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EDITORIALE

Amministrazioni in cerca d’autore

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In agosto abbiamo voluto offrire una selezione ragionata (un best of) degli articoli usciti sulle pagine dedicate alla PA digitale, con degli inediti introduttivi che guidassero il lettore nella comprensione degli scenari. Ebbene, questo sforzo di sintesi ha il pregio, a mio avviso, di mettere in evidenza il male comune a (quasi?) tutti i dieci cantieri della PA digitale di cui ci occupiamo. Manca un piano determinato. Una guida precisa e forte. O, laddove ci sono queste cose, hanno un occhio aperto e l’altro chiuso: c’è sempre qualcosa che sfugge al loro controllo

2 Settembre 2016

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Alessandro Longo, direttore responsabile

Stavolta scomodiamo addirittura Pirandello, per raccontare la temperie in cui è immersa la nostra PA. Sull’orlo di un cambiamento epocale, a cui si è avvicinata negli anni scorsi per tentativi ed errori. Ma ancora priva di un autore che la guidi in questa traversata. È quanto emerge dagli articoli principali pubblicati in questi mesi dal nostro sito. E di cui, in agosto, abbiamo voluto offrire ai lettori una selezione ragionata (un best of), con articoli inediti introduttivi per guidarlo nella comprensione degli scenari.

Ebbene, questo sforzo di sintesi ha il pregio, a mio avviso, di mettere in evidenza il male comune a (quasi?) tutti i dieci cantieri della PA digitale di cui ci occupiamo. Manca un piano determinato. Una guida precisa e forte (che- chiariamo un possibile equivoco- non corrisponde tanto a una persona singola quanto a un sistema organizzato di cambiamento). O, laddove ci sono queste cose, hanno un occhio aperto e l’altro chiuso: c’è sempre qualcosa- di importante- che sfugge al loro controllo.

In certi ambiti il problema è più evidente: si pensi alla cybersecurity, alla Giustizia, ai dati. In altri, la disattenzione è solo parziale. Per esempio, in quello delle infrastrutture c’è una forte governance sulla banda ultra larga e, da poco, anche una direzione precisa per fare il nuovo sistema pubblico di connettività; mentre il tema dei datacenter è ancora affidato alla buona volontà delle Regioni. Scuola digitale ha una governance che si consolida e al momento deficitaria pressoché solo sul fronte della formazione. Quadro a luci e ombre, ma che lascia ben sperare, anche per i pagamenti pa e per il procurement nonostante il recente scivolone sul nuovo Codice degli appalti, sul quale pubblicheremo uno speciale dedicato mercoledì prossimo).

Altri settori sono così ampi e complicati che gli sforzi per una governance, sebbene presenti, sono ancora troppo recenti e deboli (per esempio sul fronte delle risorse economiche) per avere partita vinta: è quanto vale, probabilmente, per la cittadinanza (qui e qui) e la Sanità digitali.

Che si vada verso una sistematizzazione è indubbio. Lo testimoniano novità regolatorie, che faranno da cornice al cambiamento, come Eidas e il nuovo Cad, in pubblicazione nei prossimi giorni (e anche su questo dedicheremo uno speciale).

Avranno questo scopo anche il promesso piano triennale dell’Agenzia per l’Italia Digitale e l’arrivo di un commissario all’agenda digitale presso Palazzo Chigi, Diego Piacentini.

Come al solito, bisognerà verificare la bontà della ricetta. Capire se è adeguata per una non solo buona ma anche abbastanza veloce trasformazione. Il cuoco, almeno, si è posto dietro i fornelli. L’ autore, di cui le PA e l’Italia tutta hanno tanto bisogno in questa fase, si intravede ormai, apparire trafelato all’orizzonte.

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