partecipare attivamente alle scelte di programmazione delle risorse e dei fondi ambientali, scelte che devono essere compiute sulla base dei risultati dei monitoraggi civici di interventi già conclusi, coinvolgendo comunità locali, esperti, beneficiari finali. A ricordarlo gli aderenti alla “Rete nazionale di monitoraggio civico dei fondi europei per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile”, progetto co-finanziato dalla Commissione europea, che hanno appena fatto un bilancio di un anno di lavoro

9 Dicembre 2021

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Antonella Ciociola

Responsabile redazione Monithon

Photo by Visual Stories || Micheile on Unsplash - https://unsplash.com/photos/lZ_4nPFKcV8

Quali sono, a quanto ammontano e dove sono localizzati i progetti in campo ambientale finanziati in Italia tramite le risorse della Politica di Coesione UE? Come monitorarne la realizzazione e l’impatto su beneficiari finali e territori, stimolando anche la partecipazione pubblica e un dialogo fruttuoso tra cittadini e decisori politici e amministrativi? Quali le alleanze utili per promuovere nel nostro Paese la cultura e la pratica del monitoraggio civico ambientale? Queste domande hanno animato, lo scorso 26 novembre, l’appuntamento online con cui le associazioni Monithon e Lunaria hanno concluso il progetto “Una rete nazionale di monitoraggio civico dei fondi europei per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile”, co-finanziato dalla Commissione europea. L’evento ha messo insieme le pratiche di monitoraggio di studenti e attivisti di Sicilia e Molise, amministratori pubblici responsabili degli interventi monitorati, Commissione europea, referenti e sostenitori della Rete, in un confronto costruttivo.

Tre sono state le parole chiave che hanno guidato gli interventi e la riflessione su un anno di lavoro intorno al tema sfidante della transizione ecologica: conoscenza, partecipazione, futuro.

La sfida della conoscenza richiede una precisione puntuale, da esperti del campo, nonché strumenti adeguati e testati: con Francesca De Lucia abbiamo “fatto il punto” sul complesso quadro risorse della nuova programmazione 2021-2027 relative all’Obiettivo di Policy 2 “Un’Europa più verde”, insieme a quelle del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027, del programma supplementare REACT EU, del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con la sua Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”; è emersa evidente l’importanza del monitoraggio civico per la gestione delle ingenti risorse per “limitare l’avidità dei pochi”. Lo strumento principe proposto da Monithon, realizzato in collaborazione con Sheldon Studio e sperimentato insieme a Lunaria proprio durante quest’anno di progetto, è stato il Project Finder, col suo mantra “Scopri cosa l’Europa finanzia intorno a te!”. Si tratta di una mappa interattiva che consente di scoprire i progetti finanziati in campo ambientale in tutta Italia, rintracciandoli tra gli oltre 7mila progetti finanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) nel periodo 2014-2020 sui temi dell’ambiente, dell’energia, della mobilità sostenibile e della valorizzazione del patrimonio naturale e culturale.

Dal Project Finder hanno preso l’avvio due esperienze di monitoraggio civico ambientale in Sicilia e Molise. La prima esperienza ha messo in dialogo due studentesse del Master in diritto ambientale e gestione del territorio dell’Università di Catania con Fabio Finocchiaro, Direttore Politiche Comunitarie e Fondi Strutturali del Comune di Catania, a proposito del monitoraggio di una pista ciclabile realizzata nel quartiere Librino; la seconda esperienza ha visto invece dialogare due attiviste di ActionAid Molise con Emilio Leccese, responsabile dell’Ufficio Infrastrutture Idriche della Regione Molise, a proposito del monitoraggio in progress di alcuni interventi di manutenzione sulla rete idrica della città di Campobasso.

Così richieste, curiosità e suggerimenti hanno potuto trovare spazio, ascolto e apprezzamento da parte dei rappresentanti delle istituzioni responsabili: quali sono i criteri di selezione per i nuovi progetti ancora da attivare? Come si possono migliorare gli interventi già in essere? O più in dettaglio: perché non utilizzare sistemi di mobilità alternativa e sostenibile come strumenti di integrazione sociale, nel caso di Catania? È possibile programmare in maniera più dettagliata la manutenzione del ricchissimo patrimonio della rete acquedottistica molisana?

Richieste e domande molto simili a quelle emerse già a maggio 2021, nel secondo appuntamento online della Rete per il monitoraggio civico dei fondi europei per l’ambiente; ci piace sottolineare come, in entrambi gli eventi, sia emerso chiaramente il valore del punto di vista dei cittadini e l’importanza della loro partecipazione ai processi decisionali pubblici. In entrambi i casi, infatti, essi non sono stati considerati solo portatori di interessi e bisogni, ma anche di innovazioni e proposte; in entrambi gli eventi sono state offerte ai decisori pubblici nuove angolazioni per osservare, valutare ciò che accade nei singoli territori, soprattutto prendere decisioni.

Questo ci ha dimostrato l’esperienza di REMO (questo l’acronimo del progetto): un dialogo aperto e costruttivo tra cittadini e pubblica amministrazione non solo è possibile, ma diventa sempre più indispensabile come esercizio di democrazia; il che è particolarmente utile ora, alla vigilia dell’avvio della nuova Politica di Coesione europea 2021-2027 e degli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nel nostro Paese.

Non è un caso che una delle istanze della Rete nazionale di monitoraggio civico dei fondi europei per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile e dell’omonimo manifesto sia quella di “assicurare che la cittadinanza organizzata partecipi attivamente alle scelte di programmazione delle risorse e dei fondi ambientali, e che tali scelte siano compiute sulla base dei risultati dei monitoraggi civici di interventi già conclusi, del coinvolgimento delle comunità locali e degli esperti, della sistematica valutazione della loro efficacia dal punto di vista dei beneficiari finali”.

Quindi: come portare avanti, nel futuro, questo dialogo aperto e costruttivo? Ci piace rispondere con le parole di Francesco Amodeo, dalla direzione generale della Politica regionale e urbana (DG REGIO) della Commissione Europea, che durante il dibattito del 26 novembre scorso ha ricordato quanto sia determinante il ruolo della società civile nell’attuazione delle politiche di coesione, e ha sottolineato quanto questo progetto sia in linea con l’Obiettivo di Policy 5 della politica di coesione “un’Europa più vicina ai cittadini”.

Continuare a lavorare su questo obiettivo sarà il prossimo passo della rete REMO per il monitoraggio civico ambientale, che al momento conta fra i firmatari del suo manifesto ben 12 fra associazioni e realtà della società civile a livello nazionale e locale (Fridays for Future, Action Aid, Sardinia Open Data, Mobius Circle Salento, solo per citarne alcune).

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